
La terza Roma (Mosca), lancia un messaggio alla quarta Roma (Washington), mentre la prima Roma torna ad essere crocevia di trattative.
La tregua pasquale unilaterale annunciata da Vladimir Putin ha un valore simbolico importante.
Donald Trump, più volte, ha fatto capire che la coincidenza della Pasqua cattolica con quella ortodossa e con quella ebraica poteva essere l’inizio di un cessate il fuoco, prodromico a un percorso negoziale di pace.
La mossa di Putin, pertanto, ha il valore simbolico di un passo verso Trump.
Putin, di fronte alle telecamere ufficiali del Cremlino e in presenza del generale Gerasimov, ha detto: “Spinta da considerazioni umanitarie, dalle 18 di oggi alle 00:00 di lunedì (la mezzanotte tra Pasqua e Pasquetta, ndr), la parte russa dichiara una tregua pasquale. Ordino di sospendere tutte le ostilità per questo periodo. Partiamo dal presupposto che la parte ucraina seguirà il nostro esempio. Allo stesso tempo, le nostre truppe devono essere pronte a respingere eventuali violazioni della tregua e provocazioni da parte del nemico, nonché qualsiasi sua azione aggressiva”.
Poi l’accusa diretta alla controparte ucraina: “Kiev ha violato la moratoria sugli attacchi agli impianti energetici più di cento volte”. E ancora: “La Russia è sempre stata pronta ai negoziati e accoglie con favore il desiderio degli Stati Uniti, della Cina, dei membri dei Brics e di altri Paesi per una soluzione equa in Ucraina. Il progresso della tregua pasquale dimostrerà la disponibilità di Kiev a essere in grado di risolvere pacificamente la questione”.
La Chiesa ortodossa russa ha espresso l’auspicio che l’Ucraina aderisca alla tregua pasquale dichiarata dal presidente russo Vladimir Putin. Lo ha dichiarato Vladimir Legoida, presidente del Dipartimento sinodale per le relazioni tra Chiesa e società e i media. “La tregua di Pasqua e’ una decisione molto importante del presidente russo. Seguendo l’esempio del nostro capo di Stato, vorremmo sperare che anche la parte ucraina segua questo degno esempio”, ha scritto Legoida sul suo canale Telegram.
Passo importante, non solo propagandistico, che arriva a seguito della firma del memorandum tra Kiev e Usa per lo sfruttamento delle risorse ucraine, anch’esso fondamentale per costruire passi solidi nel percorso di pace.
L’Ucraina e gli Stati Uniti hanno infatti firmato un memorandum che dimostra l’intenzione di finalizzare e concludere un accordo sulle terre rare.
Lo ha annunciato il 18 aprile il vice primo ministro e ministro dell’Economia ucraina Yulia Svyrydenko, come riporta Ukrainska Pravda. “Oggi – ha detto Yulia Svyrydenko – abbiamo compiuto un passo avanti verso un accordo di partenariato economico congiunto con gli USA. Il memorandum dimostra il costruttivo lavoro congiunto e l’intenzione di finalizzare e concludere un accordo vantaggioso per entrambi i nostri popoli”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che l’intesa sui minerali, negoziata per mesi, sarà firmata “giovedì prossimo”. La Svyrydenko ha affermato che la parte ucraina si sta preparando a creare un Fondo di investimento per la ricostruzione dell’Ucraina.
Nel memorandum si legge: “L’accordo in questione aprirà opportunità per investimenti significativi, modernizzazione delle infrastrutture e una partnership reciprocamente vantaggiosa tra Ucraina e Stati Uniti: è con questo obiettivo che i team stanno lavorando al documento”.
“Ora ci aspetta la finalizzazione del testo dell’accordo e la sua firma. E poi la ratifica da parte dei parlamenti”, ha osservato il capo del Ministero dell’Economia dell’Ucraina.
Sempre più fuori fase Volodymir Zelensky, che sembra essere in linea con le logiche guerrafondaie di alcuni soggetti europei.
Prosegue, nel frattempo, anche il percorso di una possibile intesa sul nucleare iraniano.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti stanno “andando avanti” dopo un incontro positivo.
“E’ stato un buon incontro e posso dire che i negoziati stanno andando avanti. Questa volta siamo riusciti a raggiungere una migliore comprensione su una serie di principi e obiettivi”, ha detto alla TV di Stato il capo della diplomazia di Teheran.
Il terzo round negoziale si terrà il 26 aprile in Oman.





