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OGGI NASCE LA SARDINA BIANCA

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Con una mossa trasformista degna di Fregoli, superando di molte lunghezze il M5S in versione Conte, oggi nasce Comunità democratica, la sardina bianca che vorrebbe essere la Balena Bianca e rischia solo di essere un tentativo inutile di smarcarsi dal brand socialista, ormai in dismissione ovunque, con i suoi adepti impegnati a produrre, come in Germania, gli ultimi danni all’Europa e all’Occidente.

Il brand socialista (inglobante socialisti, ex comunisti, catto comunisti, laburisti) è stato acquistato dalla finanza globalista per un progetto economico, politico, sociale e culturale che è oggi in rovinosa caduta.

I “margheriti” del Pd (diventato ormai un partito woke radical chic che va ogni giorno aumentando la rovina del brand socialista) con la nascita della sardina bianca tentano di rifarsi la verginità, pronti anche a sganciarsi, lasciando il cerino woke in mano alla Schlein (in linea con i Dem Usa, in caduta libera) e alla Ditta, in fase di ripensamenti (per ora non espliciti) in funzione di riposizionamenti futuri.

Il tentativo, chiaro nella data scelta, è quello di riferirsi al Partito Popolare di don Sturzo, ma far nascere la Comunità democratica tirandosi dietro vecchi arnesi come Romano Prodi è garanzia di morte prenatale.

Quello che non va mai scordato è che Romano Prodi, laureato alla fabiana London School of Economics and Political Science, la stessa frequentata da Sergio Mattarella, è colui che ha messo in liquidazione l’Iri a giugno del 2000, dopo che sul Britannia, nel 1992, si era deciso di svendere l’Italia.

L’Iri fu messa in liquidazione a giugno 2000 dal secondo governo Amato (altro frequentatore della fabiana London school of economics)  in attuazione di un accordo imposto sette anni prima dal commissario europeo socialista Van Miert al nostro ministro degli Esteri Beniamino Andreatta che era, nell’area democristiana, dalla stessa identica parte di Romano Prodi e della nascente Comunità democratica.

Romano Prodi fu presidente dell’Iri dal 1982 al 1989, e poi dal 1993 al 1994.

Tra il 1980 e il 1985 il Tesoro conferì al capitale dell’Iri 33 mila miliardi di lire, con una media di 5 mila e 500 miliardi all’anno, a lire 1991. In quegli anni il debito pubblico s’impennò. Tra l’inizio del 1986 e la fine del 1989 in totale i conferimenti ulteriori furono di 6 mila e 600 miliardi.

Nemmeno quei trasferimenti bastarono, visto che il capitale di rischio dell’Istituto, eroso dalle perdite (il risultato corrente prima delle imposte era sempre sotto zero), scese a 12 mila miliardi nel 1986 e a 9 mila miliardi nel 1989.

Visti i risultati della gestione Iri, Romano Prodi è una garanzia perfetta per la nascente formazione politica che, sicuramente, avrà un programma riformatore e sociale che si ispira alla dottrina sociale della Chiesa e tante altre meravigliose virtù.

Romano Prodi è stato, con Massimo D’Alema (altro frequentatore della London school of economics), il regista dell’operazione Ulivo ed è stato presidente dal 23 maggio 2007 del Comitato Nazionale del Partito Democratico e dell’Assemblea Costituente del Pd.

Partire con una palla al piede di questo genere è garanzia di marcia funebre.

Il costruttore della nuova realtà politica è Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia dal 2004 al 2013, parlamentare e senatore Pd, prima Partito popolare (dal 1994 al 2002) e poi Margherita, lo stesso partito al quale è approdato Sergio Mattarella dopo la frammentazione della DC (1994). Mattarella, lo ricordiamo, è stato tra i promotori del Partito popolare italiano (PPI) e successivamente ha militato nelle fila prima della Margherita e poi dell’Ulivo. 

L’icona che rappresenterà al nuova formazione politica è Ernesto Maria Ruffini.

Un’icona che ricorda le tasse e non è certo la migliore presentazione per la sardina bianca.

Ernesto Maria Ruffini, palermitano, è stato al vertice dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate- Riscossione dal luglio 2017 al settembre 2018 e di nuovo dal 31 gennaio 2020 al 31 dicembre 2024. Inoltre è stato nominato amministratore delegato di Equitalia a partire dal giugno 2015.

La quadreria di famiglia è una garanzia di rapporti con il mondo cattolico. Figlio del ministro Attilio Ruffini (nipote del cardinale e arcivescovo di Palermo Ernesto Ruffini (1945 al 1967), è fratello del giornalista Paolo, dal luglio 2018 prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa sede.

Nel 2010 ha partecipato alla prima manifestazione della Stazione Leopolda di Firenze, organizzata da Giuseppe Civati e Matteo Renzi, durante la quale ha proposto un progetto di riforma fiscale, presentato come Fisco 2.0, che prevedeva la radicale digitalizzazione dei servizi ai contribuenti attraverso la progressiva introduzione di diversi strumenti, quali la dichiarazione dei redditi precompilata, la fatturazione elettronica, la trasmissione elettronica degli scontrini fiscali e la lotteria degli scontrini.

L’insieme di tutte queste proposte sul Fisco 2.0, poi effettivamente realizzate, sono state successivamente raccolte nel libro L’evasione spiegata a un evasore: anche a quello dentro di noi, pubblicato nel 2023 con prefazione di Romano Prodi.

Autore di saggi e articoli sul diritto tributario e collaboratore di vari quotidiani, Ruffini è anche autore di libri di taglio divulgativo.

Dopo “L’evasione spiegata a un evasore: anche a quello dentro di noi”, nel 2022 ha pubblicato Uguali per Costituzione. Storia di un’utopia incompiuta dal 1948 ad oggi, ovvero, come scrive nella prefazione il il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “il racconto di come noi italiani siamo stati capaci di riempire di contenuto e spessore una parola speciale, impegnativa: uguaglianza”.

La sardina bianca parte, anche con il quadretto di famiglia, ma non andrà lontano. Lo spazio per il trasformismo è finito.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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