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Merz ammette, l’ordine del dopoguerra non esiste più

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Cadono i veli ed escono allo scoperto, necessariamente, i rapporti reali tra gli Stati uniti d’America e i partner della Nato. Si, i partner della Nato, perché di questo si tratta, in quanto l’Unione Europea è il cadavere che viene esposto nella riunione di Monaco sulla sicurezza.

Merz iniziando il suo discorso di apertura ha usato un cappello, per così dire, di difesa di maniera, per segnare le distanze con Maga, ma anche per pararsi preventivamente dalle critiche possibili della sua coalizione di governo e della coalizione che regge, si fa per dire, l’Unione Europea, ma poi è arrivato al nodo vero della questione: la Nato e la constatazione che l’ordine mondiale uscito dalla seconda guerra mondiale non esiste più. In parte era noto da tempo, essendo finita la Guerra fredda da oltre trent’anni, ma è finito anche il globalismo ed è finita la follia neocon che pensava ad un solo soggetto politico egemone nel mondo.

Anche la Nato non potrà più essere la stessa e nemmeno quel Quarto Reich travestito da Unione Europea non potrà più pensare di essere lo stesso, visto il fallimento della grande baracca guidata, si fa per dire, dalla baronessa tedesca Ursula von der Leyen.

Merz ha detto: “Lasciatemi iniziare con la scomoda verità: tra l’Europa e gli Usa si è aperto un divario. Il vicepresidente J. D. Vance lo ha detto molto apertamente un anno fa qui a Monaco. Aveva ragione. La lotta culturale del movimento MAGA non è la nostra”.

“La libertà di parola – ha aggiunto Merz – da noi finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Restiamo fedeli agli accordi sul clima e all’Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali”.

“Ripariamo e ravviviamo insieme la fiducia transatlantica. L’Europa sta facendo la sua parte. Da tre generazioni, la fiducia tra alleati, partner e amici ha reso la Nato l’alleanza più forte di tutti i tempi. L’Europa sa bene quanto questo sia prezioso. Nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli – ha continuato Merz -. Cari amici, far parte della Nato non significa solo vantaggio competitivo dell’Europa. È anche il vantaggio competitivo degli Stati Uniti. Le autocrazie possono avere seguaci; le democrazie hanno partner e alleati”.

Merz ha poi detto che è che l’ordine del dopoguerra non esiste più.

“Temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: quest’ ordine, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più”. “Il prodotto interno lordo della Russia – ha continuato Merz- ammonta a circa duemila miliardi di euro. Quello dell’Unione Europea è quasi dieci volte superiore. Eppure l’Europa oggi non è dieci volte più forte della Russia. Il nostro potenziale militare, politico, economico e tecnologico è enorme. Ma per molto tempo non lo abbiamo sfruttato nella misura necessaria. La politica delle grandi potenze in Europa non è un’opzione per la Germania. Leadership basata sul partenariato: sì. Fantasticherie egemoniche: no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli”. 

Presenti all’evento oltre 60 capi di Stato e di governo e circa 100 ministri degli Esteri e della Difesa – compresi Antonio Tajani e Guido Crosetto.

Introducendo i lavori, il presidente della Conferenza Monaco Wolfgang Ischinger ha detto che serve un “reset transatlantico”.

“Non è il momento di usare mezzi termini o, come si dice, di girarci intorno – ha detto Wolfgang Ischinger – . Dobbiamo essere onesti sulle nostre differenze, ma dovremmo cercare di contribuire a organizzare un costruttivo reset transatlantico, se possibile questo fine settimana”.

“In questo spirito – Wolfgang Ischinger – permettetemi di rivolgere alcune domande. Innanzitutto, una ai 27 membri dell’Unione Europea: quali misure concrete proponete o siete disposti a intraprendere per contribuire a creare un’Unione Europea che sia un attore internazionale più rispettato e più capace di difendere la nostra libertà, i nostri valori e i nostri confini? In secondo luogo, una domanda ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: siete pienamente consapevoli dei vostri obblighi ai sensi dell’Articolo 6 del Trattato di Non Proliferazione Nucleare? In terzo luogo, gli Stati Uniti d’America, l’amministrazione Trump, credono veramente di aver bisogno di alleati e partner? E se sì – questo è ciò che speriamo – Washington è davvero pronta a trattare gli alleati come partner? E infine, una domanda ai nostri ospiti cinesi: se la Cina desidera sviluppare ulteriormente e migliorare le sue relazioni con l’Europa, in che misura sarà effettivamente disposta a investire per convincere la Russia a porre fine alla sua aggressione e a ritirarsi dall’Ucraina?”.

Oggi è la giornata dell’intervento di Marco Rubio, il segretario di Stato statunitense arrivato ieri in Baviera per guidare la delegazione degli Stati Uniti alla Conferenza sulla sicurezza.

Rubio

 Davanti ai giornalisti il capo della diplomazia USA ha parlato di “momento decisivo” e di “nuova era” in cui “il mondo sta cambiando molto rapidamente”, e in cui gli Stati dovranno ridefinire il proprio ruolo.

Rubio ha inoltre detto “l’Europa è importante per gli USA”, ma viviamo in una “nuova era geopolitica”, “il vecchio mondo è scomparso” e questo “richiederà a tutti noi di riesaminare come si presenta e quale sarà il nostro ruolo”. “Francamente – ha aggiunto Rubio – , il vecchio mondo è scomparso, il mondo in cui sono cresciuto, e viviamo in una nuova era geopolitica, e questo richiederà a tutti noi di riesaminare come si presenta e quale sarà il nostro ruolo”, ha dichiarato Rubio ai giornalisti, ribadendo che “siamo profondamente legati all’Europa e il nostro futuro è sempre stato legato a questo e continuerà a esserlo”.

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