
di Bruno Chiavazzo
Le elezioni in Liguria rappresentavano per le opposizioni (sic!) il classico rigore a porta vuota. Sono riusciti a sbagliare anche quello. Un centro destra sderenato dagli arresti di Giovanni Toti, già presidente della Liguria, inchieste a cascata sugli amici del porto e finanziatori, addirittura infiltrazioni mafiose, un candidato chiacchierato ma risultato poi vincente, Marco Bucci, scelto e imposto direttamente da Giorgia Meloni, esautorando tutta la filiera politica ligure.
Meglio di così per il “camposanto” della sinistra, c’era solo la vittoria a tavolino, ma per come è andata probabilmente avrebbero litigato anche su quella. Adesso scaricano tutto su Giuseppe Conte, come se non sapessero chi era e chi è.
Elly Schlein, il duo Bonelli-Fratoianni, i vari “consigliori” alla Goffredo Bettini, i salotti radical-chic romani, Calenda e via dicendo, hanno fatto di tutto per portare Conte nella coalizione in Liguria e il risultato è sotto gli occhi di tutti, in particolar modo del candidato immolato, Andrea Orlando, un pesce lesso capace di far addormentare anche un tossico sotto anfetamine.
Non lo vogliono capire che Giuseppe Conte ha un solo obiettivo: tornare a fare il Presidente del Consiglio. Della politica, delle mediazioni, non gliene frega nulla. Lui vuole essere il “capo” punto. Di cosa e di chi non è importante.
A tre giorni dalle elezioni liguri ha licenziato Beppe Grillo come neanche la famosa “sguattera guatemalteca” dell’ex ministro del governo Renzi, Federica Guidi. Lo stesso Grillo, altro personaggio dall’ego ipertrofico peggio di Conte, che lo aveva innalzato a Palazzo Chigi assestando l’ennesimo schiaffo ad una classe dirigente uscita a pezzi da mani pulite.
Come Caligola con il suo cavallo, così Grillo aveva portato i suoi equini (Conte, Di Maio, Toninelli, Fico, quella dei banchi a rotelle, reddito di cittadinanza, superbonus e altra umanità varia) nei cortili del potere politico. Do you remember?
Sempre Conte, tanto per non smentirsi, ha imposto il veto alla presenza di Renzi nella coalizione ligure, col risultato che se ci fosse stato forse avrebbero vinto. Non c’è più nulla da fare. L’unica sarebbe azzerare tutti i vertici della cosiddetta sinistra, ricominciare da capo, con volti e nomi nuovi. Il problema è dove li trovi? Dove stanno? Nel frattempo la Meloni continuerà a campare di rendita, nonostante i Sangiuliano, le Santanchè, i Lollobrigida, i Giuli, ecc. ecc.





