
Quando un paese si attorciglia e si aggroviglia su questioni pressocchè inutili, per non dire stupide, vuol dire che è arrivato al capolinea, anche se non se ne rende ancora conto. Il paese in questione è l’Italia che, dopo più di 30 anni di seconda repubblica, non fa altro che inabissarsi, ogni 3 o 4 anni, in modifiche della legge elettorale oppure accettare devastazioni di strade, negozi e quant’altro senza mai chiedere il giusto risarcimento delle cose distrutte ai distruttori che si coprono dietro false bandiere di dimostrazioni. Senza contare il dispendio dei soldi dei contribuenti per cause giudiziarie che, spesso, stravolgono nelle sentenze il buon senso comune o, peggio ancora, riaprire in continuazione processi per cercare di arrivare ad una verità giudiziaria che non arriva mai vuol dire che è morto. Un paese che vede alcuni capi sindacali scioperare contro a prescindere vuol dire che è morto. Evitando di continuare ad elencare le italiche follie in quanto lo spazio occorrente avrebbe bisogno di un libro intero vediamo cosa di molto importante succede nel mondo, visto che i nostri tg sono impegnati quotidianamente a raccogliere le dichiarazioni di questo e quell’altro politico di maggioranza e di opposizione.





