
PIÙ STRETTI I LEGAMI TRA CINA E RUSSIA
Nella seconda tappa della sua missione in Cina, il presidente russo Vladimir Putin sta partecipando a Harbin, nella parte settentrionale del Paese, all’Expo russo cinese e al Forum di cooperazione interregionale russo-cinese.
Il leader di Mosca ha sottolineato l’importanza di un aumento della cooperazione della Russia con la Cina nel settore dell’auto, dell’energia e dell’agroindustria.
Ad Harbin, Putin conferma la crescente collaborazione economica e regionale tra i due Paesi, già evidenziato nell’incontro a Pechino con il presidente della Cina, Xi Jinping, e dalla firma di numerosi nuovi accordi di collaborazione.
Il buon rapporto tra i leader cinese e russo è stato evidente durante il loro incontro faccia a faccia, che ha deluso le speranze occidentali che Pechino possa fare pressione su Mosca sulla guerra in Ucraina. Putin incontrerà bilateralmente ad Harbin anche il vicepresidente della Cina, Han Zheng. L’agenda del secondo giorno di missione cinese del presidente russo prevede la visita a una chiesa ortodossa della città e un incontro con studenti e professori del Politecnico di Harbin, eventi che enfatizzano i legami culturali tra i due Paesi, elemento già durante la prima giornata. Si tratta della seconda visita di Putin in Cina in meno di un anno, dopo il suo viaggio nell’ottobre 2023 in occasione del Terzo Forum sulle Nuove Vie della Seta, che alcuni analisti considerano un nuovo segno del crescente allineamento tra i due paesi nella promozione di un nuovo ordine “multipolare”.
Tuttavia, qualle tra Cina e Russia è un’amicizia con forti asimmetrie.
Mosca alle prese con le sanzioni occidentali e la perdita dei clienti europei per gas e petrolio, Pechino che contrasta i dazi, e ne sono appena arrivati di nuovi, imposti dagli Usa su chip componenti e vetture elettriche.
Appena insediato, di nuovo, alla presidenza, Putin è volato da Xi Jinping per la seconda volta in poco più di un anno.Rinnovata l’amicizia che pero’ vede sempre più forte la posizione di Pechino. Nel 2023 gli scambi bilaterali tra i due Paesi hanno raggiunto la cifra record di 240 miliardi di dollari. Secondo un’analisi firmata da Alexandra Prokopenko, Alexander Kolyandr e Denis Kasyanchuk per The Bell, la Russia ha progressivamente abbandonato dollaro ed euro nelle sue transazioni commerciali, adottando sempre di più lo yuan. Prima di invadere l’Ucraina, gli scambi in valuta cinese alla borsa di Mosca erano pari quasi a zero, oggi sono più di un terzo: “A dicembre scorso, il 35,8% dell’export russo è stato pagato in yuan, insieme al 37% dell’import”.
E se la Cina continua a fornire materiali e prodotti dal doppio uso, civile e militare, l’incontro è stato chiuso dalla dichiarazione di Putin sulla ricerca di una “soluzione politica” alla guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin respinge le accuse di non voler negoziare una soluzione per la crisi ucraina: “Non abbiamo mai rifiutato i negoziati e stiamo seguendo da vicino la preparazione del vertice di Ginevra”, ha detto in Cina.
Oggi è tornato sul tema: “Dopo l’inganno occidentale dobbiamo capire con chi possiamo affrontare la questione”. Quanto alla Cina, dove si trova per il secondo giorno di una missione che lo ha visto molto vicino a Pechino, “cerca sinceramente di risolvere il problema dell’Ucraina”, ha osservato.
Dal punto di vista di Pechino è necessario chiudere la guerra e le sanzioni prima che diventino un peso eccessivo per la ripresa economica dell’Europa, che resta un mercato importantissimo per i prodotti cinesi.





