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L’EUROPA PREDA DEL TERRORISMO VERDE TOLLERATO DA GOVERNI IMBELLI

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Uno degli effetti della tracotanza con la quale per rieleggere Ursula Von Der Leyen si sono imbarcati i Verdi è che ora a decidere cosa deve fare uno Stato sono degli attivisti di Ultima generazione e a disastrare aeroporti e linee ferroviarie sono i terroristi dell’ecologismo ideologico, mentre i governi si mostrano imbelli.

Ovviamente, riguardo ai teppisti dell’ecologismo, è fondamentale porsi la domanda: “Chi li finanzia?”.

Tino Oldani, su Italia Oggi del 23 maggio 2023, riferisce di un’inchiesta del settimanale

Washington Examiner, conservatore, che fa nomi e cognomi dei miliardari e delle organizzazioni sedicenti benefiche che finanziano e organizzano negli Usa e in Europa i gruppi di protesta green.

https://www.washingtonexaminer.com/news/644076/hollywood-and-left-wing-foundations-behind-climate-charity-quietly-bankrolling-extremist-protest-groups/

«Molti di questi gruppi», scrive Gabe Kaminsky, reporter investigativo, «sono finanziati dal Climate Emergency Fund (Cef), un ente di beneficenza con sede a Beverly Hills, legato alle celebrità di Hollywood e alle principali organizzazioni no-profit liberali che mirano a modellare l’agenda del Partito democratico». Di riflesso, a condizionare le politiche ambientali negli Usa e in Europa.

Il Climate Emergency Fund (Cef), fondato nel 2019 ammette, scrive Tino Oldani, di avere distribuito nel 2022 più di 5 milioni di dollari in sovvenzioni a 44 entità globali, formato 45mila attivisti e generato oltre 24mila «buoni risultati di stampa». Un’offensiva organizzativa e mediatica green senza precedenti”.

Tra le organizzazioni che fanno capo ad A22 e ne ricevono i fondi per formare gli attivisti e organizzare le proteste, il Washington Examiner cita in particolare due gruppi, Declare Emergency e Just Stop Oil (due loro attivisti hanno versato una zuppa rossa di pomodoro su un quadro di Van Gogh stimato 84 milioni di dollari), nonché «un gruppo italiano chiamato Ultima Generazione, o Last Generation, che ha inviato degli attivisti nel luglio 2022 a incollarsi al famoso dipinto ‘Primavera’ di Sandro Botticelli a Firenze», che ha organizzato vari blocchi stradali, con i sit-in sul Raccordo anulare di Roma, imbrattato Palazzo Vecchio a Firenze e il monumento in piazza del Duomo a Milano. Teppismo idiota contro l’arte.

Con il blocco di parecchie ore dell’aeroporto di Francoforte, Olaf Scholz, che sta in piedi per miracolo, grazie all’appoggio dei Verdi, ieri ha sancito, di fronte al mondo, che lo Stato tedesco è inesistente.

Uno degli aeroporti internazionali più importati e trafficati del mondo è stato bloccato per alcune ore, con danni gravissimi alle persone, alle compagnie aeree e, soprattutto, alla credibilità di chi dovrebbe comandare a Berlino.

Nella mattinata di giovedì a Francoforte per alcune ore ha regnato il caos dopo che gli attivisti per il clima di Ultima generazione si sono introdotti nelle piste dell’aeroporto provocando il blocco del traffico aereo.

Sei membri del gruppo hanno tagliato la recinzione per entrare, portando con loro diversi striscioni che recitavano “il petrolio uccide” e incollando le mani alle piste. 

Su 1.400 voli 140 sono stati cancellati e oltre 50 dirottati. Tutti i voli in arrivo e in partenza sono stati temporaneamente sospesi.

Che uno Stato che voglia dirsi tale consenta a quattro teppisti di un gruppo ideologizzato di bloccare per ore un aeroporto internazionale come quello di Francoforte è semplicemente follia pura.

Siamo ormai alle comiche, con un Paese come la Germania ridotto ad essere un palcoscenico di un grottesco varietà.

Un altro esempio di perdita verticale di credibilità viene dalla Francia, dove Macron ha ingaggiato forse dell’ordine del Qatar per mantenere l’ordine pubblico durante le Olimpiadi.

Le forze dell’ordine del Qatar, della Polonia, della Spagna e della Germania rafforzeranno le fila della “task force” francese da ieri all’11 agosto per garantire la sicurezza dei Giochi Olimpici.

Non avendo prerogative giudiziarie sul suolo francese, questi rinforzi stranieri non potranno effettuare arresti. Saranno quindi “sistematicamente in coppia” con le forze di sicurezza interne francesi. Secondo una fonte della polizia citata dall’AFP, la loro missione principale sarà quella di effettuare “prevenzione di prossimità” e “pattugliamenti dell’ultimo miglio il più vicino possibile ai siti e al pubblico”.

Il ministro degli Interni Gérald Darmanin ha detto che “aiuteranno anche gli spettatori che potranno incontrare persone che parlano la loro lingua”.

Il Qatar è il Paese che è stato protagonista dello scandalo che ha portato la vicepresidente del Parlamento europeo alle dimissioni e un deputato socialista, per di più italiano, a finire in gattabuia.

Non va dimenticato che il Qatar è stato al centro di uno scandalo sportivo relativo alla ventiduesima edizione della Coppa del Mondo di calcio, tenutasi a partire dal 20 novembre 2022.

Non sono mancate le polemiche relative al numero di operai morti nella costruzione degli stadi e di tutte le strutture collegate, predisposte per ospitare e intrattenere i tifosi. Da tempo si parla di un dato: 6.500 operai morti negli ultimi undici anni, da quando cioè il Paese ha iniziato una frenetica attività edilizia in preparazione al Mondiale.

Il dato delle 6.500 vittime è stato riportato dal Guardian (https://www.theguardian.com/global-development/2021/feb/23/revealed-migrant-worker-deaths-qatar-fifa-world-cup-2022), che, a febbraio 2021, titolava così un’inchiesta sull’argomento: “Svelato: 6.500 lavoratori migranti sono morti in Qatar dall’assegnazione dei mondiali in poi”.

Il dato fa riferimento soltanto al lavoratori provenienti da 5 Paesi, India, Bangladesh, Sri Lanka, Pakistan e Nepal, che hanno raccolto e comunicato i dati ufficiali attraverso le rispettive ambasciate.

La stima reale è, molto probabilmente, decisamente più alta, considerando che Stati come Kenya e Filippine, che hanno inviato un gran numero di lavoratori, non hanno raccolto dati, e che la stima non include anche gli operai morti alla fine del 2020. Ciò che si sa è che sono 5.927 i decessi avvenuti tra i lavoratori dei Paesi asiatici citati escluso il Pakistan, che ne conta da solo ben 824. Sono perciò più di 6.700 le persone decedute durante questi ultimi undici anni, un valore da considerarsi stimato per difetto.

E’ quanto meno indecente che ad una manifestazione olimpionica si chieda ad uno Stato che si porta dietro una peso di questo genere di inviare poliziotti a Parigi.

Con tutti gli Stati amici proprio il Qatar?

E’ del febbraio scorso che i buoni rapporti tra Francia e Qatar hanno portato a un nuovo investimento qatariota da 10 miliardi di euro in sei anni.

Interessati i settori dell’energia, dei chip, dell’intelligenza artificiale e non solo.

Il Qatar è un importante fornitore di gas liquefatto (GNL) alla Francia.

Il Qatar invierà in Francia 3,5 milioni di tonnellate di GNL all’anno per ben ventisette anni, a partire dal 2026: si tratta di uno dei più grandi e più lunghi accordi di fornitura di GNL mai sottoscritti da un paese europeo.

Il gas qatariota che arriverà in Francia verrà fornito dalle due joint venture tra QatarEnergy e TotalEnergies nei progetti North Field East e North Field South

La società francese possiede una quota del 6,25 per cento nel primo e una quota del 9,37 per cento nel secondo.

Probabilmente c’è anche un’assicurazione antiterrorismo nell’ingaggio del Qatar. L’emirato, infatti, ospita i terroristi di Hamas e la sua presenza può costituire un deterrente per eventuali attentati.

Tutte le misure di sicurezza sono servite però e ben poco se ieri la Società nazionale francese delle ferrovie ha denunciato “atti dolosi simultanei” a tre delle quattro linee ferroviarie ad alta velocità del Paese.

Si sospetta si tratti di un sabotaggio coordinato e premeditato: gravi interruzioni al traffico e notevoli ritardi

A poche ore dall’apertura ufficiale dei Giochi Ollimpici, il trasporto ferroviario francese è andato in tilt. Secondo l’amministratore delegato della società Jean-Pierre Farandou i disagi hannon interessato 800mila passeggeri.

L’attacco comporterà enormi disagi non solo per i milioni di visitatori diretti verso la capitale francese per assistere alle Olimpiadi, ma anche per i milioni di francesi in partenza per le vacanze estive.

La Sncf, la società nazionale francese delle ferrovie, ha denunciato “diversi atti dolosi simultanei” che hanno paralizzato tre delle quattro linee ad alta velocità del Paese, “Atlantique, Nord ed Est”, causando gravi interruzioni della circolazione e notevoli ritardi.

“Sono stati appiccati incendi deliberati per danneggiare” gli impianti, ha spiegato il gruppo ferroviario in un comunicato stampa. Di conseguenza il traffico dei treni ad alta velocità su queste tre linee è “molto disturbato”. Una fonte vicina alla questione ha parlato di “atti di sabotaggio evidentemente coordinati”.

La situazione è particolarmente critica alla stazione di Montparnasse, a Parigi, dove tutti i treni ad alta velocità sono rimasti sulla banchina almeno fino all’ora di pranzo.

“Stiamo deviando alcuni treni sulle linee convenzionali, ma dovremo cancellarne un gran numero”, e sono previsti ritardi superiori alle tre ore, ha aggiunto la Sncf, precisando che “questa situazione dovrebbe durare almeno tutto il fine settimana durante le riparazioni”, già iniziate.

“Tutti i clienti saranno informati via sms sullo spostamento dei loro treni”, ha dichiarato il gruppo all’Afp. La Sncf consiglia “a tutti i viaggiatori di rimandare il viaggio e di non recarsi nelle stazioni”, specificando che tutti i biglietti sono sostituibili e rimborsabili al cento per cento.

Dalle prime indiscrezioni sembra che le piste privilegiate al momento sono quelle della “contestazione ecologista” o del sabotaggio da parte di gruppi dell’ultrasinistra, in quanto “le modalità operative, soprattutto gli incendi dolosi su alcuni punti della rete ferroviaria, assomigliano a quelli utilizzati in passato dall’ultrasinistra”.

I primi elementi dell’inchiesta mostrano anche una profonda conoscenza della rete ferroviaria, che fa presupporre “complicità interne alla Sncf”.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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