Home Opinioni LA FENICE SI ALZA IN PIEDI. LA SINISTRA SI ACCARTOCCIA.

LA FENICE SI ALZA IN PIEDI. LA SINISTRA SI ACCARTOCCIA.

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Sette minuti di applausi.
Sette minuti di orgoglio.
Sette minuti in cui La Fenice ha ricordato all’Italia che la cultura non è proprietà privata della sinistra, dei loro circoletti ideologici, dei loro sindacalisti frustrati.
Mentre la feccia ideologica volantinava rancore nei corridoi, Beatrice Venezi conquistava il pubblico con la sola arma che conta davvero: il talento.
Pienone. Ovazioni. Standing ovation.
Altro che “boicottaggi” e “abbonamenti disdetti”: il popolo della musica ha scelto da che parte stare.
E da un lato c’erano la bellezza, la competenza, l’arte,
dall’altro i soliti della Cgil & co.,
quelli che trasformano anche Mozart in un’assemblea di condominio ideologizzata.
Quelli che contestano non per ciò che sei… ma per chi frequenti: “colpa” di essere stimata dalla DESTRA.
La verità è semplice:
la sinistra odia chiunque spezzi il loro monopolio culturale.
Li manda fuori di testa che una donna giovane, preparata e libera, non abbia bisogno del loro permesso per dirigere un teatro o per avere successo.
E mentre loro leggevano comunicatini patetici,
la Fenice — il teatro, il pubblico, la tradizione italiana — applaudiva una direttrice che fa onore al Paese.
Beatrice Venezi non è “una nomina di destra”.
È una risposta italiana alla mediocrità della sinistra.
La Fenice è rinata.
Chi continua a bruciare è solo l’ego di chi pensava di poterci mettere il guinzaglio anche nella musica.
Tiè!

Autore

  • Redazione

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