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L’incontro Meloni – Rubio

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Rubio - Meloni

A cura di Agenzia Nova

Meloni sull’incontro con Rubio a Palazzo Chigi: “Un dialogo franco tra alleati che difendono i propri interessi nazionali”

Il segretario USA: “Aspettiamo risposta dall’Iran alla nostra proposta di pace”

Un dialogo “franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”.

Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in riferimento all’incontro con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a palazzo Chigi.

“Ho ricevuto con piacere Rubio. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina”, conclude Meloni.

Il segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha incontrato a Roma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per rafforzare il solido partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia. È quanto si legge in una nota del dipartimento di Stato.

“Il segretario Rubio ha sottolineato l’impegno degli Stati Uniti a una stretta collaborazione sulle priorità condivise. Sono state discusse le sfide alla sicurezza regionale, tra cui quelle relative al Medio Oriente e all’Ucraina, e l’importanza della continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali”, conclude la nota.

Quello con la presidente del Consiglio, è stato “un grande incontro” a Roma “per rafforzare il durevole partenariato strategico tra Italia e Stati Uniti”, ha scritto sul proprio profilo X il segretario di Stato Usa. In mattinata il diplomatico statunitense ha avuto un bilaterale con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla Farnesina.

Iran: la proposta di pace USA

Rubio ha parlato della proposta di pace degli USA da parte dell’Iran.

“Aspettiamo una risposta già oggi: vediamo cosa prevede, la speranza è che sia qualcosa che possa metterci su un tracciato di negoziati seri”, ha detto.

“Abbiamo letto le notizie secondo cui l’Iran starebbe cercando di istituire un’agenzia per il controllo del traffico nello Stretto (di Hormuz): questo sarebbe inaccettabile. La normalizzazione del loro controllo su una via d’acqua internazionale è illegale. Il loro sistema (di potere) è frammentato e fragile, questo è un ostacolo (ai negoziati), ma spero che arrivi un’offerta seria”, ha detto Rubio.

“Tutti sono d’accordo sul fatto che l’Iran non debba in alcun modo ottenere un’arma nucleare. Non conosco nessuno che pensi sia una buona idea. La questione è che cosa fare in merito. Il presidente (Donald Trump) sta cercando di fare qualcosa. È il primo presidente statunitense a fare qualcosa di concreto”, ha aggiunto.

Ieri tre cacciatorpediniere statunitensi sono stati oggetto di un attacco iraniano mentre navigavano in acque internazionali e gli Usa hanno risposto per difendersi, per Rubio “questo non ha nulla a che fare con l’operazione Furia epica”.

“Che cosa dovremmo fare se prendono di mira le nostre forze? Lasciar fare? Dobbiamo rispondere. Se lanciano un missile, dobbiamo distruggerlo e mettere fuori uso la base da cui è partito. L’alternativa è lasciare che loro affondino le nostre navi, è da pazzi”, ha aggiunto.

Lo spostamento delle basi NATO

Sull’eventualità di ritirare o spostare i militari Usa dalle basi NATO in Europa, ha detto Rubio parlando alla stampa statunitense presso l’ambasciata di Roma, “spetta esclusivamente al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prendere una decisione in merito. Io sono sempre stato un grande sostenitore della NATO, che ci permette di mantenere le nostre forze e le nostre basi in Europa. Questo, a sua volta, ci consente di proiettare la nostra potenza in caso di emergenza. Alcuni Paesi europei, la Spagna per esempio, ci hanno negato l’uso delle basi in uno di questi casi di emergenza. In alcuni casi questo ha ostacolato la nostra missione, non in maniera grave ma quella decisione ha comportato dei costi e dei pericoli non necessari”, ha affermato.

“Uno dei principali motivi per cui gli USA sono nella NATO è la possibilità di utilizzare quelle basi in Europa. Se questo non è più il caso, è un problema che va esaminato”, ha proseguito.

“Io e altri della squadra possiamo fornire delle opzioni, ma sta al presidente (Donald Trump) prendere una decisione in merito. Ci sono sempre dei piani per operare degli spostamenti di truppe all’interno della Nato. Ma non ho novità da annunciare al momento”, ha aggiunto.

La situazione a Cuba e in Libano

Gli Stati Uniti sono impegnati ad aiutare la popolazione cubana ma il regime “sta distruggendo il Paese e la sua economia”.

Ha continuato Rubio: “Abbiamo fornito sei milioni di dollari in aiuti umanitari distribuiti attraverso la Caritas, siamo pronti a fare di più. Abbiamo offerto al regime un centinaio di milioni di dollari in aiuti umanitari, ma purtroppo finora L’Avana non ha accettato di distribuirli alla gente. È il regime che si mette in mezzo”, ha aggiunto il segretario di Stato ricordando di aver trattato il tema anche con papa Leone XIV. “l regime sta distruggendo il Paese e la sua economia”, ha chiosato.

Per il segretario USA, “il Libano è uno dei dossier su cui possiamo lavorare con l’Italia, che può giocare un ruolo molto costruttivo nel fornire risorse al governo di Beirut, anche aiutando a tagliare le fonti di finanziamento illecito per Hezbollah. Ci aspettiamo nuovi colloqui con Israele nel prossimo futuro. Condividiamo tutti lo stesso obiettivo: un governo libanese forte che sia interlocutore legittimo di Israele”, ha detto Rubio, aggiungendo che “ad ostacolare questo è Hezbollah, che è un agente iraniano di cui è vittima non solo Israele ma anche lo stesso Libano. Il Libano è teatro di violenze a causa di Hezbollah”, ha detto.

La politica USA su Taiwan

“La politica degli Stati Uniti su Taiwan, a favore del mantenimento dello status quo, non cambia”, ha spiegato Rubio.

“Quello che dirò durante la visita in Cina la prossima settimana è che la politica degli Stati Uniti non cambia, non vogliamo vedere cambiamenti della situazione che destabilizzino il mondo. La nostra posizione è chiara come quella della Cina. Credo che se ne discuterà durante il viaggio, ma non credo che sarà l’aspetto centrale della visita. Sarà una delle questioni sul tavolo. Crediamo che la stabilità nello Stretto sia di beneficio per la Cina, per gli Stati Uniti e per il mondo intero”, ha dichiarato il segretario di Stato.

La riunione con Tajani

È stata una “riunione positiva” quella con Rubio, durante la quale è stata ribadita l’importanza che l’Italia attribuisce all’unità dell’Occidente e alle relazioni transatlantiche. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.

“Sono convinto – ha continuato – che l’Europa e l’Italia abbiano bisogno degli Stati Uniti” così come questi ultimi abbiano bisogno “dell’Europa e dell’Occidente”. Secondo il ministro, è un fatto positivo anche che l’incontro tra Rubio e Papa Leone XIV sia “andato bene”. “Credo che questo rassereni gli animi di tutti”, ha affermato Tajani.

“Italia e Stati Uniti sono uniti da un legame indissolubile, sostenuto anche dalla comunità degli italo-americani. È stata confermata la centralità del legame transatlantico e la volontà comune di lavorare insieme per la pace, la crescita e la stabilità internazionale. Ho ribadito il pieno sostegno italiano alla diplomazia come unica strada per evitare un’ulteriore escalation in Medio Oriente e garantire la libertà della navigazione internazionale. A Hormuz, quando le condizioni lo permetteranno, siamo pronti a contribuire a un’iniziativa navale multilaterale, e di carattere difensivo, per assicurare la libertà di navigazione”, ha detto il ministro.

Tajani ha poi fatto riferimento alla Coalizione di Roma per l’accesso dei fertilizzanti e la sicurezza alimentare a Hormuz lanciata ieri, che “vuole dare un segnale concreto di cooperazione internazionale per proteggere le popolazioni più vulnerabili e garantire stabilità ai mercati alimentari globali”.

“L’Italia è in prima linea – ha scritto ancora il titolare della Farnesina – nel sostegno al dialogo tra Libano e Israele favorito dagli Stati Uniti. Lavoriamo per consolidare la tregua, rafforzare le capacità delle Forze armate libanesi, a partire dal controllo del territorio, al contrasto a tutti i traffici illeciti e al riciclaggio, nella prospettiva del disarmo di Hezbollah. Lavoriamo insieme agli Usa – ha concluso Tajani – anche per la stabilità politica e crescita dell’America latina, una regione prioritaria e strategica per i nostri Paesi”.

La “sicurezza marittima” e la cooperazione bilaterale in materia economica e di sicurezza sono stati i temi al centro del confronto alla Farnesina, ha scritto Rubio in un messaggio pubblicato sul suo profilo X.

I dazi

Tajani ha ribadito che “l’Italia non vuole guerre commerciali con gli Stati Uniti, ed è anzi favorevole a un grande mercato che includa l’Europa, gli USA, il Canada e il Messico”.

Il ministro ha precisato di aver solo “accennato” la questione al capo della diplomazia USA, che non ha competenze in materie di commercio internazionale, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha nuovamente minacciato l’aumento dei dazi sulle importazioni di auto dall’Europa. “Credo – ha aggiunto il ministro – che le cose possano andare per il verso giusto”.

Infine, al segretario di Stato USA è stato presentato l’albero genealogico delle sue origini italiani dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal sindaco di Casal Monferrato Emanuele Capra. A Rubio sono stati presentati anche i documenti frutto delle ricerche condotte negli archivi comunali e parrocchiali che ne attestano la storia familiare.

L’incontro con il Papa

Ieri il diplomatico ha incontrato papa Leone XIV per un’udienza e successivamente il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin. L’incontro con il pontefice, si legge in una nota del dipartimento di Stato, ha sottolineato la “solida relazione” tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro comune impegno per la promozione della pace e della dignità umana.

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  • Redazione

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