Home Politica LA NATO INDORA LA PILLOLA AMARA PER KIEV, MENTRE PENSA ALLA FUGA

LA NATO INDORA LA PILLOLA AMARA PER KIEV, MENTRE PENSA ALLA FUGA

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La notizia che ci siano in corso trattative ormai non troppo segrete per chiudere in qualche modo il conflitto tra Ucraina e Russia è da tempo sui media di mezzo mondo con due possibili scenari.

Il primo consentirebbe l’entrata di Kiev nella Nato senza il Donbass e la Crimea; il secondo si tradurrebbe in una sorta di pace coreana, il ché comunque significherebbe la cessione di fatto alla Russia di Donbass e Crimea.

In questa prospettiva le parole del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, assumono le caratteristiche di un edulcorante per predisporre Kiev all’ingoio della pillola amara della perdita di parte dei territori nazionali.

Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, in vista della riunione dei ministri degli Esteri alleati che si è tenuta ieri e che si tiene oggi, ha detto che l’Ucraina ha riconquistato il 50 per cento del territorio perso nella prima fase della guerra.

“Mercoledì il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si unirà a noi per la prima riunione del Consiglio Nato-Ucraina a livello di ministri degli Esteri. Riaffermeremo il sostegno a lungo termine della Nato”, ha detto Soltemberg e ha aggiunto: “L’anno scorso l’Ucraina ha vinto le battaglie di Kiev, Kharkiv e Kherson. Quest’anno continua a infliggere pesanti perdite alla Russia. L’Ucraina ha riconquistato il 50 per cento del territorio che la Russia aveva conquistato e ha prevalso come nazione sovrana e indipendente. Questa è una grande vittoria per l’Ucraina. Nel frattempo, la Russia è più debole politicamente, economicamente e militarmente”.

Premesso che se anche fosse vero quel che dice Stoltemberg, comunque il 50 per cento del territorio conquistato dai russi rimane in mano loro, il segretario della Nato per indorare la pillola si riferisce alle ritirate precipitose dei russi nella prima fase del conflitto, ma non alla situazione del Donbass, dove la controffensiva di Kiev è sostanzialmente fallita.

“La prima linea non si è mossa molto – ha infatti ammesso Stoltenberg – e, naturalmente, vorremmo che liberassero più territorio possibile e il più rapidamente possibile. Ma anche se la prima linea non si è mossa, gli ucraini sono stati in grado di infliggere perdite pesanti agli invasori russi, sia in termini di personale e di vittime, ma anche di eliminazione delle capacità di combattimento. Si tratta quindi di risultati significativi”.

Ovviamente, al fine di spandere zucchero e miele sul pillolone che si prepara per Zelensky, il numero uno dell’Alleanza ha tenuto anche a rammentare che “molti esperti, noi compresi, temevano che l’Ucraina sarebbe collassata in settimane e ora invece registrano grandi conquiste”. “Siamo impressionati – ha affermato in un crescendo zuccheroso Soltemberg – dal coraggio, dalla competenza delle forze ucraine e anche dalla loro capacità di colpire dietro le linee russe, andando in profondità nel territorio controllato dai russi. I risultati militari possono essere in parte misurati in metri quadrati, ma anche nelle perdite che sei in grado di infliggere al tuo avversario”.

Grande coraggio, ammirazione (miele) e poi ammissione dell’amara realtà: i risultati militari si misurano in metri quadrati.

Amaro finale e senza zucchero: “L’Ucraina diventerà un membro della Nato se attuerà alcune riforme dopo la guerra”.

Questa è la promessa fatta da Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa prima dell’incontro dei ministri degli Esteri dell’alleanza atlantica. 

Dopo la fine della guerra. E come finisce la guerra? Torniamo a capo. Una vittoria militare è del tutto improbabile se non impossibile. La fine della guerra è, in tutti i casi, la perdita del Donbass e della Crimea.

Nel caso di un accordo, che significa la fine effettiva della guerra, Zelensky o chi per esso, dovrà ingoiare il pillolone edulcorato della perdita di territori. Poi, stando a quanto dice Stoltemberg, l’Ucraina dovrà fare i compiti, con riforme varie e riduzione, se non eliminazione, della corruzione endemica.

E se la fine della guerra fosse solo una soluzione coreana? La guerra, ufficialmente non sarebbe finita, e la Nato sarebbe un miraggio.

In pratica stiamo assistendo ad una sonora presa per i fondelli per un popolo che ha lasciato sul campo alcune generazioni.

Va registrato il fallimento della logica di Victoria Nuland e di George Soros, ossia quella del Clan Clinton-Obama, in base alla quale portare l’Ucraina nella Nato e accerchiare la Russia avrebbe resa quest’ultima una potenza regionale imbelle. Non contenti, i giocolieri Dem americani hanno provocato la Russia fino a farla intervenire, pensando che il sacrificio dell’Ucraina fosse sufficiente a indebolire lo zar di Mosca.

Non è andata così.

E allora?

Allora si prepara il gioco delle tre carte, accompagnato da fanfare e medaglie.

Siete eroi, avete vinto. La Russia ha perso.

Ergo. Possiamo chiudere la vicenda e andare a casa.

Kiev come Kabul.

Se fossi un ucraino sarei arrabbiato all’ennesima potenza e mi sentirei preso per il c*** (eufemisticamente per i fondelli).

Ma che importa. Zelensky era un attore sul palcoscenico di una triste vicenda. Ora lo spettacolo vergognoso è finito.

Sul campo rimangono morti e feriti, un paese distrutto, generazioni andate all’Aldilà.

Nel frattempo ai vertici di Kiev si consumano purghe e vendette.

Marianna Budanova, moglie del capo della direzione principale dell’intelligence ucraina, Kyrylo Budanov, è stata avvelenata e si trova attualmente in ospedale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa “Rbc”, citando una fonte dei servizi segreti ucraini. Secondo la fonte, il trattamento medico è già stato completato e Budanova resterà sotto la supervisione del personale ospedaliero. La fonte dell’intelligence ha aggiunto che Budanova è stata avvelenata con metalli pesanti che non si usano né per scopi militari né per quelli domestici. Non è ancora stato stabilito se la moglie del capo dell’intelligence ucraina sia stata avvelenata solo una volta, oppure se assumeva i metalli tossici in piccole porzioni da tempo. Le autorità hanno avviato un’indagine.

Marianna Budanova è nata il 3 agosto 1993 a Stavishche, nella regione di Kiev. Di formazione psicologa, nel 2020 si era candidata senza successo al consiglio comunale di Kiev con il partito Alleanza democratica ucraina per la riforma (Udar), guidato dal sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko. Nel 2021 è stata consigliere di Klitschko per la lotta alla corruzione nei settori della politica giovanile e dello sport. È sposata con il capo dell’intelligence ucraina, Kyryll Budanov, che in un’intervista di rilasciata la scorsa estate ha dichiarato che la donna vive con lui nel suo ufficio e che la coppia sta insieme 24 ore su 24, sette giorni su sette per motivi di sicurezza. Budanov ha tuttavia chiarito che sua moglie non lavora per l’intelligence militare ucraina.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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