
Giovanni Bernardini
E così Israele, lo stato fondato dagli scampati al più mostruoso genocidio della storia, deve difendersi dall’accusa di “genocidio” di fronte alla Corte internazionale di giustizia.
Tra le altre cose l’accusa non è nuova: viene mossa da decenni ad Israele, anche se sempre da decenni la popolazione soggetta a “genocidio” non ha fatto che aumentare di numero.
La guerra fra Iran ed Iraq ha causato più di un milione di morti.
Il comunismo cinese, secondo stime molto, molto prudenziali, ne ha causati almeno 60 milioni, probabilmente di più; il solo “gran balzo in avanti” è costato più di 15 milioni di morti al popolo cinese.
I Kmer rossi hanno massacrato da un sesto ad un quarto dell’intera popolazione cambogiana.
Per non andare troppo indietro nel tempo è in corso da tempo immemorabile una mostruosa guerra civile in Siria.
La Russia in Ucraina conduce con mezzi barbari una guerra di aggressione.
L’Africa è in continuazione tormentata da guerre micidiali: basta pensare alla Libia, o al Sudan.
Il mondo è pieno di stati in cui si impiccano gli omosessuali, si lapidano le adultere, si fucila chi manifesta contro il governo.
La Corea del Nord è un grande carcere a cielo aperto.
Nessuno però strilla o ha strillato contro questi orrori, al massimo qualche flebile belato di condanna.
Per Israele NO. Israele è uno stato “genocida”.
Perché mai?
Da quando è nato Israele vive in guerra, circondato da stati che vorrebbero semplicemente cancellarlo dalla carta geografica.
Ha dovuto subire il 7 ottobre un attacco mostruoso.
Combatte armi alla mano chi cerca di distruggerlo e di massacrarne la popolazione.
Lo fa cercando di salvaguardare, nei limiti del possibile, la popolazione civile di Gaza, che pure segue in gran maggioranza Hamas. Si sono mai visti corridoi umanitari, convogli di viveri e medicinali nel corso della guerra fra Iran ed Iraq? Se ne vedono in Sudan?
Ai nemici di Israele questo non basta. Per loro Israele non ha diritto di esistere, quindi non deve difendersi, se si difende diventa ipso facto “genocida”.
E accanto ai nemici dichiarati di Israele ci sono i falsi “neutrali” che di fatto avallano l’accusa di genocidio. Sono quelli che sostengono che Israele può anche difendersi senza però causare alcun danno di nessun tipo ai civili di Gaza, cosa assolutamente impossibile, oppure quelli che dicono “condanniamo Hamas, ma anche le azioni militari israeliane”. Come se nel settembre del 1939 qualcuno avesse detto: “condanniamo l’invasione nazista della Polonia ma anche la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Francia e Gran Bretagna”.
E’ deprimente vedere degli occidentali unirsi al coro di chi cerca di demonizzare l’unica democrazia del medio oriente, uno stato che da 76 anni lotta solo per vedersi riconosciuto il diritto di esistere.
Spero e credo che queste iniziative ignobili non facciano deflettere Israele dalla lotta contro i tagliagole di Hamas.
Lo disse a suo tempo Golda Meir: “Preferiamo le vostre condanne alle vostre condoglianze”
Concetto da ribadire, senza se e senza ma.





