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L’abiura di Ocasio-Cortez spiazza Elly Schlein

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Abiura woke

Il woke, dice, è una follia – Peccato che ce lo hanno imposto come l’olio di ricino fascista

Alexandria Ocasio-Cortez ha abiurato.

Il passaggio decisivo è avvenuto il 9 agosto 2026, quando, intervistata da ABC, AOC ha detto, riferendosi alla stagione progressista degli anni 2020: “Woke 1 was crazy”.

Ha inoltre aggiunto che gli elettori dovrebbero giudicare i candidati per ciò che sostengono oggi, non per tutto quello che dicevano durante la pandemia.

La Cortez sta spostando il baricentro della propria politica dall’identità alla classe sociale.

Il nuovo messaggio di AOC insiste molto di più su: salari e costo della vita; sanità; casa; potere delle grandi imprese; disuguaglianza; lavoratori; lotta agli oligarchi; riconquista dell’elettorato popolare.

Già nel 2026 il suo messaggio elettorale viene descritto come sempre più vicino alla retorica di Obama 2008, cioè meno “rivoluzione socialista” e più mobilitazione popolare trasversale.

E questo è importante perché AOC sta probabilmente preparando una candidatura presidenziale per il 2028.

Per vincere una primaria nazionale e poi una presidenziale non può parlare soltanto alla parte più progressista dell’elettorato democratico. Deve riconquistare anche una parte della working class che i Democratici hanno perso.

Alexandria Ocasio-Cortez non sta necessariamente abbandonando il progressismo.

Sta cercando di salvare il progressismo abbandonandone alcune forme culturali più impopolari.

Il fenomeno interessante anche per l’Europa, in quanto riguarda Schlein e Sánchez.

Mentre una parte della sinistra europea continua a costruire la propria identità attorno al progressismo culturale, la sinistra americana più intelligente sta facendo una diagnosi diversa: abbiamo perso una parte del popolo perché abbiamo parlato troppo di identità e troppo poco di condizioni materiali.

Il fatto è che Elly Schlein non ha capito il vento che tira.

Alexandria Ocasio-Cortez passa dal woke alla classe, dal linguaggio identitario alla questione sociale, dal progressismo culturale al populismo economico.

La Schlein rimane ancorata ad una forte centralità di diritti civili e identità progressista, all’europeismo, all’antifascismo, ai diritti LGBTQ+, all’immigrazione, alla transizione ecologica.

Il problema per Schlein è che la strategia che Alexandria Ocasio-Cortez sta cercando di correggere negli Stati Uniti è proprio quella che una parte della sinistra europea continua a considerare centrale.

E c’è un’altra cosa ancora più significativa: Alexandria Ocasio-Cortez non sta facendo questa conversione perché sia diventata meno radicale economicamente.

Al contrario, continua a essere fortemente progressista sul piano economico. La sua operazione consiste nel separare il radicalismo economico dal radicalismo culturale.

Questa potrebbe essere una delle trasformazioni più importanti della sinistra occidentale nei prossimi anni: dal “woke progressism” al “class progressism”.

Se questa tendenza si consoliderà negli Stati Uniti, Schlein potrebbe trovarsi nella posizione paradossale di essere più “vecchia” politicamente di Alexandria Ocasio-Cortez, pur essendo molto più giovane della generazione precedente della sinistra europea.

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  • Redazione

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