
di Eugenio Baresi*
Dopo alcuni giorni dalla proposizione di una disfida fra Palazzo Chigi ed il Palazzo del Quirinale resta la possibilità di comprendere quello che è e sarà il vero tema.
Il consigliere del Presidente credo abbia creato, inconsapevolmente, l’occasione per disvelare i pensieri più reconditi delle preoccupazioni e non tanto delle trame, ma anche un poco i fatti già accaduti per quello che oggettivamente sono… ora si tratta di attendere l’evoluzione nei prossimi atteggiamenti e comportamenti.
Dei fatti ne abbiamo già in parte parlato semplicemente evidenziandone l’incredibile ripetitività in diversi scritti ospitati su questo giornale.
Innumerevoli provvedimenti del Governo hanno avuto blocco e respingimento dai più diversi organi tecnico giuridici che si sono rappresentati come contro potere piuttosto che come collaboranti artefici del buon funzionamento dello Stato.
Non vale elencarli, ma vale sottolineare che mai una simile reiterazione era stata riscontrata… ed è altrettanto evidentemente non immaginabile che tutti gli artefici dei provvedimenti legislativi e governativi siano usciti di senno, solo oggi, compreso i tecnici che materialmente li scrivono.
Allora le parole, non smentite, indicano una prima indubbia propensione ad aiutare quella auspicata provvidenza nell’intralcio all’azione governativa.
Una prova provata della nostra giusta incredulità.
Ma indicano una seconda riflessione che attiene ad una più delicata questione sul favorire e suggerire il silenzio di chi avrebbe potuto o dovuto spendere il suo ruolo per contenere una inusuale attività di contro governo.
Certo la nostra democrazia è retta sull’equilibrio dei poteri, ma se esistono poteri che arrogandosi la decisione ultimativa annullano le deliberazioni del potere legislativo e governativo… il disequilibrio è evidente.
Ancor più è pericoloso perché la democrazia si fonda sul consenso, e sulla realizzazione dei propositi e dei programmi che sottoposti al giudizio degli elettori hanno avuto la loro approvazione.
Nei prossimi mesi vedremo se il disvelarsi inaspettato quantomeno di pensieri si sarà appunto fermato ai soli pensieri.
Insomma, molto più chiaramente vedremo se la famosa “persuasione silenziosa” fino ad oggi solo silente, si svelerà smussando la inconsueta pretesa di una parte dell’equilibrio statuale di soverchiare le possibilità di governo.
Se fino ad oggi non se ne è quindi sentito nemmeno un soffio e un poco distrattamente nessuno lo ha palesemente notato o fatto notare, certo oggi, dopo l’incredibile inciampo del consigliere si sono rese più acute le osservazioni e più semplicemente chiari i reali intendimenti.
Facilmente si capirà se l’immaginare un desiderio resterà solo tale, come é stato assicurato, o troverà provvidenziale vita nel rinnovato inagire rispetto al disequilibrio prima sottolineato.
*ex parlamentare, segretario della Commissione Stragi





