Torniamo a percorrere il sentiero della conoscenza
Il bellissimo articolo di Augusto Vasselli dal titolo “Globalizzazione, asimmetria e scomparsa dei valori tradizionali” mi ha stimolato qualche riflessione che vorrei aggiungere alle sue, con questo mio scritto.
Spero solo di aver compreso la reale profondità del suo pensiero e, soprattutto, di aver capito il messaggio che ha voluto mandare.
In particolare, mi sembra molto opportuno, come ha fatto Augusto, legare la globalizzazione con l’ultramodernità, dove ha sostenuto che: “se si riferisca a una nuova e ulteriore fase di abbandono della spiritualità tradizionale o se, al contrario, si rileva, anche in considerazione di quanto accennato, la necessita di un ritorno alla tradizione stessa con nuove forme o quelle attraverso le quali si è sempre espressa“.
Credo che oggi questo sia il punto!
Stiamo vivendo momenti molto difficili. Tutti i giorni siamo informati di stragi di innocenti e della violenza che insieme all’intolleranza stanno prendendo più piede. Avanzano segnali inquietanti che annunciano una caduta progressiva verso il caos, apparentemente inarrestabile.
Il rullo dei tamburi di guerra, sempre più roboanti, ci annunciano il declino della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza. La guerra con la sua potenza distruttrice che genera, paura e violenza, sta facendo precipitare l’umanità verso un periodo di nuovo oscurantismo ed ha fatto prevalere il silenzio della morte e la perdita della speranza.
Nei tempi bui come questi se si vuole dare una speranza concreta alle persone, bisognerebbe conformarsi ad alcuni principi morali, etici e spirituali, riscoprendo proprio la tradizione.
Siamo di fronte alla necessità di richiamarsi ai valori, di ripensare alle ragioni della nostra esistenza, sia sul piano individuale che su quello collettivo, proprio in questo periodo di smarrimento e di una preoccupante incertezza.
Dobbiamo fare di tutto per riportarli all’attenzione dell’Umanità, perché nelle attuali condizioni hanno prevalso alcuni disvalori che hanno negato uno dei principi più importanti nella storia passata, quello della centralità dell’Uomo.
Per questo, ancora di più, oggi, il mondo ha bisogno di riscoprire la tolleranza, l’amore, la coesione, la solidarietà e la fratellanza per squarciare le tenebre della follia e della putrefazione della mente di alcuni e riportare una nuova luce per far rinascere la vita.
Come la primavera irrompe sulla natura e con la sua capacità di rigenerazione crea un’esplosione di un nuovo inizio, così oggi il nostro pensiero e la nostra azione deve urlare forte, Pace, per rigenerare la vita.
Abbiamo il dovere morale di reagire a questa pulsione distruttiva che pervade la nostra quotidianità.
Nella Grande scienza si legge: “L’essenziale consiste nel perfezionare sé stessi”. Per Confucio, che ne è autore, questo perfezionamento deve essere finalizzato all’armonia tra singolo e mondo[1]”.
Questa armonia può rinascere dal trinomio forte su cui si è costruita, almeno in Europa, il modello di società coesa e solidale, che è stato: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
Oggi tutte e tre questi principi sono sempre meno rispettati. Da questi valori si deve ripartire.
Cos’è la tradizione?
La definizione tradizione può essere data a tutto ciò che è restato tale e quale all’origine. Se è vissuta intensamente ha la capacità di agire sull’uomo, di trasformarlo in positivo, attraverso un processo di spiritualizzazione e di crescita conoscitiva e coscienziale.
Essa comprende tutto quello che vale di essere trasmesso e cioè tutti gli aspetti della verità.
Chi si dichiara erede e custode di una tradizione millenaria, da un lato deve conservare e tramandare la memoria collettiva delle origini e del passato, dall’altro deve tentare di essere capace di ri-sorgere ad ogni stagione e portare i propri valori, rendendoli attuali, per ricreare una nuova armonia nel mondo.
Nell’antichità si riteneva che si dovessero insegnare e praticare i valori etici all’uomo e per questo tanti filosofi si dedicarono allo studio delle varie essenze del vivere umano.
Purtroppo, la spinta verso il benessere, la ricchezza, l’individualismo, l’utilizzo della natura in modo distorto ha accentuato la perdita di valori di riferimento morali e con l’aggravante che non esistono più tanti filosofi, che in passato erano depositari del sapere umano e che, con la loro saggezza, influenzavano il futuro.
Recuperare, quindi, l’insegnamento della tradizione che invita l’uomo a tutelare la sua coscienza vigile nella sua piena libertà e a costruirsi una morale a sua dimensione, conforme ai principi universali.
In altri termini, propone un metodo di ricerca dell’Etica, fatto di riti, simboli, principi e regole che, come gli attrezzi dell’artigiano, non hanno valore in sé, ma lo acquistano quando saranno usati.
Socrate sosteneva: “Indagate voi stessi, concentratovi sul mistero che contenete al vostro interno, ripulite il vostro linguaggio senza ripetere parole di cui non conoscete il senso effettivo, vivete in funzione del bene e della giustizia”.
L’indagare porta a cercare di arrivare alla verità, che si rivela all’uomo soltanto nell’intimo della sua coscienza, in una tensione perenne verso la conoscenza.
Il filosofo tedesco Lessing, ebbe ad affermare: “Il valore dell’uomo non è nella verità che ritiene di possedere, ma nello sforzo incessante per raggiungerla”.
L’uomo dovrebbe avere tanta sete della verità che gli potrebbe permettere di avventurarsi oltre i suoi confini e le sue limitazioni.
Ma dato che non esiste una verità rivelata o assoluta, la ricerca della verità diventa dubbio, desiderio della propria interiorità, quella luce del bene, del vero e del giusto che ognuno si porta dentro e che – mediante un processo maieutico, che ha la funzione dell’indagine interiore, e, quindi, nella personale scoperta della sincera espressione della verità – deve poter esprimere e testimoniare con coraggio e con coerenza.
La ricerca della verità non è ricerca di un sapere inteso come complesso di informazioni meramente da acquisire. È ricerca di “conoscenza” intesa come etimologicamente significa, nascere insieme.
L’accesso alla verità è acquisibile, quindi, solo a chi è capace di conoscere, cioè rinascere assieme al proprio oggetto di conoscenza per mezzo di un’intuizione intellettuale.
Fichte spiegava al popolo tedesco che bisognava “unirsi […], credere nel percorso comune e nella condivisione, essere parte di un’armonia sociale […], anche fino all’estremo sacrificio[2]”.
Parte importante dell’attività della società, si regge sull’energia dell’armonia, sulla fusione costante e inesauribile. Dove è viva l’armonia sociale, non esiste il conflitto o addirittura l’omicidio, né tanto meno la guerra.
Augusto Vasselli, nel suo articolo, pone la questione che per effetto della globalizzazione, con l’avanzare della modernità, la tradizione è arretrata, quasi ad arrivare all’eclissi del sacro.
Ma pone il quesito che, paradossalmente, questo stesso processo così complesso e articolato, potrebbe anche richiedere un’inversione di tendenza con un ritorno alla tradizione attivato anche con nuove modalità.
Sono convinto che l’uomo non possa vivere senza la tradizione. Essa può svolgere ancora la sua funzione, anche attraverso nuove modalità, proprio facendosi portatrice del patrimonio ideale di solidarietà, coesione, tolleranza, ricerca della conoscenza e della verità rispetto verso l’altro.
Da questo si trarrà quella forza necessaria per proteggere i deboli, le donne, i bambini, salvarli dalle guerre e lavorare con l’obiettivo di costruire la Pace per un’umanità fraternamente organizzata.
In conclusione, anche nella modernità, riscopriamo la tradizione e il valore del sacro. E, per rispondere al quesito posto da Vasselli, credo che bisognerà individuare nuove forme per ritrovarne il cammino.
Non è utopia! È solo chiedere ai noi stessi di ritrovare il sentiero che tanta luce ha portato all’umanità!
Note
[1] V. Mancuso, 2020, I Quattro Maestri, pag.324, Garzanti, Milano
[2] G. Rossetti (a cura di), J.G. Fichte, 2003, I discorsi al popolo tedesco, Laterza, Bari





