
di Ugo Busatti
Interessante il mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Putin. L’accusa é di deportazione di bambini. I giornali italiani ovviamente hanno titolato in passato usando il termine “deportazione”. La realtá sembra essere molto diversa. Non solo si tratterebbe di bambini per lo piú orfani o in situazione di pericolo ma ci sono una serie di organizzazioni umanitarie che se ne starebbero occupando. Resta che il mandato di arresto limita le possibilitá di viaggio del presidente russo.
Ma non é di questo che vorrei trattare. C’é confusione nel Mondo di oggi anche nel modo di amministrare la Giustizia. C’é un problema di opportunitá, di giurisdizione, persino di riconoscimenti. Abbiamo visto, e vediamo, come si faccia politica anche con l’uso dei giudici. E questo é un fatto molto grave.
Ma nel caso della Corte Penale Internazionale questo fatto é ancora piú grave.
Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale è stato stipulato il 17 luglio del 1998 e definisce in dettaglio la giurisdizione e il funzionamento della Corte. É entrato in vigore il 1º luglio 2002 dopo la ratifica da parte del sessantesimo Stato aderente. Gli Stati aderenti ad oggi sono 123.
Non aderiscono Cina, USA e Russia tra gli altri.
Naturalmente sui giornali di oggi c’é l’ordine di arresto emesso dai tribunali russi del presidente della Corte penale internazionale dell’Aja, Piotr Hofmanski. Il quale é un polacco, il che la dice lunga sulle pressioni politiche ricevuto contro Putin. Se ne parlerá ancora di questo “contro ordine di arresto”. Naturalmente non si ricorderá sulla stampa, per esempio, della decisione dell’amministrazione Trump di imporre un divieto di viaggio al procuratore dell’Aia, Fatou Bensouda e ai membri del suo staff quando volevano indagare sui crimini presunti in Afghanistan.
Il problema é lo stesso dell’ONU. Non esiste il potere coercitivo delle delibere, e dunque hanno solo un valore di indagine statistica, per vedere chi é a favore o contro una certa soluzione su un certo problema, ma poi, come insegnano le decine di risoluzioni contro Israele non applicate, resta tutto lettera morta.
Anche questa é una materia che andrebbe messa in agenda per essere ordinata. Ma gli “interessi superiori degli Stati” hanno sempre la prevalenza e non rinunciano di certo alle proprie prerogative per il bene di tutti.
Dunque avanti tutta: 198 “interessi superiori” saranno i gestori del benessere e della tranquillitá degli otto miliardi di esseri umani, e le Corti di Giustizia venderanno solo sentenze politiche.
I quali esseri umani lasciano che ció accada, perpetrando un Sistema che si ritiene definitivo, mentre tale non é.
Come dico sempre, é una questione di prioritá.





