Home Opinioni ISRAELE, LA GUERRA COSTA MOLTO

ISRAELE, LA GUERRA COSTA MOLTO

0

di Alberto Frau

Il massiccio attacco dell’Iran contro Israele è stato sventato grazie (anche) al sistema «Iron Dome». Si tratta di un sofisticato sistema di difesa aerea progettato e utilizzato dallo stato ebraico per proteggere il territorio nazionale dagli attacchi di razzi e missili a corto raggio provenienti principalmente dalla Striscia di Gaza, ma anche da altre aree circostanti.

Sebbene rappresenti un’eccellenza tecnologica nel campo della difesa aerea, utilizzando sensori avanzati, algoritmi sofisticati e missili d’intercettazione precisi per proteggere la popolazione civile dagli attacchi esterni quanto è costato difendersi dall’assalto di Teheran?

Originariamente il finanziamento di Iron Dome era a carico di Israele, ma a causa dell’elevato costo del sistema, il Paese ha dovuto fare affidamento sul suo alleato di lunga data, gli Stati Uniti. Un rapporto del Congressional Research Service statunitense afferma che gli USA hanno contribuito con quasi 3 MLD/$ alle batterie di Iron Dome, agli intercettori, ai costi di coproduzione e alla manutenzione generale. A ben vedere, mantenere l’Iron Dome operativo ha un prezzo elevato: secondo addetti ai lavori un solo missile intercettore (i famosi Tamir) costa circa 50mila $. Nel caso dell’intercettazione di un missile balistico, invece, i numeri sono in un ordine di grandezza completamente diverso: secondo diverse stime, il prezzo di un missile Arrow è di circa 2,5 ML/$

Si stima che il costo complessivo dei sistemi di difesa aerea utilizzati la notte tra sabato e domenica scorsi da Israele abbia comportato un costo superiore ad un miliardo di dollari (secondo alcune fonti un miliardo e trecento milioni). Non solo una guerra militare, ma anche economica, visto che ogni mezzo d’attacco è molto meno caro di quelli di difesa (ci sono anche i costi di realizzazione tecnologica da contare).

Più a lungo durerà questo (assurdo) conflitto e maggiore sarà il danno, anche per Israele, soprattutto se si profilasse un’occupazione postbellica della Striscia. I dati finora disponibili, parziali e frammentari, sono già allarmanti: i primi 100 giorni di guerra, quando Israele teneva sotto le armi 350mila riservisti, costavano all’erario 260 ML/$ al giorno, equivalenti a un punto e mezzo di ricchezza nazionale!

Soldi sottratti ad altre voci di spesa e che fanno prevedere aumenti di tasse, a detrimento del benessere generale. Osserva l’agenzia Bloomberg che per coprire il deficit esploso con la guerra (4,4% del Pil nel 2023 e 6,6% nel 2024), Israele dovrà finanziarsi sui mercati, emettendo titoli per 58 MLD/$

ll pensatoio «Rand Corporation» vede nero: basandosi sullo scenario della seconda intifada (2000-2005), preconizza un impatto da 400 MLD/$ e perdite che dureranno per almeno quattro anni. Sarà davvero così?

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui