Home Cronaca LA FERRAGNI HA IL DIRITTO DI PARLARE DOVE E COME VUOLE

LA FERRAGNI HA IL DIRITTO DI PARLARE DOVE E COME VUOLE

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Considero gli influencer uno degli aspetti più insopportabili di questa stagione comunicativa da psycological operation, con la quale si tende a rimbambire la popolazione per immiserirla e per condurla ad essere un gregge di pecore tutte uguali, belanti, pronte da tosare e anche, all’occorrenza, da macellare.

Se dovessimo tornare ai tempi in cui gli Ebrei lasciarono l’Egitto per andare in Palestina, alle famose sette piaghe (acqua mutata in sangue, rane, zanzare, mosche velenose, mortalità del bestiame, ulcerazioni, grandine, locuste, tenebre, morte dei primogeniti) ne andrebbe sicuramente aggiunta una, la peggiore: gli influencer.  

Se poi devo pensare di vedere la Ferragni ospite di Fazio devo fornirmi di una dose massiccia di anti emetico per evitare che la nausea prenda il sopravvento, con le conseguenze del caso.

Detto questo, per doverosa premessa, trovo inammissibile che il Codacons possa chiedere di sequestrare la trasmissione di Fazio dove il conduttore porrà, si presume, delle domande alla ex influencer caduta verticalmente in disgrazia. Domande alle quali la ferragni risponderà liberamente.

In un comunicato del Coordinamento delle associazioni dei consumatori si legge: “ll Codacons è pronto a chiedere il sequestro della trasmissione “Che tempo che fa” se non sarà annullata l’ospitata di Chiara Ferragni prevista per il prossimo 3 marzo. Appare di per sé inaccettabile che una rete televisiva dia enorme spazio ad un soggetto sotto indagine da parte della magistratura per reati gravissimi contro i cittadini, un vero e proprio insulto da parte di Fabio Fazio e Nove agli italiani – spiega il Codacons. Ma la cosa più grave è che la Ferragni potrebbe parlare da Fazio del caso del pandoro Balocco senza alcun contraddittorio, riportando solo il suo punto di vista sulla vicenda a discapito dei telespettatori che da casa vedranno il programma. Una offesa anche verso il lavoro dei magistrati milanesi che stanno svolgendo indagini complesse e delicatissime, e proprio nel rispetto del ruolo della magistratura Fazio avrebbe dovuto astenersi dall’ invitare l’influencer in trasmissione. Per tale motivo il Codacons presenta oggi una formale diffida alla rete televisiva Nove e a Discovery Italia chiedendo di annullare l’ospitata di Chiara Ferragni se non sarà previsto un equilibrato contradditorio con l’influencer sul caso del pandoro-gate. Se la rete non accoglierà la nostra richiesta, siamo pronti ad un ricorso d’urgenza per chiedere il sequestro della trasmissione”. (https://codacons.it/chiara-ferragni-ospite-da-fazio-codacons-inaccettabile).

Chi è il Codacons per chiedere ad una libera televisione di intervistare chi vuole e chi è il Codacons per chiedere di censurare una cittadina che, fino a prova contraria, è indagata e che, anche se fosse stata già condannata, avrebbe il diritto di dire la sua, così come chi non è d’accordo con lei ha il diritto di criticarla?

Il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori è un’associazione senza fini di lucro, nata nel 1986 in difesa dei consumatori e dell’ambiente.

Secondo il proprio statuto, opera con l’esclusiva finalità di tutelare, con ogni mezzo legittimo (e in particolar modo attraverso lo strumento giudiziario), i diritti e gli interessi di consumatori e utenti.

Uno dei maggiori fondamentali diritti dei consumatori, in quanto cittadini, è di non vedersi conculcare il diritto alla libertà di parola e di espressione del proprio pensiero.

Vale per chiunque, anche per il peggior delinquente, figuriamoci se non può valere per chi ha semplicemente svolto un ruolo all’interno di un mondo mediatico ammalato.

Se la Ferragni ha compiuto dei reati sarà la magistratura a condannarla e a comminarle le pene del caso, ma nessuno ha il diritto di chiudere la bocca a nessuno.

Non siamo, almeno per ora, in un Paese retto da una dittatura e già di elementi di censura o di autocensura ce ne sono troppi e insopportabili senza che ci sia qualche associazione, comunque privata, che decida in Italia chi può parlare e chi no.

Il Codacons se ne faccia una ragione e pensi al carrello della spesa.

Autore

  • Redazione

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