Home Opinioni MARCIA SI, NON CONTRO ISRAELE MA CONTRO LA FOLLIA GLOBALE

MARCIA SI, NON CONTRO ISRAELE MA CONTRO LA FOLLIA GLOBALE

0

di Giuseppe Augieri

Chiedo perdono, sinceramente. Ho ecceduto in lunghezza ma non ho saputo fare altrimenti.
Tutti col fiato sospeso per l’annunciato attacco israeliano all’Iran. Tutti con il collo lungo, e però immobili, ipnotizzati. L’avvicinamento alla guerra globale continua: i conflitti in corso, la diplomazia smantellata, il rinnovato dizionario parolaio di tanti ed anche dei politici, il rigoglio di utili degli affaristi della morte di massa, i penosi dibattiti televisivi e le filosofie spicce “spiegate al volgo”, sarebbero segnali precisi. Non si ha alcuna intenzione di coglierli.
Inevitabile una grande guerra? Se si mantengono queste posizioni, penso proprio di si. Per le democrazie come per le tirannidi, l’unica unità di misura delle relazioni internazionali sembra essere diventata la forza degli armamenti e lo “scrupolo” ad utilizzarli per intero. Intanto l’industria del cannone si frega le mani: arrivano capitali da ogni dove. E tutti sono sicuri di vincere. Putin è sicuro di vincere, Zelensky è sicuro di vincere, Netanyahu è sicuro di vincere, Khamenei è sicuro di vincere, Xi Jinping è sicuro di vincere. Perfino il terrorismo è sicuro di vincere. Ognuno ha alle sue spalle un pezzo non piccolo di mondo. Dunque, perché trattare?
La storia non si ripete, dicono. Eppure tutte le guerre, dal ‘45 in poi, hanno tanti tratti drammaticamente in comune. Ne scelgo due.
Una è la “teoria del domino” che fu tanto cara a Eisenhower e che – nonostante si sia dimostrata sbagliata e fallimentare – ancora resta sullo sfondo come causa del diniego ad ogni diplomazia. Questa teoria vuole che chi si muove ad occupare, poi si allargherà a dismisura; dunque va contrastato al primo accenno, e fino alla sconfitta sul terreno. Ed anche che i nemici sono sempre in combutta tra loro e agevolano l’uno le prepotenze dell’altro. E’ tra le basi dell’ “intervento-non intervento” in Ucraina. Ma non è detto che sia una teoria vera: il paragone con la Germania di Hitler è forzato. Chi dice che è così? La Nato? Chapeau. Ma vorrei sviscerare l’argomento per capire su cosa si fonda questa pseudo-certezza. Intanto, con queste premesse, la diplomazia non può neanche affacciarsi alla ribalta. E chi viene considerato il male assoluto, infine, può diventarlo.
L’altra è l’orrore e lo scandalo per le vittime civili, che puntualmente si presenta ogni volta che c’è una guerra, e che prende il posto dell’orrore per la guerra. Perché la guerra, prima di quello che sarà l’epilogo definitivo dei missili nucleari, si combatte ormai così. Sempre. Con distruzioni e vittime. Anche morali. Non è novità quella della transumanza, come pecore, di intere popolazioni, avvertite (o, peggio, testimoni) di azioni di guerra sopra e tra di loro, verso zone sicure. “Sgomberate, dobbiamo bombardare, ripulire, stanare, bonificare”. E loro prendono i figli, un valigia, un materasso, un po’ di cibo e a piedi, in auto, con il carretto se ne vanno. Non c’è nulla di nuovo negli attuali “sfollati” libanesi, a meno di una maggiore miseria: li abbiamo già visti altrove. Chiunque abbia guardato negli occhi queste persone ha detto di aver visto sguardi che non dimenticherà mai. Dovremmo rispettare e dare seguito all’indignazione che ci provocano; invece dopo un po’ restiamo indifferenti. L’indifferenza che vestiamo di “ricerca di pace giusta”.
Poi ve ne è un terzo, per me estremamente preoccupante. La motivazione “etica” che si da alle guerre degli ultimi 80 anni. La guerra servirebbe per ristabilire equilibri e persino democrazia. L’aspirazione sarebbe ridisegnare un pezzo di mondo: il risultato è una catena di guerre.
Perciò ritorniamo all’attesa di queste ore. Israele, dopo essere stato lasciato colpevolmente solo sul piano politico – ma non su quello militare! – è sembrato collezionare le figurine dei diabolici capi e sottocapi di Hamas e di Hezbollah eliminati senza rendersi conto che questo non porta a niente. Ma non è colpa sua. Non ha ecceduto, per me, nel diritto alla difesa: è stata costretta ad attaccare, facendo stragi, perché messa in queste condizioni anzitutto dalla decisione internazionale di stare a guardare senza intervenire un’ora dopo il 7 ottobre. E poteva, prendendo posizione senza equivoci. Ora Israele sta per aprire il fronte più grande: non solo per difendersi ma anche per far “sbocciare la democrazia” a Qom… a cannonate. Un film già visto. L’ipotesi di chi lo appoggia – ma ancora una volta non lo aiuta – è di disegnare un Nuovo Ordine del Vicino Oriente senza valutare di avere a rimorchio regimi quali l’Egitto di Al Sisi, l’Arabia Saudita del principe assassino, gli emirati petroliferi: regimi putridi che esecriamo a parole ma che quando servono….. Anche qui, dov’è la diplomazia? Si teorizza che la «mappa della maledizione» con ayatollah e affini sia cancellata dalla «mappa della benedizione» a furia di bombe sacrosante. Sacrosante quelle che la variegata area dietro Israele considera giuste perché utili a loro?.
Le “nobilissime” ragioni….economiche che Russia e Cina hanno deciso di far prevalere rispetto all’appoggio all’Iran più o meno diretto forse – forse – stavolta riallontanano un faccia a faccia che si nutre di occasioni sempre più frequenti. Basta per essere sereni? Dobbiamo affidarci alla grande finanza alla quale un conflitto mondiale – ma solo quello – non conviene?
No, nessuna marcia contro Israele e men che meno pro-qualcuno. Dobbiamo organizzare una marcia, questa si, contro un mondo che scivola, ubriaco di se stesso, verso un confronto che pensa di poter gestire: gioca a poker, bluff e rilanci compresi, con la sua stessa vita. La stanca liturgia della marcia di Assisi va rianimata. Con tutta la forza possibile.
Questa follia, che novelli Erasmo elogiano e addirittura esaltano, noi dobbiamo bloccarla.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui