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Iran, ancora un missile verso la Turchia

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Iran missile

Lo scudo NATO entra in azione. E torna il tema del “Michelangelo Dome” europeo di Leonardo

Il conflitto mediorientale sfiora sempre più da vicino il perimetro della NATO.

Oggi un missile balistico lanciato dall’Iran ha attraversato lo spazio aereo tra Iraq e Siria dirigendosi verso la Turchia, membro dell’Alleanza Atlantica.

L’ordigno è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa NATO attivi nel Mediterraneo orientale prima che potesse colpire il territorio turco.

Secondo fonti militari accreditate, il missile è stato individuato dalla rete radar dell’Alleanza pochi minuti dopo il lancio. Il tracciamento è stato effettuato dal sistema di allerta precoce collegato al radar NATO di Kürecik, nel sud-est della Turchia, uno dei nodi principali dello scudo antimissile europeo.

In pochi minuti è partita la procedura di intercettazione con sistemi collegati alle piattaforme navali e ai sistemi antimissile presenti nell’area. Alcuni frammenti sono caduti nella provincia turca di Gaziantep, senza provocare vittime.

La rapidità della risposta è dovuta alla natura del teatro operativo.

La distanza tra Iran, Siria e Turchia è relativamente ridotta: un missile balistico a medio raggio può coprire questa traiettoria in 6 – 8 minuti, viaggiando a velocità superiori ai 10.000 km/h.

Per questo la NATO ha sviluppato negli ultimi quindici anni un sistema di difesa integrato basato su radar, satelliti e intercettori navali.

Nel Mediterraneo orientale operano oggi diverse unità militari dell’Alleanza, tra cui cacciatorpediniere dotati di sistema Aegis e missili intercettori SM-3, progettati per distruggere vettori balistici nello spazio o nella fase di rientro atmosferico.

Dal punto di vista politico l’episodio è delicato. Un missile che entra nello spazio aereo di un Paese NATO potrebbe teoricamente aprire la strada all’Articolo 5, il principio di difesa collettiva dell’Alleanza. Tuttavia la NATO ha scelto una linea prudente: nessuna vittima, nessun impatto diretto, quindi nessuna escalation automatica.

Il segnale strategico però è evidente. Il conflitto regionale sta ormai lambendo direttamente il sistema di sicurezza euro-atlantico.

Ed è proprio in questo contesto che torna nel dibattito il progetto di uno scudo europeo integrato, spesso definito in ambito strategico come “Michelangelo Dome” di Leonardo, ovvero una rete di difesa multilivello basata su radar avanzati, intercettori terrestri e navali e sistemi di risposta rapida in grado di proteggere il continente da missili balistici e ipersonici.

In uno scenario dove un vettore può attraversare mezzo Medio Oriente in pochi minuti, la difesa non è più solo nazionale ma necessariamente continentale. E l’episodio sopra la Turchia dimostra quanto sottile sia ormai la linea tra crisi regionale e sicurezza europea.

Sempre l’Iran non utilizzi missili ipersonici…

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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