di Fabrizio Abbate
Un interessante indagine della SIAE sul rapporto tra IA e scrittori o, meglio, autori.
L’indagine in collaborazione con SWG è stata presentata all’evento Next Gen AI: “Opportunità e lati oscuri dell’intelligenza artificiale nel mondo culturale e creativo”, OVE sono stati presentati i risultati della prima survey che indaga l’opinione degli autori italiani sull’AI e le sue applicazioni in ambito artistico e creativo. All’indagine, promossa da SIAE in collaborazione con SWG, hanno partecipato oltre 4.770 tra gli autori iscritti alla società di collecting. non sappiamo come sia stata scelta la platea, comunque questa iniziativa mostra la sensibilità della SIAE sul tema e merita di essere seguita per capire quali seguiti avrà; il direttore della SIAE Matteo Fedeli ha così commentato i risultati dicendo “L’AI non deve intimorirci ma necessita di un approccio a prova di futuro, così da garantire che il suo inevitabile sviluppo proceda in armonia con la tutela dei titolari di diritti d’autore, e certamente le preoccupazioni degli autori sono fondate, perché finora le tutele vengono citate ma poi non si concretizzano molto, non si passa cioè dalle buone intenzioni agli strumenti di tutela concreti. Ma ancor più si nota troppo spesso (nelle norme) solo i più forti sono tutelati realmente, e solo a titolo di esempio senza qui approfondire, vi è un divario tra editori e singoli autori in particolare i meno noti, ma anche tra editori vi è il rischio che gli editori minori non trovino tutela sufficiente se non si individuano strumenti efficaci”.
Va detto che la SIAE ha come compito specifico la difesa del diritto di autore, ma questo stesso diritto collocato nel quadro degli sviluppi tecnologici più recenti, non può essere difeso con vecchi strumenti e approcci che guardano al passato, nel senso che le difese di vecchio stampo sono inermi di fronte ai nuovi rischi e alla potenza dell’IA. Ecco perché l’interesse della SIAE è importante per sensibilizzare gli autori e l’opinione pubblica naturalmente se saprà sviluppare strumenti utili.
La SIAE opera su questo tema tramite l’ufficio Drama & Ballet, Literature & Visual Arts Department Literature & Visual Arts (OLAF) Responsabile Licensing & Business Development , a sua volta tale dipartimento lavora in contatto con gli altri organismi internazionale del settore, perché in questa materia è particolarmente utile il coordinamento internazionale, perchè l’IA non conosce frontiere, ed è necessario ricordare che sul tema vi sono due visioni correnti una di oltre atlantico che privilegia la deregulation perchè permette maggior innovazione, mentre l’UE ha un approccio piu volto a mettere paletti per tutelare i più deboli.
Detto questo non è facile mettere paletti ad attività che superano tutti i confini e hanno una velocita di innovazione enorme, che in pochi mesi cambia totalmente traguardi e limiti e quindi il problema esiste ed è serio.
Anche l’ENIA, ente nazionale Intelligenza artificiale, ha da tempo messo sotto osservazione questo importante settore dell’IA, perchè in esso l’IA incrocia valori profondi dell’uomo e della creatività. Ecco dunque che la presidente ENIA Valeria Lazzaroli ha creato il SALOTTO LETTERARIO dell’IA (un dipartimento ENIA) nominando presidente l’avvocato Fabrizio Abbate, economista e scrittore ma anche socio di #spoletofestivalfriends, che nei suoi romanzi ha messo al centro l’IA (dipinta come algoritmo supremo) ma evidenziando anche i molteplici aspetti che l’IA può assumere e che se non vengono tenuti distinti non consentono di analizzare aspetti positivi ed aspetti critici e ciò crea una nebbia che suscita equivoci.
Non a caso proprio l’indagine della SIAE ha messo in luce una forte diffidenza degli autori rispetto all’IA cosiddetta generativa quella cioè che autoapprende, ma quali sono le ragioni della diffidenza, che molti sbrigativamente liquidano come un momento di ritardo rispetto alle tecnologie? La diffidenza invece trova radici proprio nel timore di un furto di diritti , e quindi in un disincentivo alla creatività innovativa.
Nel frattempo un dl all’esame del parlamento tenta di individuare strumenti di tutela sia degli autori, sia del pubblico in primis degli utenti più fragili, ma attenzione perché rispetto alla potenza dell’IA potremmo essere tutti soggetti fragili. http://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20731-intelligenza-artificiale-alcuni-temi-da-chiarire.html
Ecco perchè ENIA ha messo allo studio proposte da sottoporre al parlamento che sta raccogliendo suggerimenti tramite audizione di soggetti e organizzazioni competenti, ed ENIA ha chiesto di essere convocata: Le proposte ENIA sono fatte dal punto di vista degli autori e degli artisti ma con l’ausilio di tecnici del settore e quindi sono particolarmente mirate ad evitare quello che spesso accade cioè molte belle intenzioni, molte dichiarazioni di principio ma poi, una volta fatte le dichiarazioni solenne si vede che sono prive di strumenti attuativi.
In questa occasione il testo all’esame del parlamento cita un successivo intervento regolativo concreto, ma se alcuni punti fermi non vengono inseriti già nel testo di legge la forza dei regolamenti sarà molto depotenziata e imbrigliata, e quindi resi nulli i buoni propositi.
Converrà seguire attentamente questa attività legiferativa per evitare sorprese e delusioni , come spesso in passato




