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NOTTI MAGICHE, PRIMA DEL GRANDE BUIO

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di Giorgio Cattaneo

Facile rimpiangere l’Italia spensierata delle famose “notti magiche”, trascinate dalla maschera popolare dall’esultante, incontenibile Totò Schillaci. Ai tempi di Italia 90 c’era ancora la lira, l’Unione Europea non esisteva e gli italiani potevano illudersi che la loro prosperità diffusa sarebbe durata all’infinito. Quell’anno uscirono nelle sale “La voce della luna”, l’ultimo film diretto da Federico Fellini (con uno strepitoso Paolo Villaggio accanto a Roberto Benigni) e “Balla coi lupi”, di Kevin Costner, mentre “Nuovo cinema Paradiso”, di Giuseppe Tornatore, vinse l’Oscar a Hollywood come miglior film straniero.
Intorno, il mondo bolliva: l’Urss si stava preparando a uscire di scena, le due Germanie si riunivano, l’anticomunista Lech Walesa diventava presidente della Polonia e l’ex comunista Ion Iliescu veniva eletto in Romania dopo il deposto Nicolae Ceaucescu. A Londra Margaret Thatcher lasciava il potere, proprio quando George Bush metteva nel mirino Saddam per poi invadere l’Iraq. In Sudafrica, intanto, Nelson Mandela usciva di galera dopo 28 anni di lavori forzati: era la fine dell’apartheid. In compenso, Hutu e Tutsi avrebbero iniziato a insanguinare il Ruanda. E a Mogadiscio il dittatore Siad Barre faceva sparare sulla folla in rivolta, prenotando l’imminente implosione della Somalia.
A Roma intanto cadde in un agguato Enrico De Pedis, uno dei boss della Banda della Magliana, in strette relazioni con il Vaticano. Il 10 marzo, a Bologna, Achille Occhetto annunciò la fine del Pci. Si allontanavano gli ultimi echi della stagione del terrorismo rosso: per l’omicidio Calabresi, vennero condannati a 22 anni di carcere i leader storici di Lotta Continua (l’ideologo Adriano Sofri, accanto a Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani). A Milano fu scoperto il covo delle Brigate Rosse di via Monte Nevoso, con documenti e copie di alcune lettere di Aldo Moro.
Quanto all’altro terrorismo, molto meno visibile, il 23 ottobre l’allora capo del governo, Giulio Andreotti, rivelò alla Commissione Stragi l’esistenza di una struttura parallela dei servizi segreti, costituita in ambito Nato: l’organizzazione Gladio. Poco dopo venne ufficialmente disciolta la struttura paramilitare di Gladio, definita “un’operazione di stay-behind” dell’Alleanza Atlantica. Solo più tardi sarebbe emerso il suo vero ruolo nella strategia della tensione. Intanto, sempre la Commissione Stragi confermò che autorità militari e organismi politici avevano ostacolato e depistato le indagini su Ustica.
Sul fronte antimafia, Falcone e Borsellino erano ormai famosi. L’11 dicembre, a Palermo, si concluse il maxiprocesso d’appello contro Cosa Nostra: ben 258 condanne, tra cui 12 ergastoli. Tre mesi prima, ad Agrigento, era stato assassinato in un agguato il giudice Rosario Livatino, di appena 38 anni (all’arresto dei killer, avvenuto immediatamente a Düsseldorf, seguirono altri fermi, grazie anche alle fonti riservate di cui disponeva Borsellino). A Capaci e via D’Amelio mancavano ancora due anni: Falcone e Borsellino avrebbero scoperto l’origine mafiosa di finanziamenti finiti a insospettabili leader politici europei, futuri protagonisti del sistema di potere Ue.
Notti magiche, intanto: il 7 luglio, alle Terme di Caracalla, Pavarotti (con Domingo e Carreras) inaugurò i sontuosi concerti dei Tre Tenori: già il primo venne seguito in mondovisione da quasi un miliardo di persone. Quell’anno cessava la produzione dei dischi in vinile da 7 pollici, i piccoli 45 giri: presto, il compact disc avrebbe soppiantato il vecchio giradischi. Nonostante Schillaci, comunque, gli azzurri non arrivarono alla finale di Italia 90: Maradona, che aveva piegato la nazionale tricolore, dovette inchinarsi alla Germania.
Era fatale che quel paese fosse in ascesa: doveva diventare il kapò dell’euro-rigore. Il 22 giugno a Berlino era stato rimosso definitivamente il Checkpoint Charlie, ritenuto il simbolo della repressione sovietica: era l’unico valico di frontiera cittadino ai tempi del Muro. Un mese dopo, sempre nella capitale tedesca, i Pink Floyd eseguirono la loro storica opera rock, “The Wall”, di fronte a 160.000 berlinesi e a milioni di telespettatori. In quell’estate, veniva firmata la Convenzione di Schengen: frontiere aperte, in Europa occidentale. Tutto sarebbe cambiato: non certo in meglio, per l’Italia. Curiosità: il 17 maggio, l’Oms aveva eliminato la voce “omosessualità” dalla lista delle malattie mentali, in cui era ancora incredibilmente presente.
 

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  • Redazione

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