
L’altro giorno a Roma un mio caro amico e maestro mi chiedeva come mai l’intervento alla Camera, per il Pd, contro la separazione delle carriere dei magistrati, l’abbia fatto Franceschini. Che rimane la mente politica del Pd.
Quando tutti sanno che, nel Pd della Schlein, la linea prona alla magistratura la interpreta la Serracchiani, cioè il contrario.
Perché? Dopo i fatti di Milano e Pesaro soprattutto.
La risposta la da Francesco Verderami l’ha data ieri l’altro sul Corriere. Leggetela. Chiara chiara.
Franceschini dice ai magistrati, in particolare alle correnti politiche dei magistrati, più o meno questo: so che siete dispiaciuti per la evanescente difesa dei ragazzi di Elly, so che non vi basta Conte, sappiate che noi ci siamo.
Sappiate che siamo pronti alla rivincita, per voi e per noi, al Referendum, che trasformeremo nel referendum pro e contro Meloni.
E Meloni lo perderà.
Perché noi non interverremo sui singoli contenuti. Che ci importa a noi dei contenuti.
Io, Franceschini, sono la prova vivente che dei contenuti noi ce ne sbattiamo. Snoo io, una garanzia.
Noi la metteremo sul piano politico, volete la Meloni sì o no? E vinceremo.
E vi salveremo noi.
Però. Dateci una mano a vincere per voi.
Non mettete in mezzo interpretazioni politico penali alla Sala o alla Ricci.
Cioè, rendere reato il consenso, la politica, il profitto.
Perché potrebbero essere usate contro di voi, e contro di noi, che siamo con voi.
Più o meno così Franceschini.
Riuscirà il nostro piccolo Trotsky? Vediamo.
Il referendum sarà un nuovo 48. Una cosa importante.
E penso che il gioco in atto sia un altro.
Già quello dentro il quale sta Franceschini, è orribile. Perché è tutto tattica politica senza politica.
Però credo che il gioco sia davvero un altro. Vedo un salto di livello.
C’è più intelligenza politica di quanto Franceschini immagini.
Cioè. Dimostrare che la politica sia criminale tutta. Tutta.
E su questo impostare il Referendum.
Rendendo inutile, a scoppio ritardato, ugualmente evanescente, la prova di sudditanza e di fedeltà di Franceschini.





