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LA PIRATERIA OGGI

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di GIANCARLO ELIA VALORI

Honorable de l’Académie des Sciences de l’Institut de France   Honorary Professor at the Peking University

Il mondo sta diventando sempre più turbolento. Gli episodi anche di pirateria a livello globale si susseguono uno dopo l’altro. Dall’inizio del 2025, la situazione della sicurezza marittima globale è peggiorata drasticamente, con frequenti episodi di pirateria. Dal Mar dei Caraibi al Golfo di Guinea, dalla Somalia allo Stretto di Singapore, attacchi a navi mercantili, feriti tra i membri dell’equipaggio e persino rapimenti si sono verificati in acque che abbracciano più Continenti. All’industria marittima va sempre ricordato che la pirateria, questo “vecchio nemico”, non è scomparsa; al contrario, sta riemergendo in molte regioni.

Ad esempio, nelle prime ore del 3 aprile 2025, una nave portarinfuse battente bandiera panamense, ancorata a Port-au-Prince (Haiti). Questo tipo di navi sono usate per trasportare carichi non-liquidi nelle loro stive (come ad esempio cereali, carbone, minerale grezzo, cemento, bobine d’acciaio), quindi materiali non unitarizzati in container o pallet (paletta di carico o colloquialmente bancale, pedana o pancale). La nave è stata improvvisamente attaccata da sei individui non identificati venuti fuori da una piccola imbarcazione. Secondo l’agenzia di sicurezza marittima Ambrey Analytics, diversi membri dell’equipaggio sono rimasti feriti nell’incidente, ma ulteriori dettagli non sono stati resi noti. La nave, che aveva precedentemente toccato porti in Cile, Perù e Guatemala, ha un bordo libero di circa quattro metri ed era ancorata da due settimane (il bordo si riferisce alla distanza verticale tra il ponte stagno più alto – o un ponte designato – e la linea di galleggiamento). L’agenzia ha consigliato alle imbarcazioni di passaggio di adottare misure antipirateria più attive e di prestare attenzione alle attività sospette di navigli in prossimità degli ancoraggi.

Il continuo deterioramento della situazione ad Haiti ha chiaramente avuto un impatto sulla sicurezza del porto. Secondo «The Guardian», Port-au-Prince è attualmente minacciata da gruppi di insorti, e la polizia nazionale haitiana e le forze di sicurezza sostenute dalle Nazioni Unite stanno faticando a mantenere il controllo. Ancora nell’aprile 2024, nella zona è scoppiata una violenta sparatoria per salvare una nave cargo statunitense dirottata, con la vita dell’equipaggio in pericolo.

Il 28 marzo 2025, un peschereccio ganese è stato attaccato da sette uomini armati nelle acque territoriali del Paese. Il capitano, il primo ufficiale e il capo ingegnere, tutti cittadini cinesi in un primo momento dispersi, suscitando grande attenzione e preoccupazione.

L’esercito ganese e l’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Ghana hanno attivato rapidamente un meccanismo congiunto di risposta alle emergenze e hanno confermato il 31 marzo che tutti e tre i membri dell’equipaggio erano sani e salvi. Tuttavia, l’incidente evidenzia ancora una volta la frequenza e la pericolosità degli attacchi dei pirati nell’Africa occidentale. Negli ultimi anni, gli attacchi nel Golfo di Guinea si sono estesi dalle petroliere ai pescherecci e alle navi mercantili in generale, continuando a minacciare la sicurezza della navigazione e della pesca nella regione.

La sera del 17 marzo 2025, la petroliera battente bandiera panamense Bitu River è stata attaccata nelle acque dell’Africa occidentale. La nave era in rotta dal Togo al Camerun quando è stata abbordata da cinque pirati armati. L’equipaggio ha tentato di rifugiarsi nella camera di sicurezza per autodifesa, ma rapporti successivi suggeriscono che fino a dieci membri dell’equipaggio potrebbero essere stati rapiti. La nave è controllata dalla compagnia francese Rubis Energie e gestita dalla società indiana Maritec Tanker Management; la sorte dell’equipaggio è attualmente sconosciuta.

La Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (International Transport Workers’ Federation) ha espresso forte preoccupazione e ha invitato i governi e le organizzazioni marittime ad adottare misure congiunte per garantire il rapido rilascio dei membri dell’equipaggio.

La pirateria somala è riemersa. Mentre la situazione nell’Africa occidentale continua a essere turbolenta, anche ad oriente nelle acque somale, rimaste tranquille per diversi anni, si sentono nuovamente voci di pirateria.

Il 16 marzo 2025, un peschereccio battente bandiera yemenita è stato sequestrato da sette presunti pirati nelle acque al largo di Durdura, in Somalia, e gli otto membri dell’equipaggio somali sono stati presi in ostaggio. L’operazione antipirateria dell’Unione Europea, Atalanta (nata nel 2008), ha classificato l’incidente come dirottamento e ha iniziato a collaborare con diverse parti per affrontare la questione.

Inoltre, nel febbraio 2025, una barca a vela e un altro peschereccio, al-Najma, sono stati attaccati nelle stesse acque. Quest’ultimo è stato salvato con successo il 14 febbraio, ma alcuni dei suoi beni e delle sue attrezzature sono stati saccheggiati.

Tutto suggerisce che i pirati somali stiano cercando di ricostruire il loro potere, soprattutto considerando la crescente attività sulle rotte di navigazione dell’Oceano Indiano, il che rende i rischi degni di nota.

Lo Stretto di Singapore sta diventando un punto caldo per i pirati nel sud-est asiatico. Essendo una delle rotte marittime più trafficate al mondo, lo Stretto di Singapore non è stato risparmiato dalla pirateria. Secondo i dati della Regional Cooperation Agreement on Combating Piracy and Armed Robbery against Ships in Asia (ReCAAP ISC), nei primi due mesi del 2025 si sono verificati ventuno tentativi di rapina nell’area, il 76% dei quali concentrati nella sezione occidentale dello Stretto di Singapore-Malaysia, con un aumento del 250% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Di particolare rilievo è il fatto che nelle prime ore del 28 febbraio 2025, tre navi portarinfuse e petroliere siano state attaccate in rapida successione nel giro di sole sei ore, a dimostrazione di un elevato grado di coordinamento e pianificazione. Le vittime erano per lo più imbarcazioni a bassa velocità con bordo libero basso, a dimostrazione della precisa comprensione di queste debolezze da parte della banda di pirati.

Gli analisti sottolineano che spesso i criminali si travestono da pescatori, approfittando del traffico intenso e di isole appartate e apparentemente disabitate, per commettere rapidamente crimini e fuggire, rendendo difficile per le forze dell’ordine rintracciarli.

I rischi di pirateria a livello globale aumentano nuovamente, rendendo la sicurezza delle spedizioni una questione urgente.

Negli ultimi anni, per i significativi investimenti della comunità internazionale nella lotta alla pirateria, gli attacchi in alcune aree marittime sono diminuiti notevolmente. Tuttavia, dal 2025, gli assalti svoltisi in diverse località, dai Caraibi all’Africa fino al Sud-est asiatico, hanno dimostrato ancora una volta che la minaccia globale della pirateria non è scomparsa, ma è diventata più diffusa e complessa. Nei primi nove mesi del 2025, sono stati segnalati 116 episodi di pirateria navale e rapina a mano armata a livello globale, secondo l’International Maritime Bureau (IMB). Questo dato rappresenta un aumento rispetto ai 79 episodi segnalati nello stesso periodo del 2024, con il predetto Stretto di Singapore come importante punto caldo.

Diverse organizzazioni internazionali ed agenzie di intelligence marittima, tra cui Ambrey, Information Fusion Centre-Indian Ocean Region e ReCAAP ISC, hanno sottolineato che la debolezza delle forze di sicurezza locali, l’instabilità politica, le difficoltà economiche e l’insufficiente cooperazione tra le forze dell’ordine stanno collettivamente determinando una «rinascita» della pirateria.

Soprattutto nelle aree più critiche come Port-au-Prince, il Golfo di Guinea e la costa della Somalia, gli armatori e le compagnie di navigazione devono rivalutare i livelli di rischio, pianificare razionalmente le rotte, aumentare le misure di sicurezza e partecipare in modo proattivo ai meccanismi di sicurezza internazionali, come il programma di registrazione volontaria del Maritime Security Centre Indian Ocean (MSCIO).

Allo stesso tempo, è necessario rafforzare ulteriormente i meccanismi di cooperazione globale in materia di applicazione della legge. Dal miglioramento dell’efficienza della condivisione delle informazioni agli accordi di scorta armata transfrontaliera, è necessario un profondo rilancio della cooperazione multilaterale.

Il trasporto marittimo è la linfa vitale dell’economia globale e dietro ogni episodio di pirateria si celano il pericolo per la vita dei marinai e la vulnerabilità del sistema marittimo. Nel mondo odierno, sempre più in agitazione, garantire la sicurezza della navigazione non è solo una questione marittima, ma anche un parametro di riferimento per la stabilità e la fiducia internazionali.

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