L’Accademia della Crusca riconosce alla parola “velina” una ascendenza antica e dignitosa. Identifica una derivazione francese come il termine “velin” a sua volta discendente dal latino “vitulinum” inteso come “di vitello” e riguarda un foglio bianco, liscio, sottile, resistente, ricavato dalla pelle di vitellino da latte adatto alla scrittura manuale o da stampa in uso dal 1415. Nel Belpaese, sempre vissuto da barzellettieri e commedianti, la parola “Veline” viene associato a donnine succinte portatrici di notizie nel famoso programma televisivo “Striscia la Notizia” confermando il principio della supremazia di nani e ballerine. Caro lettore ma a questa parola possiamo associare anche altre fattispecie. Vedi lettore alle prese con l’inizio di settimana vi è stato un tempo che nelle caserme dei Carabinieri, nelle Questure, ma soprattutto al Ministero degli Interni, zelanti marescialloni a “bordo” delle loro Olivetti M40 scendevano attorno al rullo ove battevano le astiene metalliche riportanti incise le lettere, dei fogli sottilissimi che a loro volta contenevano un foglio di carta carbone o copiatrice. E lo sai cosa scrivevano? Scrivevano, appuntò, le veline ovvero “note riservate” alle autorità di competenza. E cosa contenevano secondo Te le note? Le solite vicende italiche, quindi informazioni su adulteri (più artistico sarebbe stato scrivere corna ma poi qualcuno si offende solo a ricordare che il nostro è il popolo di traditori sentimentali e non solo primo al mondo), su ruberie varie, tangenti, raccomandazioni, voti di scambio e lascio a Te di poter continuare. Nel Paese dei Segreti di Pulcinella era ed è facile fare questo. Grandissimo “produttore” di veline fu un simpaticissimo personaggio, il dottor Federico Umberto D’ Amato, capo incontrastato e temutissimo dell’ Ufficio Affari Riservati del Ministero di piazza del Viminale, che oltre a confezionare archivi era anche un amante della buona cucina tanto da guadagnare il nome in codice di “gourmet” in quanto titolare di una pagina a tema su un noto settimanale nazionale dove scriveva di ricette così coniugando una “carbonara” con una “puttanesca” rendeva notti insonni a politici e faccendieri. La tradizione della buona cucina si è trascinata anche ai giorni nostri con appellativi similari per personaggi oltremodo simpatici e sempre dell’ambiente e quindi scriviamo che va bene così. La Treccani aggiunge al termine “velina” l’intercalare giornalistico relativo alla notizia o altra comunicazione ufficiale od ufficiosa inviata alla stampa da un ministero o da altra fonte governativa interessata alla sua diffusione perché venga pubblicata ai fini di orientare contenuti circa l’ interpretazione di fatti od eventi. Caro lettore ci stiamo avviando alle conclusioni. Ricapitolando abbiamo una entità pubblica, fatti riportati da una “velina” e finalmente la loro diffusione attraverso la stampa. Più o meno è quello che sta emergendo dalla vicenda del cosiddetto “dossieraggio” a Perugia. Ma a riflettere e ricordare qualcosa di simile lo avevano scritto Sallusti e Palamara nel loro libro “Il Sistema” a proposito del connubio tra magistrati, polizia giudiziaria e giornalisti ma sarà solo uno sbiadito ricordo. L’ Italia è uno strano Paese. Meraviglioso, bellissimo, unico, ma per equilibrare tale splendore il “Grande Umorista” lo ha concesso al popolo che meno lo avrebbe meritato. Hai ragione caro lettore, manca il finale. Bene. Dato che chi scrive, grazie a Dio, non è né un professore, né uno scienziato, né un analista, ma una persona che scrive solo di ciò che conosce perché nella sua lunga storia professionale ha conosciuto tante persone concludo raccontandoti un aneddoto. Da giovane, circa ed oltre 30 anni fa, mi trovai in un ristorante romano di cui non ricordo il nome e pranzai con una persona “intelligentissima”. Aveva i capelli “rossi ” e ricordava l’attore Nino Manfredi. Non ricordo il nome, sarà la vecchiaia, ma una cosa ricordo. Chiamandomi per nome il mio gradito ospite mi disse che queste vicende, allora come oggi e così sempre, avevano come fine solo il “ricatto” fonte primaria del potere. Buona settimana….
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