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LA REALTA’ COME “POLIEDRO IRREGOLARE

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di Savino di Scanno
Il generale Michail Nikolaevic Tuchacevskij, di nobili origini e già alto ufficiale dell’ Esercito Imperiale Zarista nel 1917 aderì alla Rivoluzione di Ottobre.
Considerato tra i più capaci ed influenti alti ufficiali dell’ epoca non solo in Russia ma in tutta Europa, nel 1937 si trovo’ al centro di uno scontro tra servizi segreti. Da un lato il Nkvd di Stalin, che lo considerava un possibile antagonista politico e dall’altro i servizi segreti tedeschi. I tedeschi costruirono false prove e false informazioni che permisero ai russi di arrestare Tuchacevskij l’11 giugno 1937 per fucilarlo per spionaggio ed alto tradimento il giorno successivo. Questo esempio ci permette di introdurre un tema e si chiede al lettore la pazienza di poter considerare in piena libertà alcune considerazioni.
Il tema riguarda la realtà. La realtà può essere definita un “poliedro irregolare”. Si ricorda ai plurilaureati in “tutto e niente”, a quelli che affollano le sale patrizie dei palazzi romani, che il poliedro in matematica ed in geometria è un “solido” ed il suo nome deriva dal greco “polys” ovvero “molti” ed “Edron” ovvero “facce”. Trattasi di poliedro “irregolare” in quanto si distingue dal “regolare” perché le sue facce non sono poligoni regolari.
Bene. Immaginate che la nostra realtà sia così, ed incasellate su una faccia la sentenza di assoluzione di ieri, forte di 95 pagine, con cui la Cassazione ha definitivamente assolto il generale Mori.
Mario Mori, brillante ufficiale dell’ Arma dei Carabinieri, da sempre operativo nei reparti di élite con un piede nei servizi segreti, è stato tra i fondatori dei ROS che, giusto ricordarlo, sono al vertice mondiale delle organizzazioni militari per il contrasto alla lotta alla criminalità organizzata ed al terrorismo, significando che possono mettere seduti dietro ai banchi di scuola  sigle come FBI, DEA, Special Branch di Scotland Yard e non si cita altro per il motivo che gli altri non sarebbero ammessi neanche ai corsi serali per ripetenti.
Temutissimo da mafiosi e terroristi, giusto ricordarlo ai vertici del Sisde dove creò il ROC, da oltre 10 anni si è trovato nella battaglia giudiziaria definita “accordo Stato-Mafia” accomunando il suo nome a quello dei suoi nemici di sempre. Possiamo scrivere che si è a conoscenza che questa “tecnica” di accomunare Patrioti ed investigatori dello Stato ai loro nemici poi si è diffusa nel tempo.
Ma quale è stato il risultato? Il risultato è stato che si sono prodotte “fratture” all’interno degli apparati investigativi ed informativi, lotte tra Procure, suscitando diffidenze, avversioni i cui beneficiari sono stati solo “soggetti interni” favoriti in carriere e privilegi economici ma soprattutto “soggetti esterni” che grazie alla sapiente opera di “quinte colonne” hanno aumentato la loro influenza, soprattutto economica, nel nostro Paese.
Già i cinesi, nei loro libri “L’Arte della Guerra” ma soprattutto nel “Libro dei 36 stratagemmi” dedicano vari capitoli a tecniche di sovversione interna a danno di nazioni, considerate ostili o da conquistare per propri vantaggi.
Certi aiuta anche la componente sociale, da sempre costituita da Guelfi e Ghibellini che considerano il tradimento come una “normale regolarità” e non ci si deve poi meravigliare che siamo considerati tra i popoli più infedeli in ogni forma di vita sociale.
Ci vogliono “menti raffinatissime” per organizzare tutto ciò. Devono essere organizzati i reclutamenti attraverso i concorsi pubblici e gestiti in seguito, ai fini delle carriere, da addestrate direzioni del personale, è necessario favorire “alcune” persone per incarichi professionali e non altre, si educa la stampa ed i media.
Ma la Storia a volerla studiare ma soprattutto leggere insegna per chi vuole imparare.
Le “menti raffinatissime” sono quelle che conoscono ogni faccia del poliedro irregolare, ma soprattutto sono quelle che determinano la sua rotazione.

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  • Redazione

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