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Matteotti, un nome che ancora mette a nudo le ideologie integraliste

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Giacomo Matteotti

La sua memoria appartiene all’intera comunità nazionale

La bocciatura in Consiglio comunale della mozione volta a dedicare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti non è solo un affronto alla memoria repubblicana, ma la fotografia perfetta del cinismo e dell’ipocrisia che guidano taluni personaggi politici e, segnatamente, l’amministrazione di Fiumicino, nell’ambito della quale talune matrici ideologiche sembrano essere vive e vegete.

Non dimentichiamo, peraltro, che i comunisti, a suo tempo, appellavano Matteotti con il termine socialfascista e socialtraditore, solo perché non condivideva il bolscevismo.

Il sindaco Mario Baccini, dietro il paravento di un presunto “centrismo moderato”, di democristiana memoria, appare un perfetto esecutore, nei fatti, di logiche reazionarie e integraliste.

Così, dapprima si vota contro l’intitolazione, bollando il martire socialista come “divisivo”; poi, travolti dalla gogna mediatica e dall’indignazione generale, cercano pavidamente di correre ai ripari facendosi ripresentare una mozione “edulcorata” dai propri consiglieri.

Un testo bis dal quale, con chirurgica ‘mascheratura’ ideologica, è stata scientificamente cancellata ogni singola parola: “fascismo”, “antifascismo” e “regime”.

Volevano ricordare Matteotti nascondendo chi lo ha assassinato! Una doppiezza nauseante, che svela un’anima nostalgica incapace di fare i conti con la storia.

Baccini, così, sembra soffrire di un’asimmetria valutativa: quando si è trattato di intitolare spazi a figure simboliche della destra, la sua giunta non ha sollevato alcun dubbio sulla “divisività”.

Il filtro censorio e il veto burocratico scattano solo ed esclusivamente quando c’è da pronunciare la parola antifascismo.

La storia non si sbianchetta con i trucchetti da politicanti avvezzi al piccolo cabotaggio. A sancire l’imprescindibile statura etica di Matteotti sta un atto scolpito nelle istituzioni: il 10 giugno 2024, nel centenario dell’assassinio per mano dei sicari di Mussolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso solenne omaggio al monumento del deputato socialista.

Il Capo dello Stato ne ha consacrato la figura come pilastro fondamentale della libertà di tutti gli italiani.

Inoltre, il 27 maggio scorso la Camera dei Deputati ha intitolato a Giacomo Matteotti lo scranno numero 14, quello in cui sedeva prima di essere assassinato, applicando una targa con il nome del martire antifascista ed una che ricorda il celebre discorso del 30 maggio 1924.

Oggi quello scranno è patrimonio nazionale, non verrà più assegnato a nessun deputato, imperitura memoria del coraggio di opporsi ad ogni forma di regime totalitarista!

Definire Matteotti “divisivo” o amputare la storia del suo martirio significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro della Costituzione.

Di fronte a questa deriva reazionaria e trasformista, il tempo dell’attesa è finito.

Come non auspicare una massiccia reazione morale e civile, per Giacomo Matteotti, per la libertà e per non dimenticare!

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