di Nino Orlandi
Dopo che ci hanno provato comunismo e nazismo, ora è il turno del turbo capitalismo finanziario globalista di usare ogni mezzo per fare dell’umanità l’oggetto di un esperimento.
Niente più religioni, né nazioni, né culture diverse, niente più storia, se non quella riscritta dal potere, niente più cibo tradizionale per far posto a schifezze stomachevoli prodotte da loro a costi stracciati, niente più auto a benzina, ma elettriche con batterie frutto del sangue di centinaia di bambini africani, niente più madri e padri per lasciare il posto agli uteri in affitto di donne povere usate come incubatrici, niente più case di proprietà per farci vivere in falansteri, niente più caminetti e focolari per tenere pulita un’aria già avvelenata.
Niente di niente di ciò che ci fa sentire individui, per trasformarci in una massa informe di consumatori, di tubi digerenti, di dipendenti dal sesso virtuale, di esseri spaventati con virus prodotti in laboratorio, di entusiasti plaudenti ad ogni novità proposta come ecologica, politicamente corretta, “moderna”.
Almeno comunismo e nazismo non si nascondevano, potevi combatterli perché li riconoscevi. Questi ti uccidono l’anima, lo fanno sorridendo, un po’ alla volta, col silenziatore.




