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Obiettivo intermedio: decapitare, denuclearizzare, disarmare

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Per il petrolio funziona l’accordo Alaska?

Se l’obiettivo finale pare essere il cambio di regime, con la collaborazione dei curdi e delle altre etnie che sono, da sempre, contrarie al dominio degli ayatollah, l’obiettivo intermedio è il totale annientamento delle potenzialità militari dell’Iran.

Ieri il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha detto che gli Stati Uniti hanno assunto il “pieno controllo dei cieli iraniani” e nei prossimi giorni prenderanno di mira i missili balistici e i bunker.

A sua volta il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa a Washington, ha detto che “i generali militari più importanti non possono più comunicare né coordinarsi nella loro offensiva e questo naturalmente non è un bene per loro. L’aereonautica iraniana non esiste più, è stata costruita nel 96 e distrutta nel 2026. La marina iraniana è praticamente affondata nel Golfo Persico, abbiamo decimato la loro flotta”.

Trump ha dichiarato: ‘Distrutte le difese di Teheran’.

Il Centcom ha reso noto che circa 50.000 soldati statunitensi e oltre 200 aerei da combattimento sono attualmente impegnati nell’operazione militare contro l’Iran, con attacchi che proseguono senza sosta.

L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del comando centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che l’esercito statunitense ha già distrutto 17 navi iraniane, incluso il sottomarino più operativo della flotta, di fatto azzerando la presenza della marina di Teheran nel Golfo Arabico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

Nonostante l’Iran abbia risposto lanciando più di 500 missili balistici e 2.000 droni, Cooper ha affermato che la capacità offensiva del regime sta diminuendo e che le operazioni continueranno fino alla neutralizzazione di ogni minaccia.

Il comando centrale americano ha annunciato che sono stati colpiti 2.000 obiettivi dall’inizio dell’operazione militare in Iran. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici, navi della marina, sottomarini e centri di controllo.

Il Centcom ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno utilizzato aerei, tra cui diversi jet da combattimento, nonché sistemi missilistici e navi per effettuare gli attacchi.

Benyamin Netanyahu, in un’intervista rilasciata a Fox News, ha detto: “Non avremo una guerra infinita. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l’Iran al coraggioso popolo iraniano 47 anni fa. Questa sarà un’azione rapida e decisiva”.

“Penso – ha aggiunto Netanyahu – che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l’Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi”.

L’IDF ha attaccato il “più importante” quartier generale degli ayatollah a Teheran, più tardi ha preso di mira l’Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei.

L’Assemblea ha comunque eletto il figlio dell’Ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, come Guida suprema dell’Iran.

L’esercito ebraico ha confermato di aver attaccato anche i siti legati al programma nucleare iraniano, compreso “il complesso segreto di Minzadehei”, dove il regime continuava a cercare di “sviluppare armi atomiche”.

CBS ci informa che l’inviato di Trump Steve Witkoff sostiene che l’Iran ha affermato di avere abbastanza uranio arricchito per realizzare 11 bombe nucleari.

In un articolo scritto per CBS, Alex Sundby e Sarah Lynch Baldwin scrivono: “L’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, ha sostenuto che l’Iran ha affermato di avere abbastanza uranio arricchito per realizzare 11 bombe nucleari prima che gli Stati Uniti e Israele lanciassero un attacco contro il paese nel fine settimana. Lunedì Witkoff ha dichiarato a Sean Hannity di Fox News che i negoziatori iraniani avevano detto a lui e al genero di Trump, Jared Kushner, prima degli attacchi, che il Paese controllava circa 460 chilogrammi di uranio arricchito al 60%. Witkoff ha affermato che l’uranio avrebbe potuto essere arricchito al 90%, un livello adatto alla produzione di armi, entro una settimana o dieci giorni”.

“Entrambi i negoziatori iraniani – ha detto Witkoff a Fox News – ci hanno detto, direttamente, senza vergogna, che controllavano 460 chilogrammi del 60% e che erano consapevoli che con questa quantità si potevano realizzare 11 bombe nucleari, e questo è stato l’inizio della loro posizione negoziale”, ha detto Witkoff a Fox.

Il Wall Street Journal ha riferito che si ritiene che i tre principali siti nucleari dell’Iran contengano abbastanza uranio arricchito da alimentare circa 12 bombe nucleari.

Nell’intervista rilasciata a Fox News, Witkoff ha affermato che i negoziatori iraniani avevano detto a lui e a Kushner che l’Iran aveva il “diritto inalienabile di arricchire tutto il suo combustibile nucleare”.

“È così che si sono aperti”, ha detto Witkoff. “Noi, ovviamente, abbiamo risposto che il presidente ritiene che abbiamo il diritto inalienabile di fermarvi, senza pensarci due volte.”

Il petrolio e i vantaggi della Russia

La Russia sembra destinata a trarre dalla guerra molti più benefici di quanti ne possa perdere. Il vantaggio più immediato per Mosca è l’aumento delle entrate derivanti dal petrolio.

Il prezzo del greggio russo Urals è crollato a un nuovo minimo a fine febbraio, attestandosi a 40 dollari al barile, a causa dei forti sconti causati dalle sanzioni occidentali per la guerra in Ucraina.

Ma mentre il prezzo del greggio Brent, il benchmark internazionale, è balzato del 13 percento lunedì, raggiungendo gli 82 dollari al barile, l’Urals veniva scambiato a 57 dollari.

Effetto Alaska?

Russia, Iran e Venezuela sono i principali produttori mondiali di greggio pesante, che viene esportato in decine di nazioni per essere lavorato dalle loro raffinerie.

Le esportazioni del Venezuela hanno subito una battuta d’arresto dopo che la Casa Bianca ha assunto il controllo del commercio di petrolio di Caracas.

La sospensione delle esportazioni dell’Iran significa che le raffinerie di petrolio progettate per la lavorazione del greggio pesante dovranno fare affidamento sul petrolio degli Urali proveniente dalla Russia e che il petrolio russo sarà ricercato.

Riguardo alla chiusura dello stretto di Hormuz Donal Trump ha reso noto che “se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere” e che “in ogni caso, gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia al mondo”.

“Con effetto immediato – ha detto Trump – ho ordinato alla United States Development Finance Corporation (DFC) di fornire, a un prezzo molto ragionevole, un’assicurazione contro i rischi politici e garanzie per la sicurezza finanziaria di tutto il commercio marittimo, in particolare energetico, che transita attraverso il Golfo”.

Trump ha inoltre annunciato che DFC, che è un’agenzia federale americana, fornisce tra l’altro assicurazioni contro i rischi politici per sostenere progetti di sviluppo guidati dal settore privato.

rsona ma mi serve qualcuno che sia popolare in patria, quelli che stiamo attaccando ora sono i fanatici, in Iran i moderati ci sono”.

La Russia potrebbe svolgere il ruolo di mediatore?

Un secondo vantaggio a lungo termine potrebbe essere il tentativo di Mosca di fungere da mediatore nei colloqui di pace tra Teheran e Washington.

Nel frattempo, gli analisti hanno avvertito che l’Ucraina potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di missili forniti dagli Stati Uniti per i sistemi di difesa aerea Patriot, in grado di abbattere i missili balistici russi. Come dire. Caro Zelensky, chiudi la partita molto alla svelta.

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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