Home Opinioni LA RIVINCITA DEL TYCON

LA RIVINCITA DEL TYCON

0

di Mauro Baldassarre

Donald Trump stravince le elezioni americane contro ogni aspettativa. Se prima del 5 novembre ci saremmo aspettati una chiara marea blu democratica, oggi invece ci ritroviamo con una scia repubblicana che smonta tutti i principali mass media americani. Ancora una volta “The Donald”, contro tutto e tutti, strappa un successo che cambierà sicuramente gli equilibri geopolitici mondiali. A questo punto, la domanda che tutti ci poniamo è: come si muoverà il tycoon nei prossimi quattro anni?

Se ci basiamo sui quattro anni del primo mandato possiamo vedere come a livello di politica interna ci sia stato un taglio delle tasse sia sui redditi che in particolar modo sull’impresa (passando da una tassazione del 35% sino al 21%) presentando un grande incentivo fiscale che produsse una crescita del 2,5% annuo del Pil e portando la disoccupazione ai minimi storici con una percentuale del 3,9%. Trump però ha già dichiarato che il suo programma sarà più risolutivo rispetto a quella della prima amministrazione. Insomma, nell’area si notano già riforme fiscali e regolatorie per far crescere nel breve termine la situazione economica americana.

In tema migratorio invece ha fortemente ribadito come la sicurezza dei confini e l’espulsione dei clandestini siano priorità fondamentali per la sua seconda amministrazione garantendo sicurezza e bloccando il traffico di persone che continuano a entrare illegalmente dal Messico.

Nel settore energetico invece ha riaffermato l’intensificazione della produzione petrolifera americana (già ai massimi storici).

Per l’ambito climatico, d’altro canto, Trump rivoluzionerà le politiche adesso in vigore derivanti dall’amministrazione Biden, abrogando in particolar modo tutte le misure che stanno ferendo il settore automobilistico americano come il limite di emissioni delle auto che incentivano la produzione dei veicoli elettrici e anche di quelli per gli impianti industriali.

Per quanto riguarda invece la politica estera, Trump ha fortemente ribadito come nei suoi primi mesi di insediamento uno degli obiettivi principale sia far cessare la guerra in Medioriente che vede impegnate Israele e Palestina e ciò lo farà grazie anche alle relazioni personali che il leader americano ha con Benjamin Netanyahu. Sul fronte Russo-Ucraino già si vociferava, subito qualche giorno dopo la vittoria delle elezioni, di una chiamata di Trump a Zelensky (con la presenza anche di Elon Musk, uomo fondamentale durante la campagna elettorale del repubblicano) per fermare definitivamente questo conflitto. Insomma, il 47º presidente americano avrà molto lavoro da fare, ma una cosa è certa: davanti alle sfide Donald Trump non si è mai tirato indietro.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui