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La nuova legge elettorale

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L’incognita Vannacci

Facciamo un po’ di analisi di strategie elettorali.
Se imbarca Vannacci l’attuale coalizione di centrodestra è certamente vincente e ad un livello tale da prendersi il premio di maggioranza che (pare) sarà fissato dalla nuova legge elettorale al 46%.

L’operazione però avrebbe un costo non indifferente in termini politici e ad oggi sembra difficile che FI o perfino la Lega, possano essere compatibili con la presenza del generale nel governo, anche se poi si sa che in politica per una poltrona si vende anche la propria madre.

Dall’altra parte è innegabile che gli stessi problemi li abbia il PD con Conte e col duo Bonelli – Fratoianni, anche se questi ultimi avanzano meno pretese.

In questi anni abbiamo notato abbastanza chiaramente una certa vicinanza politica ed ideologica tra la Forza Italia ispirata da Marina Berlusconi, e il PD, ed è assai probabile che una eventuale coalizione tra questi due partiti vedrebbe l’ingresso anche di Renzi e Calenda.

E allora lo scenario si fa interessante.

Da una parte abbiamo la possibilità di una coalizione di centrodestra (FdI, FI, e Lega) con Vannacci, a guida Meloni, che raggiungerebbe quasi sicuramente il premio di maggioranza garantendo altri 5 anni di governo solido, ma risulterebbe un po’ più spostata a destra rispetto all’attuale.

Dall’altra ci sarebbe la possibilità della vittoria a maggioranza relativa di uno schieramento di centro (una sorta di nuova DC) senza premio di maggioranza che per formare un governo dovrebbe accordarsi con uno o più partiti della controparte (riedizione del pentapartito di buona memoria) per cui potrebbero tornare in gioco M5S, Renzi/Calenda e la stessa Lega, ma a condizioni ben diverse rispetto al far parte della coalizione vincente dall’inizio.

Esiste una terza possibilità: che il centrodestra decida di emarginare Vannacci, consegnando la vittoria alla sinistra (peraltro non è detto), ma essendo una vittoria relativa senza premio di maggioranza, sarebbe una vittoria di Pirro, che porterebbe FI (e Renzi/Calenda posto che riescano a superare lo sbarramento) ad essere determinanti per un governo da una parte o dall’altra.

Come possiamo facilmente dedurre, questa legge elettorale, almeno per come si presenta, pare concepita in modo da favorire il centro, evitando uno spostamento troppo a sinistra dell’asse politico del Paese.

Vannacci, però, rende possibile uno spostamento a destra, e questa è la vera incognita.

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