
La Pasqua cattolica, quella ortodossa e quella ebraica nel 2025 coincidono. Solo una coincidenza?
A volte, se quanto avviene lo si guarda con uno sguardo simbolico, ci si può sorprendere.
Potremmo anche pensare ad una sincronicità, nel senso, come spiega Jung, “di coincidenza temporale di due o più eventi senza nesso di causalità tra di loro e con lo stesso o simile significato”.
Marie Louise von Franz, una delle maggiori interpreti di Jung, spiega chiaramente la sincronicità con un esempio: se si compra un vestito blu e, per errore, il negoziante ne manda a casa uno nero proprio il giorno in cui muore una persona cara, siamo in presenza di una sincronicità, in quanto due eventi sono collegati dal significato simbolico che la nostra società attribuisce al colore nero.
Dove è la possibile sincronicità pasquale in questo 2025? Non tanto nella coincidenza delle date delle tre celebrazioni pasquali cattolica, ortodossa e ebraica, quanto nel collegamento del significato simbolico tra la Pasqua e il mutamento epocale in atto.
La Treccani ci ricorda che il nome della Pasqua è in ebraico pesah, diventato nell’aramaico-giudaico pisḥā (siriaco peṣḥā), che poi fu traslitterato in greco in πασχα, ϕάσχα, e ϕασέκ; nella Vulgata latina è pascha (neutro) e phase.
Questo nome, nel racconto di Esodo, XII, 11-27, è messo in relazione col verbo pāsaḥ, la cui radice si ritrova anche in arabo, e che appare sia nel significato di “zoppicare” e “saltare”, sia in quello di “passar oltre” (saltando qualche cosa).
Ecco la sincronicità. In questo 2025 il passar oltre non è solo quello degli ebrei in fuga dall’Egitto o dei cristiani che annunciano il passaggio dal corpo di carne al corpo di luce, ma anche il passaggio epocale da un globalismo disastroso e guerrafondaio a una nuova era di rapporti tra Stati e da un’ideologia woke, dissacrante ogni valore tradizionale, ad un ritorno a orizzonti valoriali che fanno parte delle radici dell’Occidente.
La coincidenza delle tre celebrazioni pasquali ci ricorda che per due millenni, quello che viene definito Occidente, è stato caratterizzato dalla presenza del giudaismo e del cristianesimo, il quale, come ha chiarito bene Benedetto XVI, è incardinato nel pensiero greco e nel pensiero latino.
Le radici dell’Occidente non sono solo giudaiche e cristiane, ma tentare di negare queste, come è stato fatto e come costantemente si tenta di fare (cancel culture) è opera satanica.
La Pasqua è cattolica, ortodossa, ebraica, ma non è woke, perché il “risveglio” è, al contrario, ottundimento delle coscienze, stravolgimento dei valori, materialismo satanista.
La Pasqua woke non esiste, salvo che qualcuno non intenda celebrare la perdita di senso dell’umanità, per scopi disumani. C’è invece, ecco la sincronicità con le tre pasque religiose, il passaggio oltre l’ideologia woke, il globalismo, il tentativo satanico di ridurre l’essere umano a solo corpo materiale, modificabile a piacimento.
Il globalismo è stato non solo il veicolo della perdita di identità economica e geopolitica dell’Occidente, ma anche la politica che ha portato alla perdita di identità culturale e spirituale dell’Occidente.
Il passaggio dal globalismo alla logica del rispetto degli Stati e delle culture è, in primo luogo, rispetto di sé stessi, ossia, nel caso specifico, rispetto dell’Occidente e delle sue radici.
Questo passaggio riguarda anche la Chiesa cattolica apostolica romana, ormai intrisa fino alle fondamenta di ideologia woke e corrotta da logiche geopolitiche che la portano lontana dalle radici occidentali.
In un clima da pre Conclave, la venuta di J.D.Vance a Roma ha il significato di un richiamo alla curia romana che il prossimo Papa non dovrà essere come Francesco e che le derive relativiste, woke, lgbt della Cattedra che fu di Pietro, se continueranno, avranno come effetto anche un possibile scisma.
Delle preoccupazioni Usa si è fatto interprete Newsmax, con un numero speciale della sua rivista, nella quale si legge: “In questa Pasqua, mentre milioni di persone riflettono sul sacrificio di Cristo e sul miracolo della sua resurrezione, si sta preparando un diverso tipo di battaglia spirituale, che potrebbe cambiare per sempre il futuro del cristianesimo. Il mandato di Papa Francesco come pontefice è stato segnato da controversie, confusione e divisioni. Ora, mentre la sua salute peggiora rapidamente, il mondo lo osserva con trepidazione: chi guiderà la Chiesa cattolica?”.

“Mentre la Pasqua ci ricorda l’immutabile verità della Scrittura e il potere della tradizione – scrive Newsmax – molti cristiani temono ora che la Chiesa si stia allontanando da quelle stesse fondamenta. Il prossimo papa ripristinerà la chiarezza morale e la verità biblica? Oppure le influenze globaliste continueranno a dirottare la missione della Chiesa? E cosa significano per i fedeli gli accordi segreti del Vaticano con la Cina, le alleanze con l’ONU e la crescente confusione dottrinale?”.
Sono domande che trovano una risposta nella presenza di J.D.Vance a Roma per Pasqua.
La sua presenza ai riti pasquali non è, come qualche solito idiota ha scritto, ostentazione della sua fede cattolica, ma un messaggio contemporaneamente rivolto agli Usa e al Vaticano.
Il suo messaggio è fatto di parole e di immagini, che spesso valgono più delle parole.

“Stamattina – ha raccontato appena arrivato – giravo in macchina tra le strade di Roma, con mia moglie e i miei tre figli, e non vediamo l’ora di passare la Pasqua qui. Questo è un posto che è stato costruito da persone che amavano l’umanità e amavano Dio – ha proseguito Vance – e le strade, i palazzi, il panorama meraviglioso innalzano veramente lo spirito umano”.
Più tardi su X ha scritto di essere “grato ogni giorno per questo lavoro, ma in particolare oggi, quando i miei doveri ufficiali mi hanno portato a Roma il Venerdì Santo”.
Vance ha spiegato sul social network che sarebbe andato “in chiesa con la mia famiglia in questa splendida città” e poi ha voluto “augurare a tutti i cristiani del mondo, ma in particolare a quelli negli Stati Uniti, un benedetto Venerdì Santo. Lui è morto affinché noi potessimo vivere”.


Messaggio agli Usa. Roma è la città della spiritualità. Non l’anglicana Londra, dove il capo della Chiesa è un re. Non la Berlino della riforma. Non la Parigi della blasfemia woke.
Le radici dell’Occidente giudaico-cristiane, greco-latine, sono a Roma.
A Messa il venerdi santo, con la famiglia. Poi alle celebrazioni del sabato e oggi della Pasqua.
Ieri l’incontro con il Segretario di Stato Pietro Parolin, ma nessun incontro con Francesco.
Da un comunicato della Santa Sede si apprende che il vicepresidente americano JD Vance e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin hanno avuto “uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, specialmente sui Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, con particolare attenzione ai migranti, ai rifugiati, ai prigionieri, e sono stati trattati anche altri temi di comune interesse”.
“Nel corso del cordiale colloquio – riferisce il comunicato della Santa Sede – è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America, ed è stato rinnovato il comune impegno nel proteggere il diritto alla libertà religiosa e di coscienza. Vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, specialmente sui Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, con particolare attenzione ai migranti, ai rifugiati, ai prigionieri, e sono stati trattati anche altri temi di comune interesse. Infine, si è auspicata una serena collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, di cui è stato riconosciuto il prezioso servizio alle persone più vulnerabili”.
Comunicato asettico, auspicante, che al di là del bon ton diplomatico, ci fa capire la distanza esistente tra la Cattedra di Pietro occupata da Francesco e il mondo cattolico Usa che, con la presenza di Vance a Roma alle funzioni pasquali, lancia un messaggio che va ben oltre gli incontri ufficiali e che si inserisce nel pre Conclave già in atto.
La Chiesa woke, lgbt, green della curia è mal vista e tollerata dal clero Usa, nella sua stragrande maggioranza conservatore e un successore di Francesco in linea con Francesco potrebbe anche portare ad uno scisma.
C’è poi la questione cinese, che è geopolitica, ma anche dottrinale.
Avvenire, il quotidiano portavoce della Cei, ormai schierato su tutti i temi radical progressisti, ha recentemente ingaggiato Joshua R. Brown, giovane docente di teologia alla Mount St. Mary’s University, autore di: «Balthasar alla luce del primo confucianesimo», «Tommaso d’Aquino e i primi maestri cinesi: filosofia cinese e teologia cattolica», per sottolineare il confronto tra la cultura religiosa cinese, confuciana in particolare, e il cattolicesimo, alla ricerca di punti di contatto e di passaggio fra l’una e l’altro.
Il secondo titolo è stato da poco pubblicato dalla Catholic University of America Press, a pochi mesi di distanza da un lungo saggio che Brown ha pubblicato sull’edizione statunitense della celebre rivista di teologia Communio, una comparazione tra la visione della famiglia nel confucianesimo e nel cattolicesimo.
Il tentativo è quello di fare di Confucio un religioso la cui testimonianza è compatibile con il cristianesimo.
In un’intervista ad Avvenire Brown afferma, a proposito del dibattito riguardante Confucio: «Alcuni, soprattutto nel mondo di lingua inglese, presentano il confucianesimo come una tradizione naturalistica e atea. Ma io penso e ho provato a dimostrare che il confucianesimo ha al cuore una forma di teismo. Certamente non una nozione di Dio precisa come quella cristiana. Durante la dinastia Zhou, sotto la quale visse Confucio, il cielo o Tian era come una divinità suprema. Ci sono altri termini come Shangdi, che significa l’imperatore in alto, che vengono usati in riferimento a Dio, ma per Confucio Tian è il termine chiave. Nei testi confuciani classici Tian è visto come forza che governa il mondo, sovrintende all’ascesa e alla caduta degli imperi, indica ciò che è morale e ci dà la capacità di essere morali. Tian può essere quindi la legge morale, ma a volte è più forte ed è come una figura divina, anche se non proprio un Dio personale, assomiglia più al motore immobile di Aristotele. C’è un dibattito su questo tema, ma ciò che mi piace ricordare è il numero di studiosi confuciani che si sono convertiti al cattolicesimo, da quando inizia una tradizione di cattolicesimo cinese, e in seguito, fra i cinesi cresciuti come cattolici, la costante consapevolezza delle analogie tra Tian e la nostra idea di Dio».
Se il Tian di Confucio è una figura divina che corrisponde al Dio dei cristiani, il Partito comunista cinese, che di Confucio ha fatto il suo riferimento, è un insieme di credenti. Tutto torna. Francesco e Xi Jinping credono nella stessa divinità.
Vance, con la sua presenza a Roma ai riti pasquali ha fatto ben capire che la Chiesa cattolica apostolica romana non può più essere woke e nemmeno cinese. La Pasqua woke non c’è e non ci sarà.
La giornata di ieri ha riservato, infine, una sorpresa. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una tregua per Pasqua nella guerra in Ucraina. Secondo quanto riporta la Tass la Federazione Russa ha annunciato di sospendere tutte le operazioni militari dalle 18 ora di Mosca alla mezzanotte del 21 aprile. “Il mio ordine è di fermare tutte le azioni militari per questo periodo”, ha dichiarato il capo del Cremlino nel corso di un incontro con il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov.
Russia e Ucraina hanno effettuato un ampio scambio di prigionieri di guerra, con ciascuna delle due parti che ha restituito 246 detenuti, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo in una nota pubblicata sui social media. “Il 19 aprile… 246 soldati russi sono stati restituiti dal territorio controllato dal regime di Kiev. In cambio, 246 prigionieri di guerra ucraini sono stati consegnati”, si legge nel comunicato.
Il ministero ha, inoltre, annunciato che, come gesto di buona volontà, sono stati scambiati anche prigionieri feriti: 31 ucraini feriti sono stati rilasciati in cambio di 15 prigionieri di guerra russi bisognosi di cure mediche urgenti.
Segnali di una tendenza? Messaggi? Vedremo.
Nel frattempo, Buona Pasqua.





