Home Cronaca LA GUERRA NEI TUNNEL, UNA GUERRA DA TOPI

LA GUERRA NEI TUNNEL, UNA GUERRA DA TOPI

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Gaza è accerchiata e ci sono raid nei tunnel di Hamas.

La guerra si svolge tra le abitazioni di superficie oppure tra i cunicoli e i tunnel sotterranei: 500 km di tunnel ad una profondità di 50-70 metri.

Ieri le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’apertura di un corridoio umanitario per consentire l’evacuazione dei residenti della striscia di Gaza da nord a sud.

Lo ha detto il portavoce in lingua araba, Avichay Adraee, specificando che il passaggio era consentito fino alle 14:00 ora locale (13:00 ora italiana) lungo la strada Salah al Din.

Nello stesso messaggio sul suo profilo X (ex Twitter), Adraee accusa il movimento islamista palestinese Hamas di usare i cittadini della striscia di Gaza come scudi umani e di impedire l’arrivo degli aiuti umanitari.

In pratica, l’esercito israeliano punta a spezzare in due la Striscia, spostando la popolazione civile in vista dello scontro totale con le milizie di Hamas.

Filmati diffusi dall’esercito israeliano hanno mostrato gli abitanti di Gaza che evacuano verso sud lungo la strada Salah a-Din attraverso il corridoio umanitario aperto ieri dalle 10 alle 14.

Violenti scontri sono stati segnalati tra le Forze di difesa israeliane (Idf) e il movimento islamista palestinese Hamas in diversi quartieri della città di Gaza, soprattutto nei settori nord-orientale e meridionale.

Il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, ha precisato che le Idf hanno suddiviso la Striscia di Gaza in due parti e che sono “pronte a qualsiasi scenario”, aggiungendo che i bombardamenti sarebbero andati avanti nei prossimi giorni, in concomitanza con le operazioni militari di terra.

I soldati dell’IDF, stando ad un comunicato dell’esercito israeliano, hanno individuato e distrutto complessi utilizzati per lanciare razzi, compreso un complesso situato all’interno di una moschea; oltre 50 razzi sono stati trovati in un complesso utilizzato per attività giovanili, pronti per essere lanciati in Israele.

Durante i combattimenti di terra nella Striscia di Gaza, le forze dell’IDF hanno localizzato e scoperto prove dell’uso di strutture civili da parte di Hamas per scopi terroristici.

Durante un’attività per localizzare le infrastrutture terroristiche e ripulire lo spazio da parte dei combattenti della squadra di combattimento della 460a Brigata, nel complesso di una moschea sono state trovate fosse di lancio per razzi che sono state distrutte.

Inoltre, durante diverse attività del giorno scorso, i combattenti hanno trovato oltre 50 razzi pronti per essere lanciati su Israele, all’interno di un complesso del movimento giovanile nel nord della Striscia di Gaza.

Mentre infuria la battaglia, durante l’incontro con gli ambasciatori stranieri il premier israeliano Benyamin Netanyahu – come riferisce il Times of Israel – ha affermato che dopo la guerra, quando Israele avrà distrutto Hamas, offrirà al popolo di Gaza “un futuro reale, un futuro di promesse e speranza”.

Ieri il ministro Tajani, ha affermato che gli italiani sono usciti dalla Striscia di Gaza.

“Per quanto ci riguarda – ha detto Tajani – , quasi tutti gli italiani, tranne chi voleva rimanere, tra cui un paio di operatori della Croce Rossa, sono usciti dalla Striscia di Gaza. Abbiamo inviato, come governo italiano, beni di prima necessità attraverso l’aeronautica militare e che sono stati consegnati alla Mezza Luna rossa. Stiamo anche valutando, e lo ha detto il ministro Crosetto, di inviare un ospedale da campo italiano per i feriti nella Striscia”.

L’Italia, nel frattempo, si posiziona anche nello scenario di guerra con le proprie navi.

Le fregate della Marina militare italiana ‘Fasan’ e ‘Margottini’ sono nel mare antistante Gaza e il Libano. Lo si apprende da fonti qualificate. Le due fregate italiane possono trasportare elicotteri. In Libano sono presenti 1300 soldati italiani nell’ambito delle missioni di pace dell’Onu (Unifil).

Ieri le Forze armate israeliane si sono dette pronte “in qualsiasi momento” ad un attacco del nord, dove sono presenti le milizie di Hezbollah.  

La Marina militare statunitense ha reso nota ieri un’esercitazione congiunta nel Mediterraneo per marinai e aviatori tra le portaerei Usa ‘Gerald R. Ford’ e ‘USS Dwight D. Eisenhower’, insieme alla nave comando ‘USS Mount Whitney’ e alle fregate italiane ‘Fasan’ e ‘Margottini’.

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  • Redazione

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