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L’INCONTRO IN TURCHIA E LA COCAINA SUL TRENO PER KIEV

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Papa Leone XIV chiede a gran voce la pace e Putin annuncia che incontrerà Zelensky in Turchia per aprire i negoziati volti a chiudere la vicenda bellica ucraina.

Contemporaneamente i “tre moschettieri”, Merz, Macron e Starmer, ossia i leader di Germania, Francia e Inghilterra, nonché leader dei “volonterosi”, vanno a Kiev per dire che loro ci sono.

Partiamo da una prima considerazione, ossia dal fatto che il luogo che ospiterà l’incontro tra Putin e Zelensky è la Turchia, ossia la nazione che sta dietro la conquista della Siria prima controllata da Assad e ora controllata da Al Jolani. Inoltre la Turchia, membro della Nato, controlla l’accesso al Mar Nero.

Nella zona della Siria che si affaccia sul mare, ci sono le basi russe e non è improbabile, anzi, è assai possibile, che nella trattativa tra Russia e Ucraina, ci siano il Mar Nero e il Mar Mediterraneo, la qual cosa mette in un angolo la valenza geopolitica dell’Unione Europea ,che appare sempre più periferica, oltreché impotente.

Va letta in questo quadro la pubblicazione di un video, subito divenuto virale, che mostra i leader europei Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz su un treno diretto a Kiev il 9 maggio 2025, per una visita diplomatica in sostegno all’Ucraina.

Il video, ripreso durante il viaggio, ha scatenato teorie complottiste sui social media, secondo cui Macron avrebbe nascosto un sacchetto di cocaina e Merz un cucchiaino per il consumo di droga.

VIDEO INCRIMINATO

Nll’immagine il video diventato virale con le fotografie che mostrano l’ipoesi complottista della cocaina.

Accuse rapidamente smentite da fonti ufficiali e media autorevoli.

Nel filmato, fatto da giornalisti, si vede Macron rimuovere un oggetto bianco dal tavolo davanti a sé, mentre Merz sembra nascondere un piccolo oggetto.

Alcuni utenti sui social, tra cui il giornalista Usa Alex Jones, noto per le sue tesi complottiste, hanno interpretato l’oggetto bianco come un sacchetto di cocaina e l’oggetto vicino a Merz come un cucchiaino o una paletta per il consumo di droga.

L’Eliseo e diversi media, tra cui il quotidiano francese Libération, hanno chiarito che l’oggetto bianco era un semplice fazzoletto di carta appallottolato, già presente sul tavolo prima dell’arrivo di Macron e Starmer. L’oggetto vicino a Merz è stato identificato come uno stuzzicadenti o una paletta per il caffè, non un accessorio per droghe. Foto e video ad alta risoluzione, scattati da agenzie come AFP e AP, hanno confermato queste spiegazioni. L’Eliseo ha denunciato la vicenda come un’operazione di disinformazione, attribuendola a “nemici della Francia” e a narrazioni filo-russe che mirano a screditare i leader occidentali.

L’Eliseo ha pubblicato un post su X, dichiarando: “Quando l’unità europea diventa scomoda, la disinformazione arriva al punto di far sembrare un fazzoletto una droga.”

Nonostante le smentite, la teoria ha continuato a circolare su X, con post che insistono sulle accuse, mentre altri difendono, denunciando la propaganda.

L’aspetto che rende interessante la notizia è che i sospetti sono stati rilanciati dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che ha definito gli oggetti del video come un “sacchetto bianco e un cucchiaio”, commentando che le immagini sono “incredibili”.

La Zakharova, in un messaggio su Telegram,ha inoltre aggiunto: “Nel 2022 ho chiesto a un ambasciatore occidentale: ‘Come potete fornire armi a uno squilibrato tossicodipendente come Zelensky, che da anni fa uso di cocaina?’. E ho ricevuto questa risposta: «Per l’Ue è una cosa normale, molti capi di Stato occidentali ne fanno uso»”.

In buona sostanza la Zakharova ha dato dei cocainomani ai capi di Stato occidentali. Non tutti, ma molti.

Le teorie sono state amplificate da account filo-russi.

La vicenda, se da un lato evidenzia il ruolo della disinformazione nel contesto geopolitico, specialmente in relazione al conflitto ucraino e se la viralità del video dimostra come immagini ambigue possano essere sfruttate per alimentare narrazioni divisive, nonostante le prove contrarie, dato il contesto si pone come un avvertimento in codice a leader europei che, mentre gli Usa e la Russia stanno trattando per chiudere il conflitto, fanno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote e per alimentare la possibilità che la guerra continui.

Che gli Usa stiano esercitando una pressione continua per chiudere la vicenda bellica è dimostrato anche dalle dichiarazioni di ieri di Donald Trump.

Il presidente degli Stati Uniti ha infatti dichiarato che potrebbe volare in Turchia giovedì, in occasione dell’incontro tra rappresentanti di Russia e Ucraina.

“Non sottovalutate giovedì in Turchia”, ha detto ai giornalisti, spiegando che la sua partecipazione dipenderà dall’andamento dei colloqui. “Stiamo valutando di cambiare il programma”, ha aggiunto. Il tycoon ha detto che si aspetta la presenza sia di Vladimir Putin sia di Volodymyr Zelensky.

La proposta di Vladimir Putin per negoziati diretti russo-ucraini ha anche “il sostegno dei leader dimolti Paesi” compresi quelli del Brics, di cui fa parte la Cina.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale ha definito “inaccettabili” le richieste dei leader europei, riuniti a Londra nel formato Weimar Plus, che hanno chiesto a Mosca di accettare entro ieri sera una tregua di 30 giorni o aspettarsi l’imposizione di nuove sanzioni.

“Il linguaggio degli ultimatum è inaccettabile per la Russia, non è adatto. Non si può parlare alla Russia con un linguaggio simile”.

Sempre ieri la Germania ha avvertito che “il tempo stringe” affinché la Russia accetti entro la giornata di oggi [ieri per chi legge] un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, altrimenti dovrà affrontare potenziali nuove sanzioni.

Sulla stessa linea delle dichiarazioni deleterie anche l’Unione Europea. “Vediamo ancora una volta che il presidente Volodymyr Zelensky compie passi verso la pace, ma al momento non ci sono azioni reciproche da parte della Russia, resta da vedere cosa farà il Cremlino”, ha detto la portavoce della Commissione Europea commentando l’apertura di Zelensky a incontrare Vladimir Putin giovedì in Turchia.

“La nostra posizione, ribadita dall’alto rappresentante Ue Kaja Kallas a Londra –  ha aggiunto un’altra portavoce  – è che non ci possono essere negoziati se l’Ucraina viene bombardata ogni giorno e serve una tregua ma è il presidente Zelensky a scegliere la linea”.

Dichiarazioni, quelle europee, che oltre ad essere di ostacolo alla trattativa, dimostrano la totale inutilità dell’Unione Europea.

Da qui la possibilità che la vicenda della cocaina sul treno più che una bufala sia un avvertimento del tipo: “Toglietevi di torno”, altrimenti togliamo qualche scheletro dagli armadi e lo mostriamo in pubblico.  

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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