Ne abbiamo abbastanza delle deviazioni dal vivere civile
Dunque, io passo per uno che difende il Governo e, in particolare, difende Meloni. Se fosse così non me ne vergognerei, anche visto il livello delle contestazioni che si muovono. Ma non è così.
Io difendo un minimo di rispetto per me stesso e per la mia intelligenza, che non intendo barattare con nulla, men che meno con ideologismi. Difendo un minimo di valori antipopulisti, perché il populismo è la tomba della politica con l’epitaffio alla democrazia.
Difendo la dignità dei rapporti tra persone, in particolare verso chi è più soggetto ad essere turlupinato da pifferai magici che si fanno passare per soloni della moralità e della difesa sociale.
Difendo quel residuo di politica che è rimasta nei dibattiti. Accuso un “inaccettabile” che non è di sinistra o di destra: riguarda la menzogna, la demagogia.
Perché questa è miseria morale.
Certo: sono miei punti di vista. Non pretendo che siano comuni a tutti. Ma cosa si può dire di questi esempi, tre tra tremila?
Il più sofisticato: Schlein: «Non possiamo accettare che gente come Elon Musk si arricchisca sempre di più, mentre Trump e Meloni bloccano il salario minimo per milioni di lavoratori».
Ecco la demagogia spacciata per sinistra. Menzognera come un sillogismo falso. È retorica dove, direbbe Aristotele, si esalta il pathos (le emozioni), si magnifica l’ethos (valore di chi parla) e si annulla il logos (la logica, il ragionamento).
Un espediente dialettico. In altre parole: un imbroglio. Tutti dentro: Musk, Trump e Meloni che, rispetto al salario minimo non hanno nulla in comune. E la ricchezza di Musk non dipende certo dal salario minimo. Ma metter insieme questi nomi fa rumore. Attira odi, rancori, invidie. Che è l’obiettivo. Vomitevole.
Il più volgare: la foto di Meloni con un europarlamentare che assomiglia al padre (Marco Squarta, eurodeputato di Fratelli d’Italia) spacciata per fotografia con il padre al solo scopo di “smentire” che Meloni non avesse avuto più rapporti con lui dai suoi 11 anni. Perché questo possa creare sospetti su alcune vicende di collegamenti, inesistenti, ad ambienti mafiosi.
Quando mancano gli argomenti, si scivola nella mistificazione personale. Se non ci fossero i giudici che ci sono, sarebbe un reato, ed anche grave. Ma resta un atteggiamento da taverna di infimo ordine.
Il più blasfemo. Leone XIV ai giornalisti: “Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me. Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto”.
Un esempio è il discorso pronunciato all’Incontro di preghiera per la pace, il 16 aprile. Discorso che “era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente…” .
Insomma, l’accusa è: avete giocato con quello che ho detto, ci avete ricamato sopra per vostri scopi. La narrazione tiene banco. Lo sbandierato rispetto per il Papa sa solo di propaganda. Miserrima.
Mi vergognerei di me stesso se, su queste cose, non sollevassi accuse a chi ne è l’autore.
Credo siano gravi deviazioni dal vivere civile. Ancor più perché “la calunnia è un venticello”: impossibile raggiungere quelli che ci hanno creduto per “fede” o non sono stati in grado di vedere il tranello.
Questa sarebbe la politica che mi si propone in alternativa a Meloni? Grazie, no.


Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.


