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LA LIBERTÀ, BENE PRIORITARIO

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di Eugenio Baresi*

Parrebbe positivo che un dittatore venga deposto, parrebbe bello che un popolo possa riconquistare la propria libertà, parrebbe meritorio che ci sia chi ne ha assunto la “responsabilità”.

Purtroppo sarebbe stato ancor più bello che gli indignati di oggi avessero una qualche volta, pur con minima intensità, contribuito a condannare il dittatore, contribuito a far ritrovare la libertà ad un popolo oppresso, contribuito a cacciare chi ha rubato il risultato delle elezioni.

Invece questa seconda parte di cose ha una declinazione verbale solo al condizionale.

I “democratici” nostrani non hanno mai fatto nulla per difendere la libertà dei venezuelani.

Molto curiosamente il diritto internazionale è diventato il loro mantra, il mantra di chi si indigna… per difendere il dittatore rimosso e la dittatura da cacciare.

Insomma quello che ci si augura, chi ama la vera democrazia senza appropriarsene, è che la democrazia riportata in un grande e importante Paese è una buona notizia.

Ci si augura possa essere così per tutti.

Speriamolo sia così perché non con facilità i regimi tanto dittatoriali sono disponibili a cedere.

Il diritto degli uomini a vivere in libertà, non servono altre aggiunte, è diritto prioritario.

Se così non fosse nessuno sarebbe autorizzato a difenderlo, a ricercarlo, a ottenerlo.

In tutti questi casi la storia ci racconta che purtroppo troppe volte l’impegno per la libertà richieda sacrifici, lotte e tragedie.

Allora chi senza merito personale vive nella bellezza della democrazia e della libertà dovrebbe almeno avere la dignità di non negarla con la propria insipienza a chi faticosamente la ricerca.

Proprio i regimi dittatoriali si appellano al diritto internazionale, con i loro sodali.

I diritti primari a loro non interessano, come non interessano i cittadini ed il loro bene.

Certo è che tutti noi che godiamo della democrazia e della libertà dovremmo fare di tutto perché i diritti primari siano la consuetudine per tutti.

E la libertà di tutti non avrebbe regimi che per sopravvivere si appellano a quello che loro prioritariamente negano.

Il concetto è semplice e fondamentale.

Ce lo hanno consegnato con la democrazia quelli che hanno combattuto per farci vivere la libertà.

Invero tutta l’operazione è stata giustificata più modestamente come cacciata di un narcotrafficante.

Farebbe ridere, ma i giuristi del nulla non meritano altro.

C’è poi un’altra incredibile considerazione.

Quelli che contestano il controllo dei propri confini da parte del governo americano affermano con supponenza che l’operazione in Venezuela causerà una nuova fuga dal Paese.

Se così fosse dovrebbero essere contenti.

A loro piacciono i poveri costretti a lasciare la loro terra.

Ma non sarà così perché un Paese democratico non fa fuggire i suoi cittadini.

*ex parlamentare e segretario della Commissione Stragi

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  • Redazione

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