
di Sergio Restelli
Nelle importanti crisi d’amore, ogni situazione è unica! La sua complessità richiede tempo e cura poiché per raggiungere una soluzione definitiva per affrontare e risolvere i tormenti delle crisi relazionali sarebbe necessario in primis che ciascun protagonista si focalizzi su se stesso per ottenere un processo di rimarginazione delle intime ferite, cercando di mantenere un non facile atteggiamento rispettoso verso l’altro e la propria dignità.
La crisi di un rapporto d’amore è un’esperienza personale che può comportare profonde emozioni e sofferenza per entrambe le parti coinvolte. L’abbandono immotivato e violento di una persona verso l’altra può causare tormento, dolore e privazione in particolare modo quando le motivazioni dell’abbandono sono improvvise, non condivise e da metabolizzare. Affrontare una situazione del genere richiede una consapevolezza profonda della natura delle emozioni e dei sentimenti in gioco. È importante comprendere che le dinamiche di una relazione sono uniche e sfaccettate, influenzate da vari fattori come personalità, valori, cultura, interessi materiali, regole sociali e altro….
Quando un rapporto entra in crisi, è comune che entrambe le parti vivano perplessità e difficoltà a causa di malintesi, incompatibilità, delusioni o fattori esterni come crisi economica, problemi di salute e altro… Queste perplessità possono portare dalla rottura sino all’abbandono immotivato, che potrebbe non essere condiviso da entrambe le parti. In questo caso, elaborare il lutto per la perdita diventa necessario, ma difficoltoso. In alcune situazioni, la necessità di continuare la relazione in un contesto di amicizia e stima può essere considerata come un segno di rispetto reciproco e dei valori esistenziali precedentemente condivisi. Tuttavia, se l’abbandonato è fragile e l’altra persona ne è consapevole e non tenga conto di questa fragilità, poiché non se ne è accorta, può causare responsabilmente o irresponsabilmente danni emotivi e psicologici verso l’altro, per cui la situazione diventa ancora più complessa. È importante comprendere che non esiste una legge naturale specifica per la risoluzione delle crisi relazionali, ma per via di un allarme largamente percepito che ha messo sotto osservazione una casistica in crescita dei così definiti “Femminicidi” sono state messe in atto ora leggi sociali che regolamentano e proteggono il diritto all’abbandono e al rifiuto di dialogo da parte dell’abbandonante in particolare della donna. Ogni situazione richiede però attenzione poiche le specifiche leggi e norme si presentano diverse e da noi incomprensibili in rapporto alla cultura del paese in cui vengono promulgate. Se il ferito in amore viene screditato attraverso false informazioni pubbliche o istituzionali, è naturale, che l’obbiettivi di diffamazione possa e debba difendere la propria dignità e cercare di affrontare la situazione nel modo più equilibrato possibile. È consigliabile anche tener conto da parte della società e del legislatore il valutare le responsabilità non solo legali, ma anche morali che possono sorgere dalle azioni dell’altra persona nei confronti di chi si è mostrato fragile ed è stato illuso.
La valutazione del rischio si basa su vari fattori, come la persistenza e la gravità dell’incidenza degli episodi di stalking, la presenza di minacce o molestie, la reiterazione degli atti e la probabilità di escalation della situazione. Questi elementi possono essere difficili da valutare in quanto possono coinvolgere la sfera privata delle persone e possono avere ripercussioni sulla reputazione delle parti coinvolte. Inoltre, i provvedimenti per contrastare lo stalking devono essere adottati con cautela e discrezione al fine di garantire la tutela delle vittime senza arrecare ingiusti danni reputazionali agli eventuali accusati. Questo rende la gestione di tali situazioni un compito delicato per le istituzioni, che devono agire nel rispetto delle leggi e dei diritti di tutte le persone coinvolte. È quindi fondamentale che le istituzioni pubbliche e private che si occupano della valutazione del rischio di stalking abbiano personale adeguatamente formato e consapevole della complessità della materia. Si riscontrano nelle importanti crisi d’amore, ogni situazione è unica! La sua complessità richiede tempo e cura poiché per raggiungere una soluzione definitiva per affrontare e risolvere i tormenti delle crisi relazionali sarebbe necessario in primis che ciascun protagonista si focalizzi su sé stesso per ottenere un processo di rimarginazione delle intime ferite, cercando di mantenere un non facile atteggiamento rispettoso verso l’altro e la propria dignità.
La crisi di un rapporto d’amore è un’esperienza personale che può comportare profonde emozioni e sofferenza per entrambe le parti coinvolte. L’abbandono immotivato e violento di una persona verso l’altra può causare tormento, dolore e privazione in particolare modo quando le motivazioni dell’abbandono sono improvvise, non condivise e da metabolizzare. Affrontare una situazione del genere richiede una consapevolezza profonda della natura delle emozioni e dei sentimenti in gioco. È importante comprendere che le dinamiche di una relazione sono uniche e sfaccettate, influenzate da vari fattori come personalità, valori, cultura, interessi materiali, regole sociali e altro….
Quando un rapporto entra in crisi, è comune che entrambe le parti vivano perplessità e difficoltà a causa di malintesi, incompatibilità, delusioni o fattori esterni come crisi economica, problemi di salute e altro… Queste perplessità possono portare dalla rottura sino all’abbandono immotivato, che potrebbe non essere condiviso da entrambe le parti. In questo caso, elaborare il lutto per la perdita diventa necessario, ma difficoltoso. In alcune situazioni, la necessità di continuare la relazione in un contesto di amicizia e stima può essere considerata come un segno di rispetto reciproco e dei valori esistenziali precedentemente condivisi. Tuttavia, se l’abbandonato è fragile e l’altra persona ne è consapevole e non tenga conto di questa fragilità, poiché non se ne è accorta, può causare responsabilmente o irresponsabilmente danni emotivi e psicologici verso l’altro, per cui la situazione diventa ancora più complessa. È importante comprendere che non esiste una legge naturale specifica per la risoluzione delle crisi relazionali, ma per via di un allarme largamente percepito che ha messo sotto osservazione una casistica in crescita dei così definiti “Femminicidi” sono state messe in atto ora leggi sociali che regolamentano e proteggono il diritto all’abbandono e al rifiuto di dialogo da parte dell’abbandonante in particolare della donna. Ogni situazione richiede però attenzione poiché le specifiche leggi e norme si presentano diverse e da noi incomprensibili in rapporto alla cultura del paese in cui vengono promulgate. Se il ferito in amore viene screditato attraverso false informazioni pubbliche o istituzionali, è naturale, che l’obbiettivi di diffamazione possa e debba difendere la propria dignità e cercare di affrontare la situazione nel modo più equilibrato possibile. È consigliabile anche tener conto da parte della società e del legislatore il valutare le responsabilità non solo legali, ma anche morali che possono sorgere dalle azioni dell’altra persona nei confronti di chi si è mostrato fragile ed è stato illuso.
La valutazione del rischio si basa su vari fattori, come la persistenza e la gravità dell’incidenza degli episodi di stalking, la presenza di minacce o molestie, la reiterazione degli atti e la probabilità di escalation della situazione. Questi elementi possono essere difficili da valutare in quanto possono coinvolgere la sfera privata delle persone e possono avere ripercussioni sulla reputazione delle parti coinvolte. Inoltre, i provvedimenti per contrastare lo stalking devono essere adottati con cautela e discrezione al fine di garantire la tutela delle vittime senza arrecare ingiusti danni reputazionali agli eventuali accusati. Questo rende la gestione di tali situazioni un compito delicato per le istituzioni, che devono agire nel rispetto delle leggi e dei diritti di tutte le persone coinvolte. È quindi fondamentale che le istituzioni pubbliche e private che si occupano della valutazione del rischio di stalking abbiano personale adeguatamente formato e consapevole della complessità della materia.
La presenza di figli, inoltre modifica sensibilmente la responsabilità dei soggetti che hanno formato la coppia in via di dissoluzione. Diversamente senza prole l’atteggiamento di una delle parti può dare luogo a comportamenti meramente egoistici senza che questi vadano ad impattare con il rispetto e la cura dei figli minori. È proprio la presenza di questi ultimi a suggerire la presenza di figure mediatorie riconoscibili più nei servizi sociali e nella loro terzietà rispetto ai problemi che da altre figure professionali (psicologi, psicoanalisti, psichiatri) mai autentiche terze parti indipendenti e mai in grado per questi motivi di svolgere una vera attività protettiva nei confronti della prole. Occorre accendere una luce anche sul ruolo delicatissimo svolto da Avvocati, CTU, CTP, consulenti vari all’interno dei vari compiti previsti dal diritto. Al di là della buona volontà espressa dai singoli, il procedimento non offre quelle garanzie di tutela del minore che dovrebbero essere lo scopo primo del nostro ordinamento giuridico. Pressioni interne verso magistrati e dinamiche economiche dei professionisti coinvolti possono massimizzare l’importanza del loro ruolo distorcendo il ruolo dei loro assistiti nei confronti dei minori, suggeriscono pur con i dovuti correttivi, la presenza intervento dei servizi sociali.
Inoltre, è importante che esistano protocolli ben definiti per garantire una valutazione accurata e una gestione efficace delle situazioni di stalking, al fine di garantire la sicurezza e il benessere delle persone coinvolte. In ogni situazione di crisi relazionale è consigliabile cercare il supporto di amici, familiari o professionisti per affrontare gli Stati d’animo che tormentano senza tregua per rimettere in condizione quanto prima il ferito di guarire tipi di abbandono. Con prole e senza. La presenza di figli, modifica sensibilmente la responsabilità dei soggetti che hanno formato la coppia in via di dissoluzione. Diversamente senza prole l’atteggiamento di una delle parti può dare luogo a comportamenti meramente egoistici senza che questi vadano ad impattare con il rispetto e la cura dei figli minori. È proprio la presenza di questi ultimi a suggerire la presenza di figure mediatorie riconoscibili più nei servizi sociali e nella loro terzietà rispetto ai problemi che da altre figure professionali (psicologi, psicoanalisti, psichiatri) mai autentiche terze parti indipendenti e mai in grado per questi motivi di svolgere una vera attività protettiva nei confronti della prole. Occorre accendere una luce anche sul ruolo delicatissimo svolto da Avvocati, CTU, CTP, consulenti vari all’interno dei vari compiti previsti dal diritto. Al di là della buona volontà espressa dai singoli, il procedimento non offre quelle garanzie di tutela del minore che dovrebbero essere lo scopo primo del nostro ordinamento giuridico. Pressioni interne verso magistrati e dinamiche economiche dei professionisti coinvolti possono massimizzare l’importanza del loro ruolo distorcendo il ruolo dei loro assistiti nei confronti dei minori, suggeriscono pur con i dovuti correttivi, la presenza intervento dei servizi sociali .Inoltre, è importante che esistano protocolli ben definiti per garantire una valutazione accurata e una gestione efficace delle situazioni di stalking, al fine di garantire la sicurezza e il benessere delle persone coinvolte.In ogni situazione di crisi relazionale è consigliabile cercare il supporto di amici, familiari o professionisti per affrontare gli Stati d’animo che tormentano senza tregua per rimettere in condizione quanto prima il ferito di guarire
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