Un piano triennale di incentivi, il salvataggio della Marelli, conferme sull’arrivo di Dongfeng in Italia.
Il tavolo automotive a Palazzo Piacentini, a Roma, ha preso il via alle 15,30 di ieri, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per fare il punto sul settore insieme a aziende, associazioni di categoria tra cui Federmeccanica e Federmanager, sindacati dei metalmeccanici (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm) e i rappresentanti delle Regioni interessate.
Nemmeno gli hanno dato ossigeno all’aumento di produzione nazionale di auto.
L’ha ammesso lo stesso Urso, spiegando che il governo intende rimodulare il piano eco bonus per far fronte all’offerta.
Il fondo automotive dispone di 750 milioni di euro per il 2025 e 1 miliardo di euro annuo dal 2026 al 2030.
Nel dettaglio, a detta del ministro, il piano eco bonus 2024 ha soddisfatto 4 dei 5 obiettivi che si era proposto. Il primo, che ha visto l’esaurimento in una manciata di ore con 25.295 prenotazioni (dal valore di oltre 202 milioni di euro), ha permesso di centrare subito il secondo obiettivo, ossia il rinnovo del parco auto circolante: l’83% delle prenotazioni ha coinvolto una rottamazione di auto, di cui il 42% Euro 3.
Da quanto si apprende, inoltre, il 77% delle risorse ha riguardato persone fisiche. Centrato anche il quarto obiettivo del piano che ha interessato le prenotazioni di persone con Isee inferiore a 30 mila euro (il 23% delle risorse prenotate). Il quinto obiettivo era quello di aumentare la produzione di auto in Italia. E proprio quest’ultimo non è stato preso.
Il governo ha spiegato che è allo studio un meccanismo che privilegi le produzioni con un alto contenuto di componentistica europea, garantendo così la sostenibilità delle produzioni e incentivando la domanda di veicoli assemblati in Italia o in Europa con componenti prodotte localmente».
L’idea per il prossimo piano è di introdurre «parametri innovativi, come l’impronta ecologica, la cybersecurity e il rispetto dei diritti fondamentali della forza lavoro».
Urso ha poi spiegato che il Governo è riuscito nell’obiettivo di salvaguardare il sito produttivo e i lavoratori della Marelli dell’impianto a Crevalcore, in provincia di Bologna.
“Nella giornata di domani (oggi per chi legge) – ha detto Urso – finalizzerò lo strumento che consentirà il passaggio di consegne al nuovo partner industriale. Non era facile ma ci siamo riusciti, anche in questo caso come con Wartsila e Whirlpool Emea, con un lavoro di sistema come noi vogliamo sempre realizzare».
Il ministro ha poi aggiunto: «In 20 mesi del nostro mandato non c’è stata mai la chiusura di una attività produttiva nei tavoli di crisi di competenza del nostro dicastero. In alcuni casi, come Termini Imerese e Piombino abbiamo anzi avviato a soluzione crisi che si trascinavano da oltre dieci anni».
Urso ha poi confermato la necessità d’insediamento di un’altra casa automobilistica in Italia e che le interlocuzioni con alcune case di produzione cinesi sono in piedi. Tra queste, c’è Dongfeng Motor, alla ricerca di un hub in Europa. Dopo la firma della premier Giorgia Meloni, di recente in Cina, di un memorandum con il ministro cinese dell’industria su una colloborazione industriale su tecnologia ibrida e mobilità elettrica, nella seconda parte di agosto è prevista una missione tecnica del Mimit in Cina per avere nuove interlocuzioni con altre case di produzioni cinesi tipo Aiways e Byd.
Il ministero ha inoltre inviato un documento al Gruppo Stellantis riguardante l’investimento su Termoli – dove la jv Acc deve realizzare una giga factory – e sulla situazione degli stabilimenti produttivi italiani.
Resta il fatto che alla vigilia del tavolo auto, fondamentale per raggiungere un accordo tra Stellantis e il governo, il gruppo guidato da Carlo Tavares ha informato il ministero delle Imprese della cessione di Comau, azienda specializzata in robotica, al fondo americano One Equity Partners.
I sindacati hanno chiesto al governo di utilizzare il golden power per proteggere Comau, descritta da Ferdinando Uliano della Fim-Cisl come un “gioiello di tecnologia” per l’industria italiana.
Nonostante il confronto con Stellantis sia ancora in corso, il ministro Urso intende prendere seriamente in considerazione le richieste dei sindacati.




