Home Opinioni La tragedia dell’Iran e la solita propaganda

La tragedia dell’Iran e la solita propaganda

0

Ieri l’altro  ho partecipato alla marcia in favore del popolo iraniano organizzata a Roma. Lì visto e sentito tantissimi iraniani, soprattutto giovani, esporre ed intonare gli slogan più disparati, molti dei quali in favore dello Scià, ma tutti comunque per un Iran libero, democratico, in pace con i suoi vicini e finalmente aperto al mondo, dopo 47 anni di dittatura oppressiva, liberticida e assassina.

 Ma poi ho avuto la brillante idea di leggere il reportage del viaggio in Iran dell’ex quasi ambasciatrice Elena Basile, pubblicato, neanche a dirlo, su un quotidiano, per sentirmi sopraffatto da una sensazione irreprimibile di vergogna ed imbarazzo.

La diplomatica spiega già all’inizio di essere andata lì, per “esprimere solidarietà a un popolo martoriato da anni”… di dittatura? Di oppressione? Di impiccagioni alle gru? Di repressione del dissenso? Di cancellazione dei diritti civili? No! Di “isolamento politico ed economico occidentale. Un popolo che ogni giorno è sotto attacco israelo-americano. Un popolo la cui crisi economica si aggrava sempre di più anche per la guerra economica a cui è sottoposto da decenni.” Una premessa, insomma, che la dice lunga sul preconcetto che aveva infilato in valigia prima di partire e che infatti emerge con  evidenza nel seguito del pezzo.
Da lì è tutto un fiorire di colpe occidentali e di infiltrati della CIA e del Mossad, responsabili, a suo dire, di proteste che in tv sembrano oceaniche e represse nel sangue, ma che lei assicura essere composte da poche centinaia di facinorosi, facilmente contenuti da una polizia non eccessivamente violenta (lo diventa solo quando costretta dagli agenti degli USA e di Israele), mentre il resto del paese vive normalmente.
Un paese che descrive come uno in cui si può liberamente esprimere il dissenso e in cui le donne, sono pienamente realizzate e affermate. In Occidente, invece spiega di aver incontrato “donne insicure, attente al proprio aspetto femminile, pronte a vendersi all’uomo più ricco o a fare un passo indietro in famiglia e in coppia rispetto alle esigenze dell’altro sesso.”.
La parte più interessante arriva nel punto in cui, sulla scorta dei cortei ANPI e CGIL pro-Maduro, la nostra decide di far comprendere l’Iran agli iraniani e spende tutta se stessa per catechizzarli. Ad un povero studente che protesta, spiega ad esempio che se scende in strada sotto dettatura dei cattivoni occidentali, beh sì, in quel caso è formalmente un terrorista.
Ad un gruppo di veterinari, dà invece degli ignoranti e degli inconsapevoli, perché osano lamentarsi del fatto che un paese in difficoltà economiche si spendano soldi per armi e nucleare. Ma signori miei, ribatte, chiaro che il vostro governo non ha alternative, visto che siete sotto attacco americano e israeliano. Mica come da noi, dove si buttano via denari in difesa senza alcuna necessità.
E poi un medico, che le rappresenta che negli ospedali manca tutto, ma al quale risponde prontamente che quasi si sta comunque meglio che da noi. “Gli ho spiegato – scrive serenamente – come in Italia le liste di attesa per interventi importanti si allunghino sempre di più.” Alla fine, qui, però, non deve essere stata così convincente nel suggerire di tenersi stretta la sua dittatura assassina. “Mi ha guardata con occhi vuoti – aggiunge sconsolata – e, poco dopo, parlando di un cambio di regime offerto dall’intervento israelo-americano, è sbottato in un ‘I love Netanyahu’.”
Segue un paragrafo del tutto avulso dal contesto, con una mitragliata contro Kaja Kallas, definita “espressione di una burocrazia europea senza peso, vassalla e ipocrita come le marionette di una potenza colonizzata”, la cui colpa sarebbe quella di giustificare “la legge marziale in Ucraina” e rimproverare invece “il regime iraniano per le vittime civili senza mai menzionare l’ingerenza straniera negli affari interni di un Paese nel quale pullulano Mossad e CIA”. Un accostamento del quale non sembra percepire l’assurdità, nonostante in Ucraina non esista alcuna repressione del dissenso ed anzi l’unica grande manifestazione da inizio guerra non abbia prodotto montagne di sacchi neri come a Teheran, ma la modifica della legge che il popolo contestava.
Il senso del pezzo è però poche righe prima del finale (struggente), dove scrive di piangere “una gioventù e una società corrotte dalla propaganda, che più che la libertà cercano il benessere economico e standard di vita occidentali, prive di una visione politica”.
Perché il succo del pensiero della ex quasi qualcosa, come di altri maître à penser è tutta qui. Non esiste secondo loro un popolo capace di desiderare genuinamente diritti e libertà e di lottare per ottenerli. Non lo sono gli iraniani, che vengono in realtà sedotti e ingannati dall’Occidente e spinti in piazza da CIA e Mossad. Non lo erano gli ucraini, che nel 2004 e 2014 sono stati convinti a fare ben due rivoluzioni dagli americani e oggi addirittura combattono una “guerra per procura”, che altrimenti non si sarebbero mai sognati di fare, desiderosi come sono di tornare ad essere un satellite di Mosca. Allo stesso modo non lo sono i georgiani che si oppongono al loro governo o i siriani che hanno defenestrato Assad. Tutti pagati, illusi o convinti dalle democrazie mistificatrici e guerrafondaie.
È il loro mondo di propaganda, ribaltamenti della verità, che si ostinano a raccontare, anche a costo di negare la volontà di interi popoli. Un mondo che per fortuna, come raccontano meravigliosamente piazze come quella di oggi, esiste solo nella loro distopica e distorta visione della realtà.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui