
Il presidente russo Vladimir Putin ha confermato al suo omologo turco, Recep Tayyp Erdogan, che la proposta degli Stati Uniti può essere una base per un accordo di pace con l’Ucraina.
Lo ha riferito il Cremlino in una nota diffusa al termine della telefonata tra i due leader.
Nella nota si legge: “C’è stato uno scambio di opinioni sulla situazione relativa all’Ucraina, anche nel contesto delle proposte americane per una soluzione pacifica. Vladimir Putin ha osservato che queste proposte, nella versione diffusa, sono in linea con le discussioni al vertice russo-americano in Alaska e, in linea di principio, possono essere utilizzate come base per un accordo di pace finale”.
Una nota congiunta di Washington e Kiev diffusa dopo i colloqui, definiti “costruttivi”, tra funzionari statunitensi, ucraini ed europei a Ginevra sottolinea che qualsiasi eventuale accordo per porre fine alla guerra con la Russia dovrà rispettare pienamente la sovranità dell’Ucraina.
Nella dichiarazione si legge anche che sulla base del piano statunitense in 28 punti i negoziatori hanno redatto “uno schema di pace aggiornato e perfezionato”.
La scadenza del 27 novembre, Giorno del Ringraziamento, come ha affermato il Segretario di Stato Usa Marco Rubio, è da considerare “fluida”. “Abbiamo davvero fatto passi avanti, quindi sono molto ottimista che ci arriveremo in tempi molto ragionevoli, molto presto – ha precisato Rubio -, che sia giovedì, venerdì, mercoledì, lunedì o la settimana dopo, vogliamo che sia presto, perchè le persone stanno morendo”.
Nella dichiarazione congiunta Usa Ucraina si legge che “i colloqui sono stati costruttivi, mirati e rispettosi” e “sottolineano l’impegno condiviso per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”.
La delegazione ucraina ha spiegato che la nuova versione della bozza del piano statunitense, ancora non pubblicata, “riflette già la maggior parte delle principali priorità dell’Ucraina”. Rubio, la cui delegazione includeva il genero di Trump, Jared Kushner, e l’inviato speciale Steve Witkoff, ha dichiarato ai giornalisti che il lavoro per ridurre i punti di disaccordo è avanzato “in modo molto sostanziale”.
“Posso dirvi che le questioni rimaste aperte non sono insormontabili”, ha affermato Rubio, “credo sinceramente che ci arriveremo”. Il capo della diplomazia Usa ha sottolineato che qualsiasi accordo finale “dovrà essere concordato dai presidenti”, e avvertito che “ci sono un paio di questioni su cui dobbiamo continuare a lavorare” prima di cercare di coinvolgere il Cremlino, che ha accolto con favore la proposta originale.
L’Europa, rimasta tagliata fuori dalla trattativa, cerca intanto di far sentire la sua voce. Diversi capi di governo europei hanno sentito Trump per telefono nelle scorse ore.





