
di Donata dei Nobili*
Giulia è l’ultima vittima di emozioni malate. Una voce soffocata da chi non è riuscito a capire che l’amore è una dolce danza tra due libertà.
Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne la scuola secondaria “Giovanni Tancredi – Vincenzo Amicarelli” di Monte Sant’Angelo ha aperto un grande dialogo con la Comunità.
L’idea dell’amore assoluto ha determinato diverse iniziative scolastiche.
Gli allievi, con i loro insegnanti, hanno voluto preparare una manifestazione scolastica per gli alunni delle classi quinte della scuola primaria.
In questo modo, hanno cercato di chiarire i tanti messaggi mediatici sulla tragica vicenda di Giulia Cechettin, la ventiduenne uccisa dal suo ex fidanzato.
Dalle loro letture e confronti è scaturito che l’amore e la violenza sono “verità”, principi della vita, rinchiusi nella personalità umana di ogni tempo storico.
Una narrazione che ancora non ha svelato i processi dell’anima della vita amorosa.
Chi viene ferito e respinto quando è troppo vulnerabile per potersi difendere incontrerà delle fortissime resistenze interiori a fidarsi dell’altro.
Con questi concetti le docenti hanno aperto le diverse considerazioni con gli allievi.
In questi giorni, di intenso impegno scolastico, le ragazze e i ragazzi hanno compreso che il massacro della giovane Giulia è l’ultimo atto efferato, crudele, feroce, consumato su uno sfondo assurdo, irragionevole.
Per le donne e gli uomini del futuro, è diventata forte la convinzione che uccidere una donna per poterla amare non può e non deve essere la via di fuga per chi uccide, anche se vittima di modelli culturali o di perturbamenti dell’inconscio.
Il femminicidio deve essere amministrato, gestito, neutralizzato, in ogni luogo.
A dirlo, sono state in tanti.
Con questa certezza, la comunità scolastica della Città dell’Arcangelo Michele ha voluto censurare una delle tante barbarie dell’uomo moderno, globalizzato drammatizzando le emozioni di tutte le donne, impegnate per la loro dignità e la loro libertà.
La Dirigente scolastica ha favorito la giornata di studio e di confronto per condividere l’idea che l’amore è coraggio, tolleranza, ma anche un libero distacco.
Con queste idee, le donne hanno saputo lottare, anche se spesso non sono state riconosciute. Di recente, cento e sette donne hanno perso la vita, nonostante ciò lo spirito femminile ha una grande forza ed è pronto a manifestarsi per modificare e sconfiggere i vecchi paradigmi di violenza.
Gli allievi della classe terza B hanno messo in scena “Suffragette”, donne che in una società maschilista lottavano per il diritto al voto, raggiunto nel Regno Unito nel 1918. Poi, è stata recitata “In piedi, signori, davanti a una Donna” un testo di William Shakespeare.
Con la declamazione, la classe ha voluto lasciare ai presenti queste parole: “Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che l’avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una Donna!”.
L’amore va oltre l’illusione, la sublimazione.
E’ questo il contenuto del monologo “L’amore violento”, interpretato dagli allievi della classe seconda A.
Durante la giornata di meditazione, c’è stato un intenso momento musicale.
Tutti gli allievi hanno cantato “Skyscraper” di Demi Lovato.
Dal testo del canto emerge il bisogno di una libertà prigioniera. In un’intervista, la cantante ha spiegato che da quanto è passata all’haircut super corto si è sentita svincolata dalle etichette di genere, soffocanti.
E sono state le etichette, i ruoli definiti e i tanti tabù delle società arcaiche, presenti in quella dell’infosfera, a far parlare ai ragazzi della terza B del vecchio concetto di amore romantico con diversi testi poetici.
Dalla giornata di studio e di riflessione, è emerso l’esistenza di un ordine sociale, culturale e giudiziario, che soppianta i rapporti dell’amore adulto.
Dalle conversazioni scolastiche, è emerso che nell’agire, nei vissuti quotidiani c’è ancora una donna relegata in uno statuto di minorità domestica, sociale e giudiziaria.
Di queste cittadinanze minori, gli allievi della classe terza A hanno rielaborato il processo di Franca Viola, una donna che ancora oggi viene citata come modello ed esempio per aver rifiutato nel 1965 – incoraggiata e sostenuta dalla famiglia – il matrimonio riparatore con il suo stupratore.
A seguito anche di questo evento esemplare, nel 1981 venne cancellato l’art. 587 del codice penale, che regolamentava il “delitto d’onore” e l’art. 544 del codice penale, che “attenuava il reato di violenza carnale nel caso la vittima dello stupro accettasse il “matrimonio riparatore”.
Nella scuola secondaria “Giovanni Tancredi – Vincenzo Amicarelli” di Monte Sant’Angelo è sentito il bisogno della liberazione dalla paura delle donne, tanto da far concludere la ragionata iniziativa con un telegiornale, condotto dai ragazzi e ragazze della terza C, in cui passava la notizia di un femminicidio e l’intervento del poeta Franco Arminio, il quale affermava: “Adesso basta! Giulia deve diventare l’ultima donna uccisa. Dobbiamo decidere tutti insieme una cosa solenne: dobbiamo dare a tutti la libertà di amare e di non amare, la libertà di volere gli altri e di non volerli più. Ora dobbiamo decidere che sia l’ultima volta. Questa storia deve uscire dalla cronaca.”
Nella Scuola, il richiamo all’amore è la voce che vuole accompagnare il necessario e urgente mutamento profondo dei nuovi tempi, per cambiare non solo il corso della storia delle donne, ma quella dell’ uomo “nuovo”, che sappia vincere le proprie paure per imparare ad amare.
*Donata dei Nobili, docente





