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NEMESI DI UNA POTENZA ECONOMICA

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di Massimo Coccia

Penso sommessamente che l’Italia abbia finito la sua ascesa come paese economicamente forte grazie ad alcune decisioni prese in passato da alcuni decision makers.

Queste decisioni hanno riguardato:

  • L’ingresso dei paesi ex Patto di Varsavia nella Nato e nella UE.
  • L’ingresso della Cina nel WTO.
  • L’ingresso nella UEM dell’Italia.
  • Il divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia prodomico in prospettiva alla nascita della moneta unica.
  • La devolution del 2001 con cui si sono attribuite alle Regioni le competenze sulla sanità.

Tutte queste decisioni tranne una sono state prese a mio avviso per questioni geopolitiche fuori dall’Italia mentre l’ultima è stata presa per tenere buona la Lega e i suoi elettori.

Il risultato di tutto questo è lo sprofondare dell’Italia sempre più in basso con un debito pubblico quasi fuori controllo con la logica conseguenza di perdere una parte di sovranità. Ogni situazione generalmente può essere analizzata sotto un duplice aspetto. Qualcuno può affermare che in questo modo l’Italia ha evitato il peggio e che togliere sovranità ad un popolo con una classe politica siffatta avrebbe evitato guai più seri in futuro ai propri partners. Altri vedono invece in tutto questo un modo per tagliare le ali a temibili competitors quali sono gli italiani. Io penso che chi ci ha permesso dagli anni 50 in poi di spiccare il volo, da un po’ di anni ha deciso di ritirarci alcune deleghe e di farci retrocedere in serie B. Potevamo contrastare tutto ciò ? Assolutamente no, non avevamo nessuna possibilità di ribellarci ai “creatori”. Magari una classe politica e dirigente più competente avrebbe contribuito a prepararci ad un atterraggio più morbido interpretando meglio le dinamiche esogene di carattere geopolitico ed economiche. 

Analizzando meglio questi punti per quanto riguarda l’allargamento della UE ai paesi ex patto di Varsavia, i decisori politici pensavano che questo avrebbe procurato una maggiore stabilità e prosperità e quindi si sarebbero evitati in futuro conflitti armati, per poi vedere in realtà con la guerra in Ucraina che la pace in Europa è una chimera.

Per quanto riguarda l’ingresso della Cina nel Wto e la globalizzazione in molti speravano in un miglioramento delle condizioni di vita di molti popoli in via di sviluppo e in realtà questo è avvenuto facendo uscire dalla povertà milioni di individui, si dice circa 3 miliardi di individui, ottenendo la più grande operazione di redistribuzione di ricchezza della storia dell’umanità. L’effetto desiderato quindi si è ottenuto facendo finire però in povertà circa 300 milioni di cittadini in Occidente.

L’ingresso del nostro paese nell’Unione Monetaria Europea nel 2001 ha consentito i primi anni di ottenere dei tassi di interessi molto bassi sul debito e una bassa inflazione, ma tutto questo beneficio per il bilancio dello Stato italiano in breve tempo si è perso a causa dell’esplosione della spesa corrente dello Stato per poi arrivare al famoso 2008, anno della crisi finanziaria mondiale, momento tremendo dopo il quale l’Italia ha perso una gran fetta del proprio fatturato.

Il divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del tesoro preparato proprio per la nascita della moneta unica nella fase iniziale ha causato purtroppo una crescita esponenziale del debito pubblico a causa dell’aumento dei tassi di interesse.  

La Devolution del 2001 varata proprio per portare lo Stato più vicino ai cittadini a mio avviso ha moltiplicato i centri di spesa con un incremento delle spese correnti causando un aumento del debito pubblico con minori margini per misure fiscali a favore di imprese e lavoratori soprattutto nei momenti di crisi; il denaro che ha stanziato la Germania a fondo perduto durante il Covid per salvare le sue imprese, l’Italia non poteva nemmeno sognare di poterlo stanziare, senza parlare del corto circuito che si era creato durante la pandemia tra Stato e Regioni sulla gestione della sanità.      

Detto tutto questo oggi prevedere un quadro stabile per l’Europa è sempre più difficile vista la guerra ancora in corso, le mire espansionistiche della Russia e le spinte migratorie dal Nord Africa verso l’Europa che mettono sempre più in difficoltà i paesi di primo approdo come l’Italia ed è chiaro che non solo l’Italia è finita in serie B (in effetti il rating sul debito dell’ Italia è BBB) altri paesi hanno subito gli effetti di questo impoverimento industriale, solo che da noi è stato veramente pesante. Perdere in prospettiva la capacità del “saper fare” non fa bene ad un popolo come il nostro che ha nel suo DNA una creatività innata che ci ha aiutato a migliorare nel dopoguerra il nostro tenore di vita. E’ certo che i nostri “creatori” non cambieranno strategie, quindi dovremo abituarci a vivere con meno risorse, sfruttando meglio il turismo e le nostre bellezze paesaggistiche.  

    

Autore

  • Redazione

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