È a Creta che tra l’ 8 e 7 sec. a.c. sorse il primo “spazio” dedicato alla “raccolta e raduno” (tale è il significato del termine dal greco) delle genti, ma ad Atene l’ Agorà di Teseo posta alle pendici dell’ Acropoli, rappresentò il punto di incontro sociale, politico, commerciale della città. L’urbanistica compose lo “spazio” in cui le persone si potessero incontrare. Le cronache omeriche la descrivono come l’assemblea dei “Liberi” dove condottieri nei tempi di guerra e principi nei tempi di pace rappresentavano le loro opinioni e decisioni con l’ ausilio del consiglio dei “geronti”. A Roma il popolo romano si radunera’ nel “Forum Magnum” con lo stesso spirito di partecipazione sociale e commerciale. Nei secoli verranno costruite altre piazze, altri spazi, altri edifici, ma ad oggi nulla potrà eguagliare lo “spirito” dell’ Agorà e del Forum Magnum. Fino ad oggi…..appunto. Ed oggi cosa ci ritroviamo? I social. Espressione “virtuale” di socializzazione, incontri, ma anche di offerte commerciali come anche altri tipi di offerte che pure commerciali sono, ma che i latini ascriverebbero alla voce “contra bonos mores”, pur nelle migliori intenzioni sono divenuti i luoghi, gli spazi, dove imperano ignoranza, violenza verbale, ottusità di ogni genere trascinando il genere umano nei peggiori bassifondi della civiltà conosciuta. Nei social non ritroviamo il “consiglio dei geronti” a preparare temi e discussioni, bensì moltitudini di esasperati sociali, spesso chiusi nella solitudine delle loro stanze a trascorrere giornate intere sulle varie chat tanto da produrre nuove forme di patologie comportamentali oggetto di attenzione psichiatrica. Linguaggio povero, grafia inesistente, contenenti solo slogan. Tutti esprimono tutto che, sempre per “principio”, in contesti adeguati con un minimo di preparazione su ciò di cui si dovrebbe discutere, sarebbe anche utile. Invece i social imperano per accurata imbecillita’ condita con aromi speziati di narcisismo e psicopatie varie, tanto da imporre ai vari uffici delle Forze di Polizia risorse dedicate per costante monitoraggio di ciò che si scrive e si vede. Ogni giorno un motivo per esprimere folate di stupidità come da ultimo le note sull’ ultimo femminicidio. Chi scrive ha sempre condannato tale viltà perché uccidere una donna od un bambino è quanto di più indegno possa accadere, meritorio di pene e sanzioni al valore massimo di severità riguardo l’espiazione della pena. Ma si dovrebbe scrivere di ogni forma di omicidio ma farne, come accade in questi giorni ed ore, l’ennesimo caso di genere, effettivamente diventa troppo perché a voler fare un percorso a ritroso poi va finire che questi intellettuali, donne o uomini o varie ed eventuali per accontentare tutti, si dovranno rivolgere al Padre Eterno (se ci credono) perché è giusto ricordare che secondo la Bibbia l’umanità non deriva da Adamo bensì da Caino ed ogni giorno lo ricordiamo grazie ai vari Giuda in circolazione. Comunque prima o poi si dovrà riflettete sull’ uso dei social, ai quali non è obbligatorio aderire e partecipare, pensando che forse tornare sui banchi di scuola a studiare potrebbe essere il giusto antidoto contro la deriva assunta. Peraltro va rammentato che le crisi economiche e sociali non si risolvono ingiuriando il prossimo con un nickname bensì utilizzando il tempo a lavorare od alla ricerca di un lavoro. Non esistono corsi di rieducazione di genere ma solo la “buona educazione”, che si insegna che l’eroismo dell’anonimato dietro i monitor non salva le vite delle donne. Se non lo si capisce poi saranno le guerre, quelle vere, a farcelo capire.
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