Noi esseri umani siamo unici rispetto agli altri esseri viventi sul pianeta in quanto dotati di coscienza e capacità di riflessione sulla propria condizione. Questa capacità di consapevolezza ci distingue e ci rende in grado di dare un senso alla nostra precaria esistenza. Siamo animati da una radicata volontà di sopravvivenza e una consapevolezza del compito per quanto riguardi difendere il nostro procreare, per cui anche questa pulsione convive alla base della competizione e delle lotte tra di noi.
Non interpretiamo la competizione come malvagità, ma come una conseguenza naturale del desiderio di essere migliori e primeggiare. Nonostante le nostre capacità uniche, mi pare che si stia fallendo nel compito di interpretare adeguatamente il nostro ruolo su un pianeta che malgrado ci abbia accolti con benevolenza vada per il percorso assegnatogli!
La nostra esclusiva miopia prevale eccellentemente sia applicata ai rapporti personali che spesso sfociano nell’assassinio che collettivamente in conflitti devastanti che perseguiamo da sempre nel tempo col pretesto di primeggiare, insediando sistemi di governo alternativi che potrebbero presentarsi come una ritenuta benefica democrazia o una dittatura sostitutiva di governi impotenti.
Tutto ciò ci ha portati inoltre a trascurare la salute del pianeta e a infliggergli ferite. Abbiamo trascurato la responsabilità di preservarlo con la cura che merita poiché in essa migliorerebbe la nostra esistenza. Questa negligenza ha avuto conseguenze non solo sulla sua superficie, ma di conseguenza anche su tutte le altre forme di vita che annaspano dovendo coabitare con noi.
Nonostante la nostra unicità e la nostra capacità di coscienza, ha prevalso un egoismo che ci porta frequentemente a combatterci ferocemente! E anche questo ha portato a una situazione in cui la superficie stessa è minacciata e l’equilibrio ecologico può essere compromesso.
E’ necessaria una maggiore consapevolezza e responsabilità verso noi stessi e le altre creature comprese le popolazioni di alberi e anche di organismi che non consideriamo e che silenziosamente fanno per quanto loro assegnato. L’illusione del nostro miope egocentrismo ci ha accecati nel pensare di essere i padroni indiscussi di un pianeta a nostra disposizione, portandoci a una mancanza di considerazione per le altre specie e per l’ecosistema nel suo complesso.
Abbiamo inflitto ferite profonde e irreparabili all’ambiente naturale. Questa aggressione ha avuto molte forme, tra cui l’inquinamento atmosferico, l’alterazione degli ecosistemi, la deforestazione e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Questo comportamento ha avuto un impatto negativo sulla biodiversità e sulle condizioni generali del dove abitiamo.
Ora abbiamo la necessità di un cambio di prospettiva,di una profonda trasformazione del nostro comportamento superando l’egoismo e la competizione in favore di una visione collettiva più ampia che comprenda la responsabilità nei confronti di noi stessi e delle generazioni future e caricarci delle responsabilità dell’intera rete della vita.
Ciascuna specie e ogni individuo sono interconnessi, e il danneggiamento di uno può avere conseguenze per tutti. La coscienza di questa interconnessione porterebbe a una maggiore consapevolezza dell’importanza del preservare.Vi è una necessità di presa di coscienza e di una conseguente azione immediata per invertire la rotta e proteggere noi e la superficie del pianeta.
Questo deve implicare cambiamenti significativi nelle politiche, nelle pratiche industriali e nel comportamento individuale per ridurre sino ad annullare anche l’impatto tra i nostri popoli.
E’ una visione critica della condizione umana, che evidenzia il fallimento del non assumere una responsabilità adeguata tra di noi, per cui mi auguro una profonda e praticabile riflessione per un cambiamento della prospettiva del nostro comportamento e proteggere e garantire così un futuro sostenibile
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