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L’essere umano disumanizzato

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Non posso accettare, per i suoi fondamenti e per lo sviluppo dei ragionamenti, l’idea dell’ “uomo unico” (Stinner), cioè l’individuo non subordinato ad alcuna entità astratta, ma che utilizza le idee solo come strumenti, non come guide vincolanti della propria vita.
Questi sarebbe l’opposto di chi lascia che concetti assoluti – religione, patria, morale, diritto – guidino e limitino la loro azione, anziché agire liberamente come individui autonomi. Cioè uomini “posseduti da un’idea” che cedono la propria libertà e capacità di giudizio a ideologie o principi assoluti, perdendo così la propria autonomia.
Io credo che i valori – e quelli citati da Stinner lo sono tutti – fanno parte dell’essere umano, nel senso che la morale – che per me è l’essenza – non può fare a meno di riconoscerli come guida di vita. Pensare che essi non indirizzino e dunque non limitino le azioni è un pensiero che non riesco a accettare. Semmai il problema nasce quando c’è qualcuno di essi che contrasta con un altro valore della stessa specie: perché parliamo di valori del collettivo. In ogni caso la contrapposizione delle due figure idealizzata da questa teoria filosofica mi sembra forzata.
Vero che il confine tra rispetto dei valori e indottrinamento ideologico è labile: ma c’è e va rispettato. La discriminante è per me che non tutto può essere abbandonato alla “causa”. Vi sono valori “egoistici” che talvolta collidono con quelli della “causa”: non tutti i primi sono da condannare e da portare in secondo piano. Un pezzo dei distinguo nella sinistra a me sembra riposare su questo.
Ma io vedo che ultimamente si affaccia il “non uomo unico” in forma per me sconvolgente. Non c’è più l’individuo, c’è solo la causa. E alla causa tutto può essere offerto. Persino se stessi. Tuttavia questa “causa” viene interpretata come tale pensando di utilizzarla come strumento: e così il “sacrificio” che teorizza finisce di essere meno nobile di quello che vuole apparire.
Ho letto, e mi permetto di riportarlo: «È un pensiero che si presenta come umanitario, ma che è profondamente disumanizzante. Non libera, ma usa. Non ascolta, ma strumentalizza. Non dà voce agli oppressi: li incastra dentro uno schema che serve a sentirsi dalla parte giusta della storia. Ed è questo, più di ogni altra cosa, che mi fa orrore».
Fa orrore anche a me. E spero di sbagliare. Ma molti ultimi avvenimenti in verità mi avviliscono.
 
 
 

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  • Redazione

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