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LE TRUPPE FRANCESI SONO GIÀ SUL FRONTE CALDO IN UCRAINA

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La Francia ha inviato ufficialmente le sue prime truppe in Ucraina. I soldati francesi – scrive Asia Times – provengono dal 3° reggimento di fanteria francese, che è uno degli elementi principali della Legione Straniera francese (Légion étrangère).

Asia Times

Nel 2022 la Francia aveva un certo numero di ucraini e russi nella Legione Straniera. È stato loro permesso di lasciare la Legione e, nel caso degli ucraini, di tornare in Ucraina per unirsi alle forze ucraine. Non è chiaro se i russi siano tornati a casa.

Il gruppo iniziale delle truppe francesi ammonta a circa 100 unità. Si tratta solo della prima tranche dei circa 1.500 soldati della Legione straniera francese previsti per l’arrivo in Ucraina.

Queste truppe vengono inviate direttamente in una zona di combattimento calda e hanno lo scopo di aiutare gli ucraini a resistere all’avanzata russa nel Donbass. I primi 100 sono specialisti di artiglieria e sorveglianza.

“Una delle domande che sorgono immediatamente dalla decisione della Francia di inviare soldati del suo 3° reggimento di fanteria è – scrive Asia Times- se ciò oltrepassa la linea rossa russa sul coinvolgimento della NATO in Ucraina? I russi considereranno questo come l’inizio di una guerra più ampia oltre i confini dell’Ucraina?”.

L’altra domanda, che poniamo noi è: per quale motivo Asia Times fa questa rivelazione esattamente nel momento nel quale Macron riceve il presidente cinese a Parigi?

Il motivo potrebbe essere che la Cina non vuole che Macron costringa la Nato a intervenire, cosa che non vuole la Russia, ma nemmeno il Pentagono.

A dire il vero la notizia di Asia Times mi sembra una secchiata di sabbia nell’ingranaggio di Macron, il piccolo Napoleone pupillo dei Rothschild.

Espulso dall’Africa, in crisi nel suo paese, pronto a inviare truppe in Ucraina alla testa della Nato, Napoleone Macron ha ricevuto ieri il presidente cinese Xi Jinping, il quale, ovviamente, ha detto che Cina e Ue “devono continuare a considerarsi come partner”.

Xi Jinping è a Parigi per il trilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Xi ha parlato di un “mondo che entra in un nuovo periodo di turbolenze e trasformazione”, insistendo su “dialogo e cooperazione”, sulla necessità di “rafforzare la comunicazione strategica, la fiducia reciproca”. Xi ha detto di considerare l’Europa un “partner importante” e di affrontare “le relazioni con l’Ue da una prospettiva strategica e a lungo termine”. “In quanto forze importanti nel mondo”, Ue e Cina dovrebbero “portare avanti una collaborazione strategica” e promuovere “uno sviluppo stabile e sano, contribuendo alla pace e allo sviluppo mondiale”, ha detto ancora Xi.

Il tutto, chiaramente, ha il sapore di un allontanamento degli usa dall’Europa, cosa che Macron va perseguendo da tempo.

Quanto alla crisi ucraina, Cina, Francia ed Unione Europea auspicano “un rapido cessate il fuoco”, il “ritorno della pace in Europa”, sostengono “la soluzione politica della crisi” ucraina e l’urgenza di “creare le condizioni per colloqui di pace”, ha detto il leader cinese, secondo quanto rende noto il ministero degli Esteri di Pechino.

La Cina ribadisce di “non aver creato la crisi ucraina”, di “non essere parte in causa” e di aver sempre lavorato per “facilitare” colloqui di pace, passati più di due anni dall’inizio del conflitto in Ucraina a causa dell’invasione russa che Pechino non ha mai condannato esplicitamente.

E’ del tutto evidente che la Cina non ha alcun interesse a che il piccolo Napoleone porti la Nato oltre la linea rossa e quindi, qualcuno che con Pechino è in sintonia, ha messo nero su bianco che Macron in Ucraina c’è già, costringendolo, così a chiarire con gli alleati la sua posizione.

Inoltre quella di Macron è la classica spacconata della grandeur francese, a mezzo tra il tragico e il ridicolo.

Scrive Asia Times: “La stessa Francia non ha molte truppe da schierare sulle linee di battaglia dell’Ucraina, qualora il governo francese volesse farlo. Secondo i rapporti, oggi la Francia non può sostenere lo schieramento all’estero di un’intera divisione e non avrà questa capacità prima del 2027”. Una divisione va dai 10 ai 20 mila uomini.

Campa cavallo, che l’erba cresce.

Oltre al puerile tentativo di rivalsa della vergogna di essere stato cacciato dal Sahel, la furbata di Macron, scrive Asia Times, “è di per sé un peculiare compromesso francese. La Francia non schiera il suo esercito nazionale e, a parte il numero esiguo di ufficiali, gli uomini inviati non sono cittadini francesi”.

La decisione della Francia, che comporta il rischio di innescare una guerra paneuropea, consente di inviare la Legione, pensando con questo di non impegnare un esercito nazionale.

Tuttavia, è noto, la furbizia è il cascame dell’intelligenza.

La dimostrazione viene dal fatto che, come afferma sempre Asia Times, dopo la partenza dal Niger e dall’uranio gratuito, “dato il rischio di perdere l’accesso all’uranio, o almeno a una quantità sufficiente per rifornire i reattori francesi, Macron deve sperare che il suo dispiegamento di truppe in Ucraina non inneschi un embargo russo sulle vendite alla Francia”.

Insomma, da buon masochista, il presidente della République française, sembra un bambino che pur di farsi vedere combina marachelle a tutto spiano.

L’enfant terrible è in azione con la macchinina elettrica cinese, ma qualcuno ha messo una secchiata di sabbia negli ingranaggi.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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