
di Marco Della Luna
La morale della Tecnocrazia
In tutti gli esempi sopra citati, come in quelli che seguono, vediamo la politica compiere scelte politiche discrezionali, pretendendo che siano invece scelte tecnico-scientifiche necessitate da circostanze obiettive (TINA, there is no alternative): ma la scienza e la tecnica su cui esse poggiano sono, in realtà, pilotate con opportune sovvenzioni e prescrizioni, acciocché si pronuncino come conveniente. Da varie fonti anche accademiche perviene notizia della nuova epistemologia applicata, o nuova metodica di verifica: allo studente laureando, allo specializzando, al ricercatore viene oramai sovente prescritto quale debba essere il risultato della sua ricerca-verifica scientifica prima che la faccia, che cosa debba scrivere nell’abstract e nelle conclusioni.
E poi vi è il grande capitolo della demolizione culturale, morale e demografica della società occidentale, con l’ideologia gender e la cancel culture tradotte in cervellotiche norme di legge, coercizioni, punizioni, epurazioni, persino all’interno dell’accademia. La ridicolizzazione dei valori tradizionali e la criminalizzazione dei ruoli genitoriali e della famiglia, come istituzione maschilista-fascista e matrice delle malattie mentali, le quali al contempo però vengono negate come tali e ricondotte al relativismo pluralista. La generosa distribuzione di diritti civili e dell’uomo a copertura della sottrazione di quelli del lavoro, della crescente iniquità economica e politica, del deterioramento delle prospettive di vita, di welfare e di occupazione, nell’incalzare dell’intelligenza artificiale che si prevede stia per eliminare qualche decina di milioni di posti di lavoro in Occidente. L’immigrazione sostitutiva, sospinta e sovvenzionata dal grande capitale apolide e predatorio che spadroneggia in Africa e altrove. Le masse immigrate aventi altissimo tasso di violenza e delinquenza, che occupano ed espropriano dai cittadini porzioni crescenti del territorio nazionale, urbano e non, favoreggiate in ciò dalle istituzioni in cambio della manodopera sottocosto che esse offrono al capitalismo anche per ribassare i salari dei lavoratori nazionali. Il pensiero unico obbligato, il canone del politically correct, che proibiscono di parlare di tutto ciò ed emarginano e oscurano chi viola il tabù, quando addirittura non lo sanzionano penalmente. La sorveglianza sulle attività e persino sui discorsi dei cittadini si spinge sempre più avanti, con le reti di monitoraggio e ascolto (vedi il recente caso di Trento, su cui è intervenuto il garante della Privacy), che ancora sono però niente in confronto a ciò che potranno essere col 5G, ossia col cosiddetto internet delle cose (e delle persone).
Il declino economico e il degrado civile dell’Occidente vengono accelerati dalla crisi occupazionale apportata dalla delocalizzazione, dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, con prospettiva di distruzione di decine di milione di impieghi, e di creazione di solo un nuovo impiego su sei eliminati. La crisi sociale e di scollamento tra popolazione generale e stato (istituzioni, tecnocrazia governante) si aggrava per la compiuta estinzione di una rappresentanza sindacale e partitica della classe lavoratrice, stante che oramai tutti i sindacati e i partiti di peso sono allineati con il modello imperante del capitalismo finanziario. Ma il rimedio al possibile civil unrest è già pronto: è la moneta digitale delle banche centrali, che permetterà il controllo totale dei wallets (ex conti correnti), il prelievo diretto delle tasse e delle sanzioni, il blocco dei pagamenti in entrata e in uscita, l’applicazione di interessi negativi, la limitazione della possibilità di spendere per aree geografiche, settori merceologici, periodi di tempo. In cambio, potrà esser concesso un reddito di cittadinanza o sottomissione agli indigenti, mentre l’Autorità nazionale od europea potrà immediatamente colpire il wallet dei riottosi, degli indisciplinati. Sarà arduo persino opporsi politicamente ad esso, o anche rifiutare un trattamento sanitario prescritto dall’OMS o dallo Stato, senza essere esposti a sanzioni monetarie. L’agonizzante Occidente sarà ben legato al suo letto di morte, in modo che non si agiti nella fase terminale. Fuorché i Diritti dell’Uomo, non avremo nulla e saremo felici, e l’Asse del Male sono gli altri, Mosca, Teheran.
La Santa Crociata
Però dobbiamo meritarci il diritto alla suddescritta felicità nella nullatenenza difendendo a spada tratta i plutocratiche che ce lo stanno ammannendo, ossia aderendo al riarmo massiccio e alla Nuova Guerra Fredda, Potenzialmente Calda, alla Crociata contro questo Asse del Male, nella quale, a nostre spese e senza alcun vantaggio, ci esponiamo a un attacco o contrattacco nucleare. Noi europei abbiamo iniziato a compiere questo atlantico dovere suicida applicando le severe sanzioni alla Russia, che dovevano piegarla in poche settimane, e che la hanno invece rafforzata economicamente e industrialmente, tanto che, sui campi di battaglia, le sue fabbriche di armi prevalgono su quelle della NATO, mentre la sua economia ascende a un + 3,2%, – molto più delle nostre. Quelle sanzioni, però, sono state volute da Washington non tanto contro la Russia, quanto contro di noi e in favore degli USA, che grazie ad esse a) moltiplicano i profitti vendendo a noi europei a prezzo moltiplicato il gas che ci vendeva la Russia; b) inducono industrie europee a rilocalizzarsi in America per beneficiare dei minori costi dell’energia; c) sostengono la domanda di dollari e spingono fuori mercato, per costi eccessivi di produzione, ampi settori dell’economia europea; d) soprattutto, impediscono una integrazione economica Europa-Russia, la quale minerebbe l’egemonia USA sull’Occidente. Ma con tali misure Washington, se pur fa i propri interessi nazionali di breve termine, nel medio periodo accelera ulteriormente il declino dell’Occidente nel suo insieme.
Sottoposto a un cosiffatto trattamento assassino, come potrebbe l’Occidente non star morendo, materialmente e moralmente? Come potrebbero gli Occidentali fare come in passato progetti di lungo termine, di famiglia, di procreazione, investimento? Come potrebbe rivivere l’ottimismo della prassi, anziché lasciarsi scivolare nella sedazione-evasione terminale offerta loro in molteplici forme, dall’entertainment, alle mistificazioni con cui vengono guidati, alle tante droghe più o meno legittimate?
Intanto, dietro pretesti morali presentati in modo sempre più stupido e smascherabile, la nostra élite sta costruendo, a ritmi accelerati, una nuova cortina di ferro a Est, dietro cui rinchiuderci mentre prosegue su di noi il trattamento orwelliano che sta già portando avanti da troppo tempo. Insomma, che cosa ci rimane dei valori dell’Occidente? Che cosa ci rimane, oggi e ancor più in prospettiva, in termini di libertà? Di privacy? Di stato di diritto? Di rappresentanza democratica? Di sicurezza e buon governo? Ce ne rimane meno, ormai con certezza, di quanto ne abbiano i Russi. E allora, per chi e per che cosa dovremmo pagare, rischiare, combattere, quando chi ci attacca, il nemico, è proprio chi ci chiede di pagare, rischiare e combattere ai suoi ordini, e al contempo ci ha sabotati in tutto, dall’economia alla sicurezza? Appropriate quanto mai suonano ora le parole di B. Brecht:
“Al momento di marciare/ molti non sanno/che alla loro testa marcia il nemico./ La voce che li comanda/ è la voce del loro nemico./ E chi parla del nemico, è lui stesso il nemico.”
La Terza Roma chiarisca
Per il capitalismo finanziario dominante sull’Occidente, la Russia è sempre più un nemico tanto ideologico quanto pratico, perché resiste (sia in forza delle sue caratteristiche religiose, morali, socio-culturali, che in forza delle sue grandi risorse interne) alla penetrazione e alla merci-cartolarizzazione totale che corrispondono ai bisogni del capitalismo stesso, e che hanno spinto, dal 1992 in poi, in un novello Drang nach Osten, l’avanzata della NATO, mediante progressive e inesorabili annessioni, verso i suoi confini, nell’intento di assorbirla, assieme alle sue immense risorse, che aspettano solo di essere cartolarizzate! L’Ucraina è già stata divorata, prendendole tutti i migliori assets e indebitandola per l’eternità con i prestiti e l’assistenza militare. Sarà per sempre schiava degli usurai che proclamano di volerla liberare – altro che indipendenza! La Crociata, come la Green Transition con le sue misure costosissime e fallimentari, è innanzitutto un mezzo per generare una grande domanda di crediti, di liquidità, di emissione monetaria, indispensabili per puntellare la ciclopica e pericolante bolla finanziaria la cui implosione minaccia l’Impero del Dollaro.
Ma per le genti dell’Occidente, per l’Occidente vittima della sua élite dominante la Russia non è affatto un nemico. Anzi, soltanto qualora la nostra élite sia sonoramente sconfitta dalla Russia, tanto militarmente quanto economicamente, e crollino così le sue ideologie e le sue strutture di potere (NATO, FED, BCE, UE etc.), l’Occidente avrebbe una chance di salvarsi, di recuperare, anche perché anche la Russia (lo voglia o no) fa sostanzialmente parte dell’Occidente, di cui condivide le radici greche, romane, e molte successive vicende culturali. Sì, la Russia odierna è una Nazione occidentale (non è la Cina, né l’India, né l’Indonesia), ed è forte e vitale (sebbene in parte contaminata dagli stessi veleni che minano il nostro Occidente), come dimostra la sua brillante performance economica, industriale e militare contro l’Alleanza del Dollaro, a dispetto della disparità di popolazione e ricchezza nominale. Oggi, più che in passato, Mosca rappresenta la Terza Roma, la possibile ripartenza dell’Occidente – ancor più dopo che dalla Russia, grazie alle sullodate sanzioni, si sono ritirati i brands occidentali, penetranti armi di corruzione morale e di distrazione di massa. Per noi, dunque, essa è un’estrema risorsa, da assimilare, da emulare, non certo da temere o combattere o respingere: è portatrice del plasma iperimmune che potrebbe guarirci dalla malattia di Amfortas, il nichilismo, che ci sta decomponendo, quale conseguenza ultima dell’ideologia e della dinamica liberale: in un mondo che riconosce solo valori di scambio, non stanno valori di scopo; e dove non vi sono scopi, morte e vita non si distinguono. E’ vero che la Russia rivaleggia con noi nella dispiratà della distribuzione della ricchezza, e che, nel settore dell’informazione e nel settore della politica, il regime moscovita non tollera l’espressione del dissenso tanto quanto il nostro, ma da un lato ciò è inevitabile in un paese che da molti anni è sotto assedio, e dall’altro lato anche il nostro regime non scherza in fatto di censura, di pensiero unico obbligato e di informatori alternativi che muoiono stranamente, giornalisti o scienziati che siano. La società russa è caratterizzata da forti diseguaglianze economiche – come la nostra.
E anche in fatto di democrazia, non siamo messi meglio di chi vive sotto un regime piuttosto autoritario, ma che perlomeno è un regime politico, mentre noi viviamo sotto un regime plutocratico di banchieri e bancarottieri, non meno autoritario di quello russo. Banchieri che ora vorrebbero farci combattere per rafforzare il loro potere.
Aprire le porte alla Russia, allora? Oppure è l’ultima illusione? È un’illusione, se anche la Russia e i suoi alleati adottano, come in passato sembrava volessero fare, la CBDC, la digitalizzazione, la Green Transition, il programma orwelliano sposato dalla nostra oligarchia, su modello di quella cinese. E qualora stiano agendo d’intesa con Washington per ripristinare un sistema globale bipolare rigido, finalizzato a un più efficiente controllo sociale. Quindi, presidente Putin, forniteci presto un chiarimento convincente, perché, se non vi è speranza nel mondo sublunare, vogliamo saperlo ora, per regolarci alternativamente.
[1] file:///C:/Users/Marco/Downloads/Arr%C3%AAt%20Verein%20KlimaSeniorinnen%20Schweiz%20et%20autres%20c.%20Suisse%20-%20Violations%20de%20la%20Convention,%20faute%20de%20mise%20en%20%C5%93uvre%20de%20mesures%20suffisantes%20pour%20lutter%20contre%20le%20changement%20climatique.pdf





