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Le bande giovanili latinoamericane in Italia

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bande giovanili latinoamericane

Microcriminalità delle seconde generazioni – I punti di contatto e mimesi culturale con le violenza degli antagonisti

Il fenomeno della criminologia e della devianza legato a gruppi di origine latinoamericana in Italia si articola su livelli distinti: dalle bande di strada strutturate (le cosiddette pandillas) alle dinamiche di microcriminalità e disagio delle seconde generazioni, fino alle implicazioni legate alle organizzazioni criminali transnazionali.

Qui interessa monitorare il fenomeno giovanile.

Le Pandillas e le bande giovanili strutturate

A partire dai primi anni 2000, e in particolare nell’area metropolitana di Milano e della Lombardia, la cronaca giudiziaria e le indagini di polizia hanno documentato l’insediamento di ramificazioni delle gang nate storicamente nel Centro e Nord America o nei Caraibi.

Tra i gruppi più noti rientrano i MS-13 e il Barrio 18 (di origine prevalentemente salvadoregna e centroamericana), i Latin Kings (ecuadoriani e peruviani) e i Trinitarios (di origine dominicana).

A differenza delle tradizionali “baby gang” informali o della microcriminalità giovanile di strada, queste bande si caratterizzano storicamente per una struttura gerarchica interna (i capos o lideres), codici di condotta rigidi, prove di affiliazione, uso di marchi identitari (tatuaggi, colori, segni delle mani) e un forte senso di appartenenza territoriale.

Le attività contestate dagli inquirenti riguardano prevalentemente reati di strada e violenti: risse aggravate con l’uso di armi da taglio (machete, coltelli), aggressioni per il controllo del territorio, estorsioni a danno di coetanei e connazionali, rapine e micro-spaccio di stupefacenti.

Cause sociologiche e il “Nodo” delle Seconde Generazioni

I report criminologici e gli studi del Centro Transcrime dell’Università Cattolica evidenziano come la devianza giovanile nelle comunità immigrate non sia un fattore etnico, ma una dinamica sociale complessa.

Molti giovani latinoamericani arrivati in Italia per ricongiungimento familiare o nati sul territorio da genitori operai e lavoratori si trovano ad affrontare problemi di integrazione, abbandono scolastico e precarietà abitativa nelle periferie urbane.

Il passaggio da contesti culturali d’origine a contesti periferici europei genera spesso una crisi d’identità. La pandilla assume, quindi, una funzione compensativa di “famiglia sostitutiva” e protezione, offrendo uno status e un riconoscimento sociale che i ragazzi percepiscono come negato dalle istituzioni o dal mercato del lavoro.

Negli ultimi anni si osserva una progressiva frammentazione: molte gang rigide del passato si sono sfaldate a causa delle costanti operazioni di polizia e giudiziarie, lasciando il posto a piccoli gruppi fluidi di strada che spesso si incrociano o si scontrano con altre sottoculture giovanili o baby gang locali.

Il legame con le violenze in atto

Il legame tra il fenomeno storico-territoriale delle bande urbane dei latinos (le pandillas come Latin Kings, MS-13 o Barrio 18) e le recenti giovanissime piazze di protesta è complesso, indiretto e prevalentemente fluido, privo di una regia unica o strutturata.

Non si tratta di un’alleanza ideologica tra le pandillas e i movimenti di protesta, ma piuttosto di una saldatura socio-urbana d’opportunità favorita dalle condizioni di marginalità delle periferie metropolitane.

I giovani che compongono le bande di strada e i giovanissimi dell’area vasta degli italiani di seconda generazione vivono e condividono gli stessi spazi fisici nelle periferie urbane (a Milano aree come San Siro, Via Padova, Giambellino o i comuni dell’hinterland).

Entrambi i gruppi condividono l’esperienza della precarietà economica, della percezione di marginalità sociale, della sfiducia nelle istituzioni.

I punti di contatto e mimesi culturale

Attivisti e piattaforme social connesse hanno agito da ponte linguistico e culturale tra le varie comunità di seconda generazione (comprese quelle latinoamericane), politicizzando il riscatto sociale e l’insofferenza giovanile tramite i social media.

Durante i disordini e i cortei di piazza, singoli appartenenti o ex affiliati a gruppi di strada portano con sé sul campo d’azione un’abitudine al contrasto e all’ingaggio fisico con l’autorità.

Ciò crea una “massa critica” violenta che si fonde con gli elementi eversivi del blocco antagonista, pur senza un’adesione formale delle pandillas in quanto organizzazioni.

Più che le vecchie strutture rigide delle pandillas degli anni 2000, tra i giovanissimi in piazza prevale una sottocultura fluida che unisce giovani sudamericani, nordafricani e italiani di periferia, accomunati dallo stesso linguaggio musicale, dai codici visivi di TikTok e dalla voglia di affermazione di piazza.

Le bande concentrate nei grandi centri

Le bande giovanili e le pandillas di origine latinoamericana si concentrano principalmente nei grandi centri metropolitani del Nord e Centro Italia, lungo i principali snodi dell’immigrazione di prima e seconda generazione e nelle relative aree industriali periferiche.

Sulla base delle mappe elaborate dalle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Digos) e dai centri di ricerca criminologica (Transcrime dell’Università Cattolica), i principali poli di presenza sono i seguenti:

  1. Milano e Hinterland Lombardo (Il Polo Principale)

Milano rappresenta storicamente la capitale operativa e d’insediamento delle pandillas latinoamericane in Italia sin dai primi anni 2000. Zone Urbane di Milano – Area Nord/Est: Quarto Oggiaro, Via Padova, Viale Monza, Cimiano, Loreto (storico punto di ritrovo e scontro nelle piazze). Area Ovest/Sud-Ovest: San Siro, Giambellino, Lorenteggio, Barona, Lampugnano. Comuni dell’Hinterland: Pioltello, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Rozzano, Cologno Monzese, Rho.

Gruppi storicamente rilevati: Latin Kings, MS-13, Barrio 18, Trinitarios, Blood.

  1. Genova e la Liguria

Genova è il secondo polo storico per presenza di comunità centro e sudamericane (in particolare ecuadoriane, peruviane e domenicana) e di conseguenza di bande giovanili.

Zone d’Insediamento: Centro Storico (Caruggi), Sampierdarena, Val Polcevera, Cornigliano, Sampierdarena/Sampierdarena Stazione.

Gruppi Rilevati: Latin Kings, Ñetas, Trinitarios.

  1. Roma e l’Area Metropolitana di Capitale

A Roma il fenomeno si sovrappone e si fonde spesso con le altre realtà di microcriminalità e baby gang di periferia, assumendo connotati meno rigidi rispetto a Milano ma comunque presenti.

Zone Urbane: Quadraro, Tor Bella Monaca, Ponte di Nona, Tiburtina, Centocelle, Stazione Termini e aree limitrofe.

Gruppi Rilevati: Prevalentemente Trinitarios (di matrice dominicana) e gruppi fluidi di strada legati alla sottocultura giovanile maranza.

  1. Torino e il Piemonte

Il capoluogo piemontese registra una presenza significativa nelle periferie storiche a forte concentrazione d’immigrazione.

Zone d’Insediamento: Barriera di Milano, Aurora, San Salvario, Mirafiori, la zona della Stazione Porta Nuova.

Gruppi Rilevati: Latin Kings, Trinitarios e bande miste territoriali.

  1. Altre Città e Snodi Regionali

Emilia-Romagna: Piacenza, Bologna, Reggio Emilia e Parma (presenza di ramificazioni legate al micro-spaccio, rapine di strada e scontri inter-gang nei pressi delle stazioni ferroviarie).

Toscana: Firenze (area Stazione Santa Maria Novella, Parco delle Cascine) e Prato.

Veneto e Friuli-Venezia Giulia: Verona, Padova, Udine (soprattutto in relazione a bande fluide giovanili e baby gang di seconda generazione).

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  • Redazione

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