Riapriamo al gas e al petrolio della Russia
Alla Conferenza degli Ambasciatori dell’Unione europea, la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato come il contesto globale sia cambiato profondamente.
“L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà”.
Benissimo, finalmente la funzionaria dell’Unione europea ammette che il vecchio mondo non c’è più. Ha però dimenticato di dire che lei e l’Unione europea, che lei malamente rappresenta, sono parte del vecchio mondo e, pertanto, se fosse coerente, dovrebbe dimettersi e liberarci della sua presenza.
Per dire le cose come stanno, diciamolo con Gianandrea Gaiani (intervista sulla Verità di ieri): “La Ue non è la soluzione ai problemi, ma una delle fonti. È una nomenclatura che risponde agli interessi di alcune lobby, finanziate dai fondi di investimento americani o cinesi, a seconda delle circostanze”.
Il problema della Von der Leyen è che anche quando sembra che abbia capito, poi delude immediatamente.
Infatti ha detto: “Difenderemo sempre e sosterremo il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi”.
La funzionaria presidente della Commissione ha indicato tre priorità strategiche per l’Unione: “Una nuova Strategia della Sicurezza europea, rapporti commerciali più solidi con i Paesi terzi e una diplomazia capace di portare risultati concreti agli europei”.
La sostanza di tutto questo bel discorso è che è pura illusione di garantire la sicurezza europea senza gli Stati Uniti e, pertanto, la von der Leyen racconta favole.
Nel suo discorso, von der Leyen ha affrontato anche la crisi in Iran con toni molto duri nei confronti del regime. “Non si dovrebbero versare lacrime per il regime iraniano”, ha affermato. “Questo regime ha inflitto morte e imposto repressione al proprio popolo. Hanno massacrato 17.000 giovani”.
La von der Leyen ha ha accusato Teheran di destabilizzare l’intera regione: “Questo regime ha causato devastazione e destabilizzazione in tutta la regione attraverso i suoi proxy”.
Riferendosi alla morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, von der Leyen ha aggiunto: “Molti iraniani, sia all’interno del Paese sia nel resto del mondo, hanno celebrato la morte di Khamenei”.
E ha sottolineato: “Il popolo iraniano merita libertà, dignità e il diritto di decidere il proprio futuro, anche se sappiamo che questo sarà pieno di pericoli e instabilità durante e dopo la guerra”.
La conseguenza di queste affermazioni, condivisibili, è che l’Unione europea deve essere accanto agli Usa, a Israele e ai Paesi arabi del Golfo per garantire una svolta decisiva nel Medio Oriente che elimini la follia terrorista del regime degli ayatollah.
Uno degli aiuti più significativi, che non comporta certamente atti di guerra, è quello di chiudere la fase dei sogni sulla pace giusta in Ucraina, riaprendo i rapporti con la Russia, garantendo risorse energetiche ai Paesi europei per mantenere il potenziale produttivo e per non penalizzare la popolazione.
Un’Europa che insiste sui vecchi schemi, voluti dalle lobby che comandano a Bruxelles, non solo rischia di implodere economicamente, ma di non avere nemmeno le risorse per aiutare l’Ucraina non a continuare una guerra persa, ma a ricostruire il Paese.
La conseguenza è che appartiene al vecchio mondo, quello del quale è parte la von der Leyen, quanto la funzionaria presidente della Commissione ha detto al riguardo dell’Ucraina e dell’allargamento dell’Unione.
“Si è molto dibattuto su come attuare tempestivamente questo processo basato sui meriti – ha detto von der Leyen – Ma è di fondamentale importanza prepararci, avvicinando già da ora i Balcani occidentali, la Moldavia e l’Ucraina alla nostra Unione. L’allargamento non è una questione ideologica: è una questione di interesse comune e di sicurezza europea”.
Nel passaggio dedicato alla guerra con la Russia, von der Leyen ha ribadito la posizione dell’Unione nei confronti di Ucraina.
“L’Europa – ha dichiarato – sarà sempre al fianco dell’Ucraina, a prescindere da ciò che accade altrove”.
Von der Leyen ha inoltre sottolineato le necessità immediate di Kiev: “Ciò di cui l’Ucraina ha bisogno ora è, prima di tutto, un sostegno finanziario costante”. Per questo la Commissione ha avanzato una proposta concreta: “Abbiamo proposto un prestito di 90 miliardi di euro per finanziare le necessità dell’Ucraina”.
Miliardi all’Ucraina per proseguire la guerra o all’Ucraina per ricostruire il Pese?
Il discrimine tra il vecchio mondo e quello nuovo è questo e la von der Leyen è parte del vecchio.





