
Allora, una nazioncella che per potenza militare certo non brilla, la Danimarca, sta strillando come un’aquila perché il bullo Trump vuole “rubarle” la Groenlandia.
Cito da Wikipedia, fonte assolutamente in mano ai nemici di Trump.
“Il Regno di Danimarca-Norvegia rivendicò il territorio e, dopo alcuni secoli di assenza di contatto tra i Vichinghi groenlandesi e gli scandinavi, si diffuse la paura che fossero tornati pagani; una spedizione missionaria fu così mandata a restaurare la cristianità dell’isola nel 1721. Tuttavia, dato che non fu trovato nessun vichingo groenlandese, la Danimarca-Norvegia in alternativa cominciò a battezzare i nativi Inuit groenlandesi e a fondare colonie commerciali lungo la costa, come parte delle sue aspirazioni di potenza coloniale. Vennero mantenuti privilegi coloniali, come il monopolio sui commerci.
Quando la Norvegia, dopo le guerre napoleoniche, si separò dalla Danimarca nel 1814, le colonie, Groenlandia inclusa, rimasero danesi. Durante la Seconda guerra mondiale la Groenlandia si distaccò, sia socialmente sia economicamente, dalla Danimarca (occupata dai tedeschi) e si avvicinò agli Stati Uniti e al Canada. Dopo la guerra il controllo dell’isola ritornò alla Danimarca e, nel 1953, lo status coloniale fu trasformato in quello di un Amt (contea) d’oltremare. Nel 1985 l’isola uscì dalla CEE, alla quale era unita dal 1973 in quanto parte della Danimarca.”
Questa è la lista dei danesi illustri:
https://www.danishmuseum.org/exhibition/famous-danes/
Spicca Søren Aabye Kierkegaard uno dei miei autori preferiti.
Poi cʼè Hans Christian Andersen.
Ho visto la Sirenetta a Copenhagen, non era male.
Ho anche mangiato gli smørrebrød da Oskar Davidsen quando ero piccino.
Molto buoni.
Riassunti così gli enormi contributi dati dalla Danimarca alla cultura e alla scienza, però bisogna aggiungere che questi danesucci storicamente qualche lato negativo lo hanno palesato.
Pensiamo ai Vichinghi, finalmente cacciati dall’Inghilterra dai cugini normanni nel 1066.
Pensiamo alle tre crociate in Finlandia contro dei poveracci che si facevano i fatti loro.
Pensiamo all’acquisizione della Groenlandia con un’operazione coloniale comprensiva di conversioni più o meno forzate.
La distanza tra Copenhagen e la Groenlandia è di 3551 km.
Dimenticavo, la famiglia reale danese è una di quelle che fanno parte della Famiglia, quella associazione di brava gente che detiene tuttora un potere immenso e che ora è in lotta, attraverso i propri maggiordomi, con la Russia e con l’America trumpista.
Il governo danese continua a urlacchiare con voce stridula che, se gli USA si annetteranno la Groenlandia sarà la fine della NATO etc. e queste affermazioni ai poveri Ciprioti cagionano un bruciore al sedere.
I danesi strillano che è una vergogna inaudita che un paese della NATO ne invada un altro, come se i marines stessero per assaltare Copenhagen, non acquisire pacificamente ancorché unilateralmente una lontanissima ex colonia, che gli USA sono pure disposti a pagare.
Al contrario e da decenni Cipro non conta nulla per i sepolcri imbiancati europei e americani.
Per i ladroni ipocriti della UE e i loro sicofanti della stampa.
Per la NATO che tuttora ci “difende” dai comunisti del blocco sovietico … ovviamente a parte quelli che ora sono nella NATO anche loro.
Dal 1974, in Europa c’è uno stato invaso da un membro della NATO.
Si chiama Cipro, e nessuno fa un Cassio per risolvere la situazione. Anzi, meno se ne parla e meglio è. Mamma li Turchi! Nel senso che i Turchi ci hanno fatto un gran comodo e tuttora ci sono utili.
Si fotta il diritto internazionale, i turchi sono armati fino ai denti … con le nostre armi.
I Turchi stessi, da anni, parlano apertamente di riprendersi Rodi, Creta etc. e nessuno gli promette una bella atomica in mezzo agli occhi.
Nel 2013 i maggiordomi della Famiglia hanno destabilizzato le banche cipriote, colpevoli di avere in pancia troppi soldi russi e degli israeliani sbagliati, quelli che sono al potere oggi con Netanyahu.
Crisi profonda risoltasi quando i ciprioti si sono messi a cuccia.
Ma non hanno dimenticato e si stanno smarcando da questa Europa matrigna e traditrice.
Come scrive Giuseppe Gagliano su www.notiziegeopolitiche.net:
“La firma a Nicosia di un piano d’azione militare congiunto tra Israele, Grecia e Cipro non è un atto tecnico né una semplice cornice addestrativa. È il segnale politico di un riassetto nel Mediterraneo orientale, dove la sicurezza torna a essere costruita per alleanze selettive e per deterrenze mirate. L’intesa prevede addestramento di forze speciali, cooperazione su droni e guerra elettronica, esercitazioni integrate terra-mare-aria e condivisione di capacità avanzate, a partire dall’esperienza israeliana nella difesa anti-droni e nei sistemi laser.
Sul piano operativo l’accordo accelera l’interoperabilità. Atene consolida il salto qualitativo delle proprie forze, già impegnate in un ampio programma di ammodernamento, mentre Tel Aviv estende il proprio raggio di cooperazione in un’area cruciale per le linee aeree e navali. Le esercitazioni aeree Iniochos e quelle navali congiunte non sono routine: servono a testare allerta precoce, rifornimenti in volo e capacità di comando e controllo in uno spazio sempre più conteso. L’ipotesi di acquisizioni greche di sistemi israeliani, ovvero difesa aerea, anti-droni, missili a lungo raggio, rafforza una deterrenza regionale pensata per dissuadere, non per provocare.
Il bersaglio politico è chiaro: la Turchia. Le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu contro le ambizioni di Ankara non sono retorica. Preoccupa l’espansione dell’influenza turca in Siria e l’eventuale dispiegamento di radar che limiterebbero la libertà d’azione aerea israeliana. In parallelo, Tel Aviv respinge un ruolo turco nella stabilizzazione di Gaza, mentre Washington oscilla: il presidente Donald Trump mantiene canali privilegiati con Recep Tayyip Erdogan, indispensabile nella gestione del dossier siriano.
L’asse Israele-Grecia-Cipro mira a creare un equilibrio di potenza, non un blocco rigido. È un messaggio di contenimento: impedire che un singolo attore definisca le regole del gioco su rotte, spazi aerei ed energia. Non a caso l’intesa nasce dopo un vertice politico tripartito che ha riallineato priorità e tempi, in vista di interlocuzioni decisive con Washington.
Cipro è l’anello più delicato. La crescita della presenza economica e residenziale israeliana nel sud dell’isola alimenta timori di trascinamento in crisi regionali e produce frizioni sociali. A nord, sotto amministrazione turco-cipriota, si diffonde il sospetto che l’isola venga narrata come retrovia di minacce per giustificare pressioni future. È la prova che sicurezza e geoeconomia si sovrappongono: investimenti, comunità, basi e addestramenti diventano fattori di percezione strategica.”
Non appena si normalizzeranno di nuovo i rapporti tra Mosca e Tel Aviv, cosa inevitabile perché sono stati i maggiordomi ebraici della Famiglia e non i gruppi politici ora al potere a pretendere lo schieramento di Israele a favore di Kiev, mettendo a repentaglio un rapporto che si basa sulla significativa percentuale di ebrei russi che vivono nello stato ebraico.
Non lo si sa o non lo si vuole ricordare, ma la seduta alla Knesset che sancì tale schieramento sciagurato fu costellata da aperti dissensi contro Zelenski collegato in videoconferenza.
Riassumendo, una ex potenza coloniale che non conta più nulla e che al mondo occidentale ha dato molto poco, strilla per tenersi un territorio lontanissimo che si arrobbò nel 1700, perché attualmente una superpotenza se lo vuole arrobbare ritenendo quell’isola parte del suo “cortile di casa.”
Apro parentesi; a Napoli si dice “Pure ‘e pullece tenene ‘a tosse” anche le pulci tossiscono, per rappresentare degli esseri che contano poco o nulla che però, tossendo, fanno rumore per darsi un tono.
Questa Europa delle pulci nordiche deve finire e bisogna che le suddette smettano di tossire lasciando parlare gli adulti. Chiusa parentesi.
Ovviamente tutti i membri della Famiglia, tramite i loro sicofanti e maggiordomi strillano anche loro a pieni polmoni.
E qui devo sfatare un mito.
I poveri S.D.G.L. (Servi della Gleba Liberati) che compongono la gran maggioranza del popolo italiano, a tutti i livelli sono anni che parlano e straparlano di “diritto internazionale” e “diritto umanitario” ovviamente, all’italiana, senza capirne nulla.
Tra i pochi che ci capiscono, la gran maggioranza, all’italiana, si vende a chi li paga meglio.
Fate un gesto clamoroso per un italiota, studiate! Acquistate un manuale di diritto internazionale pubblico, di cui il diritto umanitario (per chi non lo sapesse) rappresenta una porzione, così potrete controllare voi stessi quanto queste norme potessero essere effettivamente invocate per gli eventi di Gaza.
Se avrete comprato un testo non intellettualmente disonesto, nella prefazione ovvero nel primo capitolo, il dotto autore dovrà ammettere che, in realtà, gran parte del diritto internazionale è un’illusione, una pia opinione, un’aspirazione quasi religiosa.
E chi ha le armi ha ragione. Gli altri si attaccano.
Ecco perché i ciprioti se la sono dovuta prendere in quel posto e i danesucci mangeranno qualsiasi pappa cucinata a Washington.
Anche perché, come membri della Famiglia, è meglio che stiano zitti e a cuccia, altrimenti rischiano di peggio.
La cosiddetta Corte Penale Internazionale emette mandati di cattura contro soggetti di nazionalità estranea a quella dei firmatari, violando così i principi basilari del diritto internazionale.
Lo statuto di Roma non può non applicarsi unicamente agli stati firmatari.
Tra di essi non figurano gli Stati Uniti e la Russia, che hanno ritirato la firma, oltre a Cina, India, Iran, Turchia, Bielorussia, Israele, Arabia Saudita, Indonesia e altri.
Più di tre quarti del mondo non riconosce questa farsa in mano ai servizi occidentali e alla Famiglia.
Israele ha fatto notare di non aver mai aderito per cui come si permette la Corte di voler arrestare il suo primo ministro.
Gli USA sono andati oltre: l’Ordine Esecutivo 14203, intitolato “Imposizione di sanzioni alla Corte Penale Internazionale”, è un ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 6 febbraio 2025.
L’ordine impone sanzioni contro la Corte Penale Internazionale (ICC) con sede all’Aia, nei Paesi Bassi e da non confondersi con la vera Corte internazionale di giustizia, nota anche con il nome di Tribunale internazionale dell’Aia, spesso indicata con l’acronimo CIG che rappresenta il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. Ha sede sempre all’Aia.
L’ordine include restrizioni sui visti e sanzioni finanziarie per le persone che aiutano l’ICC a indagare sui cittadini statunitensi e sugli alleati degli Stati Uniti.
La Risoluzione H.Res.9 del Congresso degli Stati Uniti recita: “Ribadendo che gli Stati Uniti non sono parte dello Statuto di Roma e non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale.”
Una corte internazionale, per definizione, non può avere giurisdizione su soggetti estranei ai firmatari dell’accordo e se l’arresto fosse eseguito, si paleserebbe come un atto di aggressione, non di giustizia.
Vedete non lo dico solo io …
Il diritto internazionale pubblico è una creatura effimera e serve, più che altro, a rivestire di falsa giustizia gli interessi particolari di uno stato o di un blocco di stati.
Nulla di più, altrimenti dopo aver bombardato Belgrado (una capitale europea), interferendo in una questione interna della Repubblica Federale di Jugoslavia, ci dovrebbe essere tanta gente importante in galera.
Quegli sciocchi dei russi, per fare un altro esempio, considerano un atto di guerra quelle quattro cosucce (ivi compreso guidare i missili e i droni ucraini sul bersaglio) che l’Occiniente della Famiglia fa per aiutare i valorosi ucraini.
Gli iracheni, interrogati sul punto del diritto internazionale, preferiscono tacere per non rischiare una terza invasione.
In Sudan crepano senza fiatare per non disturbare le nostre pie illusioni.
Ora sapete cosa sia veramente l’essenza del diritto internazionale pubblico:
« Je suis moi et vous n’êtes rien du tout ! »
Cioe’ “Io so io e voi nun siete un cazzo!” ma in francese …





