
Delegittimando totalmente l’Onu e dicendo agli Usa che Israele intende raggiungere i suoi obiettivi senza nessuna mediazione, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto che “solo la vittoria totale garantirà l’eliminazione di Hamas e il ritorno dei nostri ostaggi”.
Ed ha aggiunto: “Come premier di Israele sostengo questa posizione con determinazione anche di fronte a pressioni enormi internazionali e interne. E’ stata questa mia ostinazione a impedire per anni uno Stato palestinese che avrebbe costituito un pericolo esistenziale per Israele. Finché sarò primo ministro, questa sarà la mia posizione”.
Non lascia spazio ad interpretazioni il premier israeliano .
“Ho chiarito al presidente Biden – ha detto Benyamin Netanyahu – la determinazione di Israele a conseguire tutti gli obiettivi della guerra e a garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele”.
“Dopo aver eliminato Hamas”, ha aggiunto Benyamin Netanyahu – “non ci sarà a Gaza nessuno che finanzi o educhi al terrorismo o invii terroristi. La Striscia deve essere smilitarizzata e restare sotto pieno controllo di sicurezza israeliano”.
Netanyahu ha poi respinto le richieste di Hamas per il rilascio degli ostaggi, ossia “la fine della guerra, l’uscita dell’Idf, la liberazione di assassini e stupratori e la sua permanenza al potere”.
Hamas, dal canto suo, ha chiesto la fine dell'”aggressione israeliana” a Gaza e ha affermato che solo il popolo palestinese dovrebbe decidere il futuro del territorio. “Rifiutiamo categoricamente qualsiasi piano internazionale o israeliano per decidere il futuro della Striscia di Gaza”, scrive il movimento palestinese in un documento che spiega il suo attacco in territorio israeliano del 7 ottobre e in cui ha chiesto la “fine immediata dell’aggressione israeliana”.
La posizione israeliana rappresenta, come ormai è chiaro sin dall’inizio del conflitto, una totale delegittimazione dell’Onu, il cui segretario generale Guterres, anche ieri, ha detto: “Le operazioni militari di Israele hanno diffuso distruzioni di massa e ucciso civili su una scala senza precedenti durante il mio mandato come segretario generale. Questo è straziante e assolutamente inaccettabile. Il Medio Oriente è una polveriera, dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che il conflitto si accenda in tutta la regione”.
Sempre ieri il ministero della Salute nella Gaza, governata da Hamas, ha aggiornato ad almeno 25.105 il bilancio delle vittime uccise nella Striscia da quando è scoppiata la guerra con Israele il 7 ottobre. Una nota del ministero afferma inoltre che circa 62.681 persone sono rimaste ferite negli scontri tra le Forze israeliane e i militanti palestinesi.
L’esercito israeliano (Idf) ha diffuso alcune foto di un tunnel a Khan Yunis, nel Sud di Gaza, dove in precedenza erano stati tenuti degli ostaggi. Secondo la dichiarazione dell’esercito israeliano, il tunnel è lungo circa 830 metri e profondo 20 metri. Le forze di difesa israeliane hanno aggiunto che l’ingresso al tunnel era sigillato e pieno di cariche esplosive, porte scorrevoli e portelli. I soldati che hanno fatto irruzione nel tunnel “si sono scontrati con i terroristi e li hanno combattuti”. “In quel momento non c’erano ostaggi nel tunnel”, ha specificato l’esercito.
L’Idf ha affermato che sono state trovate prove che indicavano la presenza di ostaggi. Sono stati rinvenuti anche reperti dell’intelligence e armi di Hamas.
Secondo le testimonianze, nel tunnel si trovavano circa 20 ostaggi in momenti diversi. Alcuni di loro sono stati rilasciati, altri sono ancora detenuti nella Striscia di Gaza. Il tunnel, riferisce Israele, è situato nel cuore di un’area civile della città e l’ingresso era nell’abitazione di un membro di Hamas. L’Idf stima che nella costruzione del tunnel siano stati investiti milioni di shekel. Il tunnel è stato distrutto.





